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Hammamet pronta a celebrare il "grande statista"

Partecipano alla commemorazione Frattini, Brunetta e Sacconi

Hammamet pronta a celebrare il "grande statista"
Politici e sostenitori del vecchio Psi sono in partenza per Hammamet. In occasione della cerimonia per il decennale della morte di Bettino Craxi, prevista per domani, 17 gennaio, un gruppo di circa un centinaio di simpatizzanti ha già lasciato l'Italia questa mattina. Insieme a loro, sul volo della Tunisair, anche il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, e l'ex ministro degli Esteri e attuale Presidente dell'Ipalmo, Gianni De Michelis, che saranno raggiunti dai ministri Frattini, Brunetta e Sacconi. La figlia Stefania Craxi, organizzatrice dell’evento, fa la spola tra Hammamet e Roma, mentre Bobo è partito ieri. I due si sono riappacificati in occasione delle celebrazioni. Si prevede un’affluenza di circa 600 persone.

Sulla tomba bianca, nel cimitero cristiano di Hammamet, è iniziato un incessante viavai di vecchi militanti e amici del leader socialista, qualcuno  ha anche portato i garofani, simbolo del Psi, dall'Italia. Stasera assisteranno al documentario “L'esilio”, proiettato dalla Fondazione Craxi e domani mattina alla commemorazione davanti alla tomba. Tra questi c’è anche Paolo Pillitteri, ex sindaco di Milano, secondo cui in questi anni «si è cercato di liquidare i meriti di Craxi, che sono superiori ai suoi errori, ma la storia si è vendicata dell'ingiustizia». Dello stesso avviso è l'ex deputato socialista Pierluigi Polverari, da 15 anni in Tunisia insieme alla moglie.
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E' giunta l'ora di riabilitare la figura di uno dei più grandi statisti italiani



I Socialisti Uniti - In una nota dei Socialisti Uniti-Psi si legge che una delegazione, guidata da Saverio Zavettieri, si trova già ad Hammamet: «La nostra presenza è non per chiudere una pagina travagliata e vergognosa della politica italiana e del socialismo riformista, quanto per aprire una riflessione critica sullo stato del Paese e della democrazia italiana da quando il Partito socialista è stato estromesso, mano giudiziaria, dalla scena nazionale e la cui presenza si tende a cancellare con tutti gli strumenti istituzionale, elettorale e massmediatici che tendono ad imporre un sistema falsamente bi-polare causa non ultima del regresso economico, sociale e democratico dell'Italia». Zavattieri aggiunge: «Dispiace dover constatare che dinnanzi al clamoroso fallimento della seconda Repubblica, dove tutto dà ragione ai socialisti, questi non abbiamo il coraggio di ritrovarsi per rilanciare» una loro presenza ed una loro proposta politica.

Manifesti a Roma - A Roma sono stati affissi 20mila manifesti in ricordo di Craxi da “Il Popolo di Roma”. Il suo portavoce Giuliano Castellino ha spiegato che «a dieci anni dalla morte è giunta l'ora di riabilitare la figura di uno dei più grandi statisti italiani», considerato uno dei padri della Patria, «simbolo di libertà, socialismo riformista, patriottismo e forza di cambiamento, simbolo della sintesi tra le forze socialiste, cattoliche e nazional-popolari che sono oggi la vera forza del Pdl».



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Commenti all'articolo

  • bertrand

    17 Gennaio 2010 - 19:07

    Craxi ha nei confronti del "glorioso Partito Socialista" la responsabilità più grande: quella di averlo distrutto, per sempre. Non risorgerà mai più dalle sue ceneri, altro che araba fenice. Quanto ai partecipanti al pellegrinaggio mi auguro che almeno si paghino il biglietto e non utilizzino voli di Stato.

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  • eremita

    17 Gennaio 2010 - 12:12

    Non sono socialista e non lo sono mai stata.Ma continuo a ritenere che Craxi abbia pagato più del dovuto.Ha sbagliato d'accordo, ma dire che ha sbagliato tutto e non riconoscerne i meriti, mi sembra esagerato.Bisognerebbe vedere tutto il periodo di Crazi anche nei retroscena, forse avremmo le idee più chiare.E poi se ne sono viste talmente tante negli anni della seconda republica....

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    16 Gennaio 2010 - 19:07

    Nel nostro Paese,vi sono milioni di cittadini che,pur non avendo più la tessera del Partito Socialista,in cuor loro sono più socialisti di prima e pertanto, non ci si può illudere che addolcendo la bocca con qualche manifestazione ad arte, si possa credere che il vecchio partito socialista risorga. Credo che sia arrivato il tempo che i socialisti indicano un'assemblea generale per chiedere che nel nostro Paese si svolga un processo storico sui fatti che generarono il periodo di mani pulite per conoscere dettagliatamente fatti antecedenti ed altro affinchè,da detto processo rinasca, come la semiramide,il glorioso Partito Socialista.

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