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Decreto emergenze, salta lo "scudo"

Niente tasse per le zone colpite da calamità. Domani il voto alla Camera

Decreto emergenze, salta lo "scudo"
Mentre non si placa la tempesta sugli uomini della Protezione civile, travolti dall'inchiesta per corruzione sui lavori per il G8 alla Maddalena e non solo, mercoledì andrà in aula il decreto emergenze che avrebbe dovuto ristabilire i poteri dell'ente guidato da Guido Bertoloso.
Da lunedì sera è ufficiale il dietrofront sulla trasformazione della Protezione  civile in Spa. E' stato proprio Gianni Letta, principale sponsor di Bertolaso e del progetto di una Protezione civile privata, ad annunciare il cambio di rotta. Martedì mattina, in un'audizione nella Commissione ambiente alla Camera, Bertolaso pure ha confermato che l'articolo 16 del decreto legge che prevede la trasformazione in spa della Protezione Civile verrà espunto. Ma sono molte le novità previste:

Croce Rossa- Per esempio la Croce Rossa, che in base al primo progetto sarebbe dovuta passare sotto il controllo della nuova Protezione spa, rimarrà indipendente.

Sei mesi senza tasse -
Sempre nel decreto emergenze è prevista una n0vità importante che riguarda le zone d'Italia colpite da calamità. Per sei mesi, in queste aree, saranno sospesi i versamenti tributari e contributivi.  E’ quanto prevede un emendamento del relatore al decreto emergenze, Agostino Ghiglia, presentato in commissione Ambiente alla Camera.
La sospensione delle tasse sarà disciplinata con decreto del ministro dell’Economia, sentita la  presidenza del Consiglio, e, per i profili contributivi, il ministero  del Lavoro, salute e politiche sociali.

Niente scudo -
E' stato eliminato il comma che prevedeva una sorta di "scudo" per i procedimenti penali nelle zone sottoposte a commissariamento. La sospensione fino al 2011 dei procedimenti contro la Protezione civile, invece, resta valida per i procedimenti in sede amministrativa e civile.
 

Altre novità - Fra gli emendamenti approvati nel decreto emergenze, vi sono anche la stabilizzazione  del personale delle società di trattamento dei rifiuiti dei comuni di Santa Maria Capua Vetere, Battipaglia, Casalduni e Pianodardine. La fissazione a 355 milioni di euro del costo del termovalorizzatore di  Acerra.

 

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Commenti all'articolo

  • blues188

    17 Febbraio 2010 - 14:02

    Lo vede come fanno? Hanno i soliti eterni problemi da sempre e di sempre, ma se pensi di dir loro che dovrebbero cavarsela da soli e che i guai prima li cercano e poi li creano, mica ci riflettono pensando come eliminarne qualcuno. Macché, troppo difficile provare ad emanciparsi. Hanno come modello solo loro stessi e la loro terra (che non amano, evidentemente, e lo si desume da come la trattano). Se dici loro che la soluzione è a portata di mano e che si trova sulla scheda elettorale, cosa fanno? Fanno come calusa che offendono personalmente occhio, augurandogli le peggiori disgrazie. E qui allora affiora la malafede perché sanno molto bene che queste critiche sono ultra fondate, ma loro che si sentono superiori non le accettano e ti si rivoltano contro. Forse perché in fondo ci guadagnano molto più di quanto perdono. A loro non interessa l'onestà, ma il vivere bene in panciolle. Ha fatto bene occhio a rispondere con molto stile e senza prendersela troppo.

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  • occhio

    17 Febbraio 2010 - 09:09

    Io vivo in un posto dove le regole vengono rispettate in generale. poi puo' succedere anche ame ma allora si puo' chiamare disgrazianon certo dove tutti fanno come vogliuonoe costruiscono una casa in una nottata. Mi dispiace che abbia interpretato male la mia idea

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  • blues188

    17 Febbraio 2010 - 09:09

    Quando c'è stato il terremoto di Napoli (se vogliamo chiamare terremoto anche le scosse di quando sposti i mobili) un mio collega napoletano che ha mantenuto (guarda caso, eh?) la residenza a Napoli e che era ed è già facoltoso di suo, ha in tutta fretta trasferito il dimicilio in un tugurio fatiscente (lo diceva a tavola vantandosene con ampie risate) per usufruire dei fondi stanziati per la città dei finti invalidi e che l'hanno arricchito ulteriormente. Anche con questa nuova legge che toglie le tasse per le zone colpite da calamità (e guarda caso ogni anno bruciano Puglia Calabria Sardegna e Sicilia) sposteremo il carico al sempre pronto Nord che pur essendo ormai in ginocchio e col lavoro che se ne sta andando altrove, pagherà anche per i trentamila forestali calabresi e i ventimila forest. siciliani che se ne staranno a giocare a carte e per qu4elli che non pagheranno a causa di questa legge. Napolitano ha mai niente da dire, ovviamente.

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  • calusa

    17 Febbraio 2010 - 08:08

    Questa è l'Italia di gente come lei. I commenti da borghesia vergognosa del non me ne frega nulla, portano a questo. La speranza è che una frana ci sia proprio mentre persone come lei

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