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Niente decreto blocca processi

L'annuncio dato dal ministro Vito. La prossima settimana si vota il dl sul processo breve

Niente decreto blocca processi
Il ministro per i rapporti col Parlamento, Elio Vito, ha annunciato che non ci sarà alcun decreto blocca processi al Consiglio dei Ministri.  Questo perché la sentenza della Corte Costituzionale che avrebbe ispirato il decreto, ha detto il ministro ai presidenti dei gruppi, "è immediatamente applicativa" e di conseguenza non c'è necessità di un decreto per attuarla. Il disegno di legge sul processo breve torna in Commissione: lo ha reso noto il presidente dei senatori dell'IdV Felice Belisario, e sarà votato in Aula la prossima settimana.
Il presidente del Senato, Renato Schifani, si dice "soddisfatto» perché riguardo al processo breve, la conferenza dei capigruppo "ha accolto la mia proposta di mediazione. Ho infatti applicato il comma 11 dell'articolo 100 del regolamento del Senato che consente al presidente di rimandare in commissione per alcune ore parti di norme". "Spero - ha aggiunto il presidente - che questo possa riportare un clima di serenità nel dibattito, dopo che la differenza tra le posizioni politiche aveva portato ad atteggiamenti di estrema protesta, al limite dell'esasperazione. Mi auguro - ha concluso - che questa scelta consenta al Senato di lavorare in un clima di serenità". 

Lavori in corso- La questione ancora aperta sarebbe la durata della sospensione dei processi in corso in primo grado così da consentire all'imputato, nell'ipotesi di contestazioni suppletive in dibattimento relative a circostanze che già emergono dal fascicolo del pm, di ricorrere al rito abbreviato. I novanta giorni di sospensione, prospettati in origine nella bozza di testo sottoposta al Quirinale dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, sarebbero scesi a una durata inferiore, dopo un lavorio di mediazione che ha visto impegnato anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. La decisione di non fare un decreto sembra indicare, tuttavia, che una intesa sulla durata della sospensione non sarebbe stata trovata. L'ipotesi di uno 'stop' di 45 giorni prospettata nei colloqui con il Colle potrebbe essere stata considerata insufficiente dai 'tecnici' di Berlusconi che avrebbero preferito, a questo punto, una sospensione di 60 giorni, utile anche in vista dell'imminente campagna elettorale. Per effetto del decreto, infatti, i due processi a carico del premier (Mills e Mediaset) sarebbero sospesi.

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  • fonty

    fonty

    23 Gennaio 2010 - 12:12

    Qui c'è uno che dice che la destra ,con tutti i problemi che ci sono pensa solo ai problemi del Berlusca,ecc,ecc,more solito.Sarà pure vero,però a me sembra che la sinistra non è da meno,anzi cerca di ingigantirli questi problemi,forse che anche per loro non ci sono problemi più gravi cui pensare? Fino ad ora non ho ancora sentito fare delle proposte valide da questi soloni,anzi sì,quella di dare uno stipendio a tutti,basta solo che abbiano i piedi sul suolo Italiano,con quali fondi non importa,l'importante è fare demagogia.

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  • 15 processi

    19 Gennaio 2010 - 12:12

    eh si ! le riforme che più interessan a questo governo di ladri, servon a salvare il loro capo perseguitato dai giudici comunisti ! perchè, anche indagando, non hanno mai avuto niente da ridire su G.FINI per esempio ? l'italia e l'europa sono in piena crisi economica e tutta l'italia è concentrata sul "processo breve" "leggittimo impedimento" e te le cercan di far passare anche come riforme di interesse comune ! in TV si sente che nonostante la crisi, la gente spende e si diverte mentre accanto a noi la gente perde il posto di lavoro. non basterebbe una legge che escludesse i cittadini indagati dalla politica ? fare una proposta così in un parlamento italiano dove uno su dieci ( forse più ) ha qualcosa da nascondere sembra utopia. poveri scemi a voi che, rispettosi delle leggi, votate, credete e difendete san silvio. almeno i suoi servi hanno laute ricompense e prestigiosi incarichi, ma voi che ci guadagnate dal difendere chi deve esser processato per frode, corruzzione, ec?

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  • Alpe

    13 Gennaio 2010 - 21:09

    Uno che scrive come Taranto ed esprime giudizi sull'intelligenza altrui merita un applauso: è come se Minzolini o Fede dessero lezioni di etica giornalistica. Rifletta invece, se ne è in grado, sull'atteggiamento di chi, in un momento in cui le emergenze sono numerose e gravi, pensa solo ai fatti suoi, spacciando per esigenze nazionali urgenze che sono esclusivamente sue. Pensi solo all'ultima sceneggiata, la trattativa con il Presidente della Repubblica per quella specie di moratoria sui processi che vogliono fare ora i suoi amici: richiesti 60 giorni, il Presidente dice al massimo 30, loro rilanciano con 45. Obiettivo, ovvio, rinviare tutto a dopo le elezioni; ma è roba da souk nordafricano, più che da parlamentari seri.

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  • TARANTO1

    13 Gennaio 2010 - 16:04

    per fortuna la materia grigia e' assente in quel che resta della testa dei comunisti tantè che anche quando cercano di trovare attenuanti all'attacco giudiziario contro il Presidente del Consiglio si danno le martellate sulle cose che non hanno, il tentativo di tenere lontano dalla campagna regionali Silvio Berlusconi se lo sono annullati con una sentenza di comodo per loro, emanata dalla consulta il 14/12 e che oggi torna comoda a chi è e sarà sempre molto più inteligente di loro, se ne facessero una ragione

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