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I partigiani: i morti delle foibe meno morti di quelli dei nazifascisti

L'Anpi del Lazio: solo diecimila, non equiparabili ai 26 milioni dei campi di sterminio

I partigiani: i morti delle foibe meno morti di quelli dei nazifascisti
 Per i partigiani ci sono morti e morti. Quelli delle foibe, non sono come quelli dei nazifascisti. Come se potessero esistere vittime di serie a e di serie b, o defunti più defunti di altri. I partigiani hanno espresso infatti  “condanna delle azioni criminali  compiute nella ex Jugoslavia durante il secondo conflitto mondiale e a pace conclusa” e “solidarietà ai famigliari delle vittime e a  quanti italiani furono costretti ad abbandonare terra e averi per  rifarsi una vita altrove”. Ma “ìn occasione della Giornata del Ricordo dedicata ieri  ai martiri occultati nelle foibe carsiche dai partigiani di Tito e  dalla popolazione locale”, non può tuttavia “esimersi dal  riconoscere l’apporto degli italiani alla Guerra di Liberazione nei  Balcani, non rievocare il sacrificio di oltre sessantamila nostri  militari là caduti, come non può tacere sulla strumentalizzazione  dei crimini fatta ieri dalla destra per indurre a qualificare nello  stesso modo i combattenti della libertà e i nazifascisti quasi che i  delitti delle foibe, incerto il numero degli uccisi -non oltre i  diecimila nella stessa storiografia fascista- possano equipararsi a  quelli dei campi di sterminio tedeschi e giapponesi ove perirono 26  milioni di esseri umani”. Questione di numeri? Diecimila non sono sufficienti per piangere e riflettere? Così pare.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    13 Febbraio 2010 - 18:06

    Anche sed fosse stata una sola persona ad essere ammazzata brutalmente perche le sue idee non collimavano con l'assassino, è sempre da considerarsi un brutale delitto. Come al solito,quelli ammazzati da loro valgono sempre meno degli altri. Si vergognino se hanno una coscenza e poi dicono che loro combattono per la libvertà di tutti e per tutti."Buffoni"

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  • framen2002

    13 Febbraio 2010 - 15:03

    E' vero ! Diecimila sono "pochi" se messi in relazione con "ventiseimilioni" di cui parla l'anpi laziale. Ma se consideriamo, visto che si internazionalizza il problema, lo sterminio del "Gulag"?. Sono a conoscenza gli appassionati di una storia "pro domo sua", di quello che è avvenuto in Urss dopo la "famosa rivoluzione d'ottobre" e sino alla morte del "benefattore" Stalin- e anche oltre?. Leggano, ma credo che non abbiano l'onestà intellettuale per farlo, gli innumerevoli testi al riguardo(Salamov. Solgenitsin, Buber-Neumann, etc). evviva la "disinformatia"

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  • danianto1951

    13 Febbraio 2010 - 13:01

    la stoira li seppellirà nella mer*a delle loro vili azioni.

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  • fonty

    fonty

    12 Febbraio 2010 - 16:04

    E anche fossero solo diecimila embè? allora non valgono niente,cosa volete che siano diecimila fetentoni di fascisti,anche se tra loro c'erano bambini che neanche sapevano di fascismo,ma questa è la solita spocchia moralmente superiore della sinistra.ANPIni,vergognatevi,anche se siete rimasti in pochi e ultraottantenni e meno male;come si fa a sminuire l'eccidio di diecimila poveracci,Italiani come loro,solo perchè sono in numero inferiore di quelli uccisi dagli altri?E questo ve lo dice il parente di un partigiano ucciso dai nazisti.

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