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Di Pietro uomo della Cia

Il leader dell'Idv: "Una bufala elettorale"

Di Pietro uomo della Cia
Di Pietro sul suo blog si sfoga. E mette le mani avanti. Parla dell'esistenza di un dossier che dovrebbe uscire a giorni, come una bomba ad orologeria. Dossier che  evidenzierebbe i suoi rapporti con alcuni esponenti dei servizi segreti.
Tonino però nega ogni tipo di contatto, e sul suo blog spiega: "Si avvicinano le elezioni, è tempo di infamare! Il copione si sta per ripetere anche questa volta, come per tutte le fasi elettorali precedenti. Questa volta il bidone che il solito giornale sta costruendo è davvero sporco e squallido: quello di voler far credere (utilizzando alcune foto del tutto neutre) che io sia o sia stato al soldo dei servizi segreti deviati e della Cia per abbattere la Prima Repubblica perché così volevano gli americani e la mafia". Poi prosegue: "Certo che ce ne vuole di fantasia…e anche di arroganza per ritenere che gli italiani siano tutti così allocchi da bersi una panzana del genere. Ma -continua Di Pietro- vi anticipiamo il giochino che stanno mettendo in piedi. Da giorni si aggira per le redazioni dei giornali e nel circuito politico della Capitale uno strano personaggio che sta offrendo a buon mercato un dossier di 12 foto che mi ritrarrebbero insieme indovinate a chi? No, niente escort. I miei interlocutori sarebbero, anzi sono, il colonnello dei Carabinieri Mori ed il questore della polizia di Stato Contrada. Insieme a loro nella foto ci sarebbero anche alcuni funzionari dei servizi segreti". "Naturalmente -sottolinea- un acquirente si è subito fatto avanti: il solito quotidiano che, pur di buttare fango sul sottoscritto, acquista qualunque cosa, anche a prezzi esorbitanti, costi che poi si sommeranno a quelli che dovrà pagare per la querela che farò (e che si aggiungerà alla denuncia che ho già provveduto a depositare alla magistratura, perchè questa volta sono venuto a conoscenza per tempo della trappola)". "Ne hanno acquistate 4 di foto e prima delle elezioni, le pubblicheranno. Questi scatti dovrebbero servire per veicolare il seguente teorema: siccome Mori è finito indagato per la nota vicenda delle agende rosse e Contrada è stato condannato per fatti di mafia, Di Pietro ha avuto a che fare, pure lui, con queste vicende. Siccome poi c'erano anche funzionari dei Servizi insieme a costoro, vuol dire che Di Pietro stava macchinando con qualche potenza straniera, se non addirittura con la mafia".
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Voglion far credere che io sia o sia stato al soldi dei servizi segreti deviati e della Cia


"La verità, ovviamente, è molto più lineare e banale: all'epoca -spiega il leader dell'Idv- io ero un magistrato inquirente che svolgeva le indagini, chiedeva arresti e poi li faceva eseguire. Indovinate da chi? dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato, ovviamente, ed anche dalla Guardia di Finanza. Il colonnello Mori e il questore Contrada erano appunto esponenti di primo piano dei predetti organi ed è sicuramente capitato - anche se io ora, a distanza di quasi vent'anni, non ricordo tutte le circostanze - che a volte abbia chiesto anche agli Uffici da loro diretti, oltre ad una miriade di altri, di svolgere accertamenti e di eseguire provvedimenti. »Magari sarà pure capitato che, nelle pause di lavoro, mi sia fermato a mangiare o a bere un caffè con loro, anche per approfondire meglio il lavoro. E allora? Dove sarebbe lo scandalo? Interloquire con un questore o con un colonnello dei carabinieri addetti alle investigazioni -spiega ancora Di Pietro- è il minimo che poteva, e può, fare un magistrato che, come me, stava svolgendo le indagini di Mani Pulite. Non potevo certo sapere i guai che sarebbero loro capitati anni dopo. Essi all'epoca erano solo servitori dello Stato, non delinquenti".  "E invece, ancora una volta -attacca Di Pietro- si sta tentando di costruire una bufala, grazie ai soliti prezzolati denigratori di professione del solito organo di informazione. Lo scopo è evidente ed è il consueto ritornello: screditare me e l'Italia dei Valori durante la campagna elettorale e, soprattutto, operare una falsa rivisitazione storica degli anni di Tangentopoli e di Mani Pulite nel tentativo di far credere che all'epoca non ci fosse una classe politica corrotta, ma una magistratura militante, al soldo di qualcuno".
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È una bufala per screditare me e l'Italia dei Valori in periodo elettorale. Ma noi resisteremo, resisteremo, resisteremo


