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Parte il nuovo governo

Camera, fiducia a Renzi: 378 sì, 220 no

Camera, fiducia a Renzi: 378 sì, 220 no
Missione compiuta: dopo il Senato, Matteo Renzi prende la fiducia anche alla Camera. Su 599 votanti, il premier e il futuro governo hanno incassato 378 sì a fronte di 220 no e un astenuto. Maggioranza più larga di quella incassata da Enrico Letta a dicembre (350 sì), quando però la votazione fu viziata da astensioni ed assenze in Aula, primo segnale di quanto l'esecutivo delle intese ristrette fosse pericolante. Renzi non riesce dunque a partire di slancio, perché la prova più "pesante" è stata quella del Senato, fallita: solo 169 sì, quattro in meno di Letta a dicembre. E se alla Camera l'accoglienza al premier è stata un po' più calda, restano le critiche e il gelo a Palazzo Madama, dove i numeri sono risicati: solo 8 sopra la maggioranza, contando anche due senatori a vita. A queste condizioni, sognare le grandi riforme ribadite anche martedì pomeriggio in Aula a Montecitorio è durissima. 

La chiusura dei 5 Stelle - Non è un caso che Renzi abbia tentato un abboccamento al Movimento 5 Stelle. Quei messaggini scritti all'indirizzo del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e le proposte di "dialogo" grazie al mediatore Roberto Giachetti del Pd hanno avuto subito un effetto boomerang: i "pizzini" pubblicati su Facebook proprio da Di Maio non mettono tanto in imbarazzo il premier, quanto gli complicano la vita: se vorrà andare avanti con le riforme dovrà farlo con le sole maggioranze per ora disponibili, quella con Ncd e quella alternativa con Forza Italia, specialmente per legge elettorale, abolizione del Senato e Titolo V. Sulle politiche sociali, dai 5 Stelle non arriveranno assist né disponibilità all'inciucio.

Lo smacco di Letta e Bersani - La giornata alla Camera passerà poi alla storia non tanto per il discorso di Renzi o per la fiducia incassata, quanto per lo smacco rifilatogli dai suoi due più grandi rivali: l'ex segretario Pd Pierluigi Bersani, tornato in Aula dopo il malore, ed Enrico Letta, anche lui di nuovo a Montecitorio dopo essere stato accoltellato dallo stesso Matteo. Il loro abbraccio, per certi versi commovente, avrà fatto rizzare le antenne al premier: vuoi vedere che i due "trombati" sono capaci di riunire le anime "anti-renziane" del Pd più disastrato di sempre?

di Claudio Brigliadori

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Commenti all'articolo

  • encol

    26 Febbraio 2014 - 07:07

    Scriverei: "è ridicolo" ma la faccenda è molto seria in gioco c'è la vita di 60Mln. di italiani . Questa banda di barlafusi , indecentemente pagati, incapaci e fannulloni dalla nascita decide per la VITA degli altri seguendo gli ordini di partito. Stanno votando, ed è la TERZA volta, governi NON ELETTI. Pare che nessuno se ne renda conto eppure questo non succede neppure in Biafra.

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  • sparviero

    25 Febbraio 2014 - 21:09

    Renzi, vedremo quello che sai fare....

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