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Camera, dieci commessi indagati per truffa e falso

Usavano badge non autorizzati. Fini delibera la sospensione dal servizio

Camera, dieci commessi indagati per truffa e falso
Nuovo scandalo dei cartellini. Questa volta, nel mirino degli inquirenti, sono finiti dieci dipendenti della Camera dei deputati. I dipendenti di Montecitorio risultano indagati dalla Procura di Roma per i reati di truffa e falso. Il procedimento è stato istruito sulla base di una relazione compilata dagli uffici della Camera e inviata a piazzale Clodio nei giorni scorsi. Il dossier, secondo quanto si è appreso, concerne l’uso di badge non autorizzati, falsi o scambiati. Le tessere magnetiche, in particolare, sarebbero state utilizzate per figurare presenti a lavoro senza esserlo. Gli accertamenti sono stati affidati dal Procuratore capo Giovanni Ferrara ad un pubblico ministero che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione. Di recente gli inquirenti della Capitale si sono occupati di impiegati, in quel caso della Cassazione, che eludevano i sistemi "marcatempo" scambiandosi i badge. Ora le verifiche sono arrivate nella fase della richiesta di rinvio a giudizio.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, su proposta del segretario generale, ha disposto la misura cautelare della sospensione dal servizio nei confronti dei dipendenti indagati dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull'uso irregolare dei tesserini per la rilevazione delle presenze sul posto di lavoro. La misura cautelare, prevista dalla normativa interna, è stata adottata in ragione della "gravità" dei fatti e anche "a tutela dell’immagine della Camera dei deputati e di tutti i dipendenti che con rigore, professionalità e dedizione operano quotidianamente a supporto dell’istituzione parlamentare".

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    29 Gennaio 2010 - 19:07

    Cè un aforisma che recita: il buon giorno si vede dal mattino e il mattino nelle aule parlamentari,pur troppo, ha molte nuvole nere che seggono in un posto dove non avrebbero mai dovuto esserci.

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  • dubhe2003

    28 Gennaio 2010 - 22:10

    Ed insistono ancora;non c'è verso che li freni!Per alcuni di loro(si spera),basta trovare un posticino sicuro nel pubblico impiego e l'affare è fatto.In questo,solo in questo, Fini si riabilita.Brunetta,non interessarti d'altro che a questo,per cominciare a rompere il famigerato andazzo italiota,del....frega più che puoi.

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  • Kaeme72

    26 Gennaio 2010 - 19:07

    Dei 15 indagati (il numero non è ancora certo) 1 solo è un commesso e tra l'altro sembra che sia uno di quelli che non veste la divisa xke chissà come è assegnato ad un servizio che di norma nn compete ai commessi. Nell'articolo si fa la distinzione tra dipendenti e commessi e questo la dice lunga sull'approfondimento che il giornalista ha fatto visto che i commessi sono dipendenti. Altro mito da sfatare i commessi non guadagnano quelle cifre visto che sono il livello più basso tra quelli esistenti quelle cifre cara veneziana le guadagnano i documentaristi e i funzionari loro nn hanno una divisa e per voi sono invisibili mentre i commessi sono un bersaglio facile. per finire la chicca di Enry xcui gli onesti sarebbero una minoranza prima di dire una stupidaggine del genere fatti un giro a Montecitorio e vieni a vedere da vicino cosa facciamo e come lo facciamo poi ne riparliamo.

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  • enry

    26 Gennaio 2010 - 09:09

    Se le accuse saranno confermate, e penso proprio di si, queste persone e sperabile che vengano licenziate in tronco senza attenuanti, come deve essere x tutti i furboni delle amministrazioni pubbliche. Premesso che lo so che ci sono anche lavoratori onesti, ma sono in minoranza.

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