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Immigrati, cittadinanza ai bimbi nati in Italia

L'impegno di Renata Polverini

Immigrati, cittadinanza ai bimbi nati in Italia
Immigrati  italiani, arriva la nuova promessa della Polverini. La cittadinanza italiana?  "Dobbiamo prendere un impegno sulla cittadinanza partendo dalle seconde generazioni – ha spiegato Renata Polverini partecipando a un incontro pubblico nell’ufficio della commissione europea a Roma -, dai bambini che nascono nel nostro Paese".

Non più solo tramite lo ius sanguinis , la cittadinanza secondo la Polverini dovrebbe essere concessa anche per ius soli . "Tutto il dibattito che sentiamo sull'integrazione spesso si limita ad essere un dibattito per eletti della politica: la realtà è molto diversa da come viene rappresentata" ha aggiunto la canditata del Pdl.   E' anche per questa ragione che uno dei temi fondamentali della campagna elettorale della donna è quello che riguarda la formazione professionale per i cittadini immigrati: "quando è in corso il dibattito sulla regolarizzazione delle badanti io intervenni dicendo che era una questione di giustizia. Per me era incomprensibile pensare che il nostro Paese rifiutasse queste figure che permettevano alle donne italiane di lavorare e poi io stessa partecipai ad una audizione in Parlamento e proposi che venisse inserito nel testo del decreto anticrisi un passaggio sui processi di regolarizzazioni delle badanti". Un passaggio fondamentale per la Polverini, "in quanto non c'è niente di meglio che lavorare presso le famiglie italiane per integrarsi completamente". Il lavoro, per la Polverini, è un passaggio fondamentale nel processo di integrazione dei cittadini immigrati: "per questo uno dei punti del nostro programma elettorale è quello di utilizzare i processi formativi per favorire l’integrazione: ho parlato con rappresentanti del settore alberghiero e della ristorazione per utilizzare questi processi".

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    11 Gennaio 2011 - 07:07

    Ho lavorato per 30 anni nei loro paesi.SE VOLEVO LAVORARE dovevo firmare dei documenti in cui affermavo la mia volontà di accettare le loro leggi,i loro usi e le loro tradizioni e sopratutto di averne rispetto.lLa residenza era subordinata a questi documenti e alla visita medica con test AIDS.Se non accettavo ero imbarcato sul primo aereo disponibile per l'talia.Non mi chiedevano di parlare la loro lingua.Bastava l'inglese e a seconda di dove andavo il francese.La cosa comune che hanno tutti questi paesi è che non viene CONTEMPLATA la cittadinanza.I national sono soltanto loro e basta.Sposi una musulmana?Prima diventi mussulmano,poi la donna te la paghi.Ma con questo non vuol dire cittadinanza.Lei rimane NATIONAL e tu Italiano.Ai figli viene data la nazionalità italiana,ed in caso di divorzio lei se ne va per strada con la dote che ha preso,e il divorziato lo mettono sull'aereo e lo spediscono a casa sua con prole.Alla faccia di Finavil.

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  • castalia

    10 Gennaio 2011 - 17:05

    la cittadinanza si può avere con un comportamento onesto rigoroso. Tanti stranieri a diciotto anni sono diventati italiani Ora bisogna mettere dei limiti: chi subisce condanne non deve diventere mai cittadino italiano e gli islamici solo dopo tanti anni in più di comportamenti adeguati. Niente lotte contro il crocifisso, nientre poligamia, niente burqua, niente sostegni dai comuni rubati ai poveri italiani Peccato pensavo che Polverinbi fosse più vicina al comune sentire del popolo italiano. I Piani alti della regione gli fanno girare la testa o ha cattivi consiglieri ispirati dai petrodollari?

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  • almirach

    22 Gennaio 2010 - 14:02

    Come non si fa a non considerare Italiano un ragazzo che nasce, cresce, frequenta le scuole in Italia un cittadino Italiano? Dovrebbe essere autoamtico. È piú Italiano un extracomunitario che vive e paga le tasse o un evasore fiscale che per anni ha nascosto i suoi capitali all'estero e adesso li ha fatti rientrare pagando il 5% di imposta?

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  • 18021937

    22 Gennaio 2010 - 13:01

    Contrario: e poi cosa fare con i genitori? e con i fratelli ? e se musulmano, allarghiamo ulteriormente la famiglia neo-italiana?

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