"Sì, proprio al soldo, perché  si vorrebbe far credere che, in cambio del servizio reso, queste fantomatiche potenze straniere avrebbero poi versato ingenti somme di denaro in conti correnti esteri, sparsi fra gli Stati Uniti e addirittura la Nuova Zelanda. Sembra un film di fantascienza, ma la fantasia distorta non ha mai fine e, d'altronde, basta lanciare una balla nell'iperspazio dell'informazione e il piatto è servito!», sottolinea. «La falsa equazione è semplice: Mani Pulite è stato un bluff, una trappola, Di Pietro era un uomo dei servizi, i politici corrotti non sono mai esistiti, è tutto un imbroglio. L'obiettivo è ancora più evidente: riscrivere la storia di ieri per oscurare la continuità, ancora esistente, fra la classe politica corrotta di allora e quella ancora più corrotta e sfacciata di oggi. Anche i finti e gli ipocriti festeggiamenti per Craxi, che oggi gli tributano soprattutto quelli che ieri lo criticavano e lo tradirono, sono funzionali allo scopo. Ma noi resisteremo, resisteremo, resisteremo. L'amore per la democrazia e la difesa della Costituzione ce lo impongono!», conclude Di Pietro sul suo sito.

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Commenti all'articolo

  • davide.battolla

    22 Gennaio 2010 - 12:12

    Che velocità nel precedere le notizie... coda di paglia?? fa bene a giustificarsi, spero che anche lui sia costretto a farlo per 15 anni...

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  • fiscadr

    22 Gennaio 2010 - 09:09

    Ma chi è o chi si crede d'essere Kaiser (Zar) tonino 1° il grosso? Nient'altro che un ciarlatano ed uno sbruffone che con le sue fanfaronate crede di fare paura a quegli italiani che sanno adoperare la testa in maniera autonoma e non l'hanno messa all'ammasso di questo o quel partito tra cui l'Italia dei Veleni. Novello Masaniello cerca di aizzare la gente contro tutto e tutti compreso il Capo dello Stato. Col suo codazzo di tirapiedi e leccaculo spera di arrivare a conquistare l'Italia? Spero che fin dalle prossime elezioni cominci a ricevere tanti di quei calci nei denti e nei santissimi da doversene tornere al paesello natio a fare lo zappaterra ed a smetterla di scocciarci quotidianamente con i suoi proclami, le sue invettive e le sue insolenze contro chi non lo appoggia e non la pensa come lui.

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  • michele.antonelli

    22 Gennaio 2010 - 09:09

    Ti ricordo solo l'ultima gaffe del Feltri. Hai dimenticato quello che ha combinato a Boffo? Evvabbe' che problema c'è! Tanto la querela la paga il Giornale! hihihih. Che uomo sto Vittorio. Spara più palle lui di Berlusconi! ahahahah

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  • michele.antonelli

    22 Gennaio 2010 - 09:09

    Caro Delfo, permettimi due osservazioni. La prima riguarda il tuo modo di scrivere. A forza di voler essere originali nello scritto, finisci per diventare ridicolo, anche perché i periodi risultano sconnessi e a volte incomprensibili. L'uso di certi verbi sembrano messi li come a dire: "Ecco attenti a come mi parlate. Sono il Gianni Brera della tuttologia del niente!" La seconda riguarda il coraggio che molti come te dimostrano nell'uso della protesi emozionale, chiamata Computer. L'anonimato ti da il coraggio di dire tutto. Tu ti faresti fucilare da un plotone? Per prima cosa comincia ad usare un nome ed un cognome, come faccio io. Le assunzioni di responsabilità per quel che si dice, hanno effetto solo quando chi le pronuncia non teme sulla propria identità.

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