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Governo approva nuovo piano carceri

Varato lo stato d’emergenza fino alla fine del 2010. Previsti 21mila posti in più

Governo approva nuovo piano carceri
Il consiglio dei ministri ha approvato stamattina il piano carceri messo a punto dal Guardasigilli Angelino Alfano. Varato anche lo stato d'emergenza, che durerà fino al 31 dicembre 2010. L'obiettivo del ministro della Giustizia, per far fronte all'emergenza delle carceri piene, è di creare 21.709 nuovi posti nei penitenziari italiani. Il piano prevede anche l'assunzione di duemila agenti.   "Avvieremo procedure - ha spiegato Alfano nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi - per realizzare strutture a cui dar vita nel 2011 e nel 2012 con modelli organizzativi tipo quello attuato a L’Aquila". Quest’anno, invece, "realizzeremo 47 nuovi padiglioni, strutture che si affiancheranno a quelle già esistenti". Per questi padiglioni, verranno utilizzate le ricorse provenienti dalla Finanziaria - 500 milioni di euro - e dal bilancio del dicastero di via Arenula - 100 milioni -, mentre per le strutture che verranno realizzate tra il 2011 e il 2012, le risorse verranno prese dal bilancio statale e da finanziamenti provenienti dai privati".

Prima del varo da parte del Cdm, si sono subito levate alcune critiche. Il capogruppo del Pd Dario Franceschini, ieri, ha precisato «Il ministro Alfano garantisca che il governo non abuserà dello strumento dell'ordinanza al posto dei normali provvedimenti legislativi in seguito al via libera allo stato di emergenza per le carceri»:  ha detto nell'Aula della Camera.
Per i Radicali, che da anni denunciano la situazione drammatica nelle carceri italiane, la soluzione è l'amnistia. Alcuni membri del Partito Radicale si sono riuniti in un sit-in davanti a Montecitorio «perchè le carceri tornino alla normalità, alla legalità e all'umanità». La deputata radicale Rita Bernardini, in piazza con altri sostenitori, ha chiesto «il rientro dello Stato criminale alla legalità» e «una soluzione principe: l'amnistia». «Nel 2005 - ha spiegato - alla marcia per l'amnistia c'era anche Napolitano. È una soluzione che va discussa. Anche perchè un'amnistia sporca e di classe c'è già: la prescrizione. Bisogna fermare l'ipocrisia, serve una riforma della giustizia che non può limitarsi al processo breve. Non importa se nell'amnistia entrerà anche Berlusconi, l'importante è che sia per tutti».
Descrivendo la situazione delle carceri, denunciata anche sui cartelli dei manifestanti («Stanno più larghi i polli dei detenuti»; «170 morti in carcere nel 2009»), il segretario generale della Uil Pa penitenziari, Eugenio Sarno, ha aggiunto che «i 6.000 agenti in meno, gli 800 agenti finiti all'ospedale negli ultimi 24 mesi, i 169 morti in carcere e gli 800 tentati suicidi dovrebbero imporre a trovare una soluzione». Per Francesco Quinti, responsabile nazionale della funzione pubblica reparto sicurezza della Cgil, «con la costruzione di nuove carceri non si risolve il problema del sovraffollamento, servono misure diverse».

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    23 Gennaio 2010 - 01:01

    Di chi vorrebbe una società di zombies vaganti,di gioventù distrutta per la droga facile,di ulteriori pericoli di seminatori di morte in auto,di mariuoli liberi impuniti.Il tutto per premiare Caino a scapito di Abele.No grazie,troppa bontà!? Una vera società è quella operosa,onesta e con grande senso del dovere e di responsabilità.Chi saprebbe governare una società così disordinata,ultra libera a carico delle persone serie che si sacrificano?Lasciamolo sognare ai Radicali,tanto sanno che non competerà mai a loro,nel frattempo sanno come razzolare nella mischia!Avanti tutta Alfano,togli il giocattolo ai bambini istizziti.

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  • aquila azzurra

    14 Gennaio 2010 - 20:08

    sembrano coloro che approvano per un motivo o per un altro la proliferazione di carceri. Ci rendiamo conto che circa il 40% degli ospiti delle carceri è composto da extracomunitari che,in mancanza di una nostra elementare attenzione, sono venuti nel nostro paese ad allietare le nostre città ed a creare problemi di sicurezza? Causa una politica di falsa accoglienza voluta da una sinistra cieca e delirante, non siamo stati in grado di decidere il nostro destino ed ora paghiamo con le nostre tasche anche l'ospitalità nelle nostre carceri. Alleggerire la popolazione penitenziaria mandando questi galantuomini nei loro paesi d'origine ci consentirebbe di respirare aria più pulita e risparmiare sui conti della giustizia. "non possumus", gli schiavi veri siamo noi e non ci resta che subire,subire,subire

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    14 Gennaio 2010 - 14:02

    Sig. Presidente del Consiglio e Signor Ministro Alfano, volete voi costruire molti posti detenuti per mettere in galera tanti cittadini italiani che si trovano ad avere a che fare con la giustizia per il sol fatto di spacciare droga o per assumerla o magari per piccoli reati che potrebbero risolversi con ammende oppure con la detenzione domiciliare ? Così come stanno evolvendosi gli accadimenti sociali in tutto il mondo, sarebbe ora di depenalizzare lo spaccio e la detenzione della droga anche perchè, coloro che assumono tali sostanze, sono sempre di più in aumento e coloro che spaciano, non essendovi lavoro, risolvono il loro bisogno di guadagno per vivere,spacciando. In questo caos cè solo una organizzazione alla quale va bene ed è la delinquenza organizzata che importa ed esporta per altre sedi tonnellate di droghe. Allora,se non avete il coraggio civile di depenalizzare tali reati,quanto meno, non dategli il carcere ma altre pene che non gravano sul sistema carcerario e l'erario.

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  • strudel9

    13 Gennaio 2010 - 12:12

    L'unica soluzione per risparmiare, è quella di organizzarsi in modo che tutti i carcerati con= tribuiscano lavorando al proprio sostentamento. Altro che poltrire nelle celle a rimuginare quali reati commettere all'uscita dalle carceri ! Lavorare,lavorare,lavorare finchè non si è pagato il proprio debito con lo Stato. Ministro Alfano si attivi in tal senso e mandi "a casa loro" tutti gli stranieri carcerati.Vedrà che risparmio per le casse dello Stato !

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