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È processo breve

Silvio: Macché leggi ad personam, semmai giustizia ad personam. Alfano: ora riforma costituzionale. Bersani: il partito dell'amore parte male

È processo breve
E così il maxi emendamento sul processo breve si farà. C'è il via libera del presidente del Consiglio, per venire incontro alla richieste dell'opposizione. E c'è, anche, l'ok del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che dice di sì alla riforma costituzionale. Sull'emendamento sta lavorando il relatore Giuseppe Valentino proprio per riscrivere il provvedimento sul processo breve che sarà in Aula da domani a Palazzo Madama. Socnsolato Bersani: così il dialogo sulle riforme parte male, dice il leader della sinistra. Il Pd, infatti, aveva teso una mano al dialogo a patto che non venisse toccato il settore giustizia. L'irrealistico desiderio della minoranza ovviamente non è stato tenuto da conto.
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Alfano: accelerare i tempi della riforma costituzionale e proseguire l'iter del processo breve


Sulla giustizia «abbiamo deciso di andare avanti», ha detto Alfano. «L'incontro è andato molto bene, abbiamo riscontrato la consueta coesione della nostra maggioranza e della nostra coalizione». Il ministro ribadisce le priorità della maggioranza: accelerare i tempi della riforma costituzionale della giustizia e, parallelamente, proseguire l’iter delle leggi ordinarie del processo breve e del legittimo impedimento. «Abbiamo deciso di andare avanti sulla riforma della giustizia - ha aggiunto il ministro -. Partiranno immediatamente degli incontri all'interno della coalizione per definire un testo di riforma costituzionale della giustizia, la grande riforma del settore». Per Alfano questo testo «verrà sottoposto al dibattito parlamentare e sarà un lavoro che avrà tempi rapidi».


"Giustizia ad personam"- Questa mattina il presidente del Consiglio ha voluto rassicurare tutti riguardo la stabilità del rapporto con Fini «Per me non ci sono problemi. Abbiamo tanti anni di collaborazione leale alle spalle e io non ho mai avuto dubbi al riguardo», dichiara il premier. Per tutta risposta, Fini, da Montecitorio, indice un controvertice sulla giustizia. Il presidente della Camera si è incontrato con il coordinatore Pdl Ignazio La Russa e la presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno. Presenti alla riunione anche Italo Bocchino, vicepresidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, e Giuseppe Valentino della commissione Giustizia del Senato.
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Non si tratta di leggi ad personam, ma di giustizia ad personam


Un ulteriore affondo del premier, per bocca del sottosegretario Bonaiuti, arriva anche sulle cosiddette "leggi ad personam". «L'essenziale è capire il punto di partenza fondamentale: non si tratta di leggi ad personam, ma di giustizia ad personam. Cioè di una risposta a una giustizia politicizzata che ha colpito il presidente del Consiglio in quella maniera. Se l'opposizione dà segno di recepirlo, abbiamo fatto un passo avanti». Ammette che il clima tra i due schieramenti è migliorato dopo l’aggressione a Milano, ma ci sono ancora esponenti dell’opposizione che remano contro un’intesa: «L’opposizione interna al Pd di Franceschini e Veltroni, e poi il solito Di Pietro».

Bersani: iniziamo male- «Sarebbe questa la prima mossa del 'partito dell'amore'? Andando avanti a testa bassa sui suoi provvedimenti il governo sa bene che mette a repentaglio una discussione di sistema sulle riforme istituzionali, ivi compreso il rapporto tra Parlamento e magistratura». Lo afferma in una nota il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commentando l'esito del vertice del Pdl a palazzo Grazioli. «Non bastano i giochi di parole o le finte benevolenze verso l'opposizione a nascondere la realtà dei fatti. La nostra disponibilità è quella dichiarata più volte: si sospendano i provvedimenti che governo e maggioranza hanno annunciato e si discuta subito dell'ammodernamento del nostro sistema», conclude Bersani.

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Commenti all'articolo

  • gitex

    14 Gennaio 2010 - 12:12

    che mi pare di buon senso; Berlusconi la smette di fare leggi ad personam e la magistratura la smetta di fargli processi ad personam. Perchè questi processi ad personam stanno andando avanti da 14 anni.

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  • cerbiatta

    13 Gennaio 2010 - 23:11

    Ha ragione Piumina1, qualsiasi cosa proponga il governo non andrà bene all'opposizione che ha trovato in Fini un ottimo alleato. Cosa aspetta ancora Berlusconi a scaricarlo? E' stato zitto qualche giorno, giusto il tempo di far candidare la Polverini, e una volta raggiunto lo scopo si rimette di traverso, contro il governo . Se si dà retta a lui e all'opposizione non si concluderà mai niente. Chi è Bersani per dettare l'agenda al governo? Aspetti il suo turno, quando sarà eletto, se sarà eletto, deciderà lui il da farsi .

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  • mariser

    13 Gennaio 2010 - 14:02

    Anche sforzandomi, non riesco ad immaginare quali ambienti lei sia abituata a frequentare; certo è che, se dovessimo dedurlo dal suo vocabolario, a lei sarebbero preclusi anche i salotti radical chic della sinistra dove il rispetto per la forma è fondamentale. Se posso compatirla per la sua avversione viscerale, sarebbe più appropriato chiamarlo odio, nei confronti del premier, che la porta a negare anche l'evidenza, non posso in nessun modo giustificarla per gli epiteti con i quali apostrofacoloro che non vestono la sua giubba. Lei che deride il partito dell'amore, con l'amore incommensurabile che alberga nel suo animo candido, non esita a chiamare "leggere" e "caproni ignoranti" coloro che vi militano. Cara la mia Valeria, se l'amore che vi contraddistingue è questo, ben felice di non essere come lei! Piuttosto, non si permetta più di chiamare "leggere" le signore che si differenziano da lei, ci costringerebbe a prendere in considerazione le sua leggerezza di pensiero e non solo.

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  • mariser

    13 Gennaio 2010 - 11:11

    Ogni qualvolta Berlusconi introduce il tema delle riforme, stranamente queste vengono interpretate dalla sinistra come leggi ad personam. Per essere credibile però la sinistra dovrebbe spiegare, a tutti i comuni cittadini anche apolitici, come mai nel parlamento europeo ha votato per l'immunità parlamentare senza se e senza ma; oggi fingono di non ricordare che alcuni loro esponenti di spicco hanno usufruito di quella legge che solo in Italia si ostinano a definire legge ad personam, ossia un privilegio a vantaggio esclusivo di Berlusconi. Non sembra una contraddizione? Senza necessariamente invocare la malafede, non sarebbe legittimo pensare che se non ci fosse Berlusconi al governo l'iter parlamentare di questa legge non avrebbe visto contestazioni di sorta?Volenti o nolenti, siamo costretti ancora una volta a prendere atto che l'inghippo è dovuto alla presenza di Berlusconi nel governo e quindi alla necessità, non negoziabile, di estrometterlo a tutti i costi.

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