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Tutte le donne del Presidente

Berlusconi presenta le quattro candidate del Pdl alle Regionali

Tutte le donne del Presidente
«Sono orgoglioso di aver scelto tutte queste donne. È la scelta di chi ha avuto sempre il convincimento della nostra maschile inferiorità nei confronti delle donne». Così il premier Silvio Berlusconi saluta le quattro candidate del Pdl alle elezioni regionali, durante la breve conferenza stampa in via Dell'Umiltà. La sala è gremita e la platea accoglie il presidente del Consiglio con un applauso e l'immancabile ritornello “meno male che Silvio c’è”. Davanti a lui le candidate Anna Maria Bernini per l'Emilia Romagna, Monica Faenzi per la Toscana, Fiammetta Modena per l'Umbria e Renata Polverini per il Lazio. Le quattro pronunciano discorsi stringati, cui Berlusconi assiste in piedi in prima file, al fianco del ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa.

Un esercito di donne brave e gradevoli - Subito dopo, sul piccolo palco allestito sotto un tendone nella sede storica di Fi, sale il Cavaliere. Scherza sulla sua statura rispetto all'altezza delle candidate: «Voglio essere all'altezza di tutte...». Poi le invita a portare con sé durante «i vari incontri della campagna elettorale una cosa bellissima che il vicecapogruppo della Camera, Baldelli, ha confezionato per i miei auguri di Natale: è un'intervista triplice tra Bondi, Cicchitto e Tremonti.
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Chiamano gli italiani ad una presa di posizione importante, e cioè tra la politica del fare e la sinistra delle parole

Ciò dimostra che siamo diversi rispetto alla sinistra, perché siamo capaci anche di prenderci in giro...». A questo punto il premier si fa serio, legge «per la prima volta un testo scritto» e riconosce che le regionali saranno una sorta di test nazionale, un banco di prova «importante» per la tenuta della sua coalizione: «si vota in 13 importanti regioni, sono elezioni nazionali che chiamano gli italiani ad una presa di posizione importante, e cioè tra la politica del fare e la sinistra delle parole». Fiducioso assicura che «nessuna delle nostre donne candidate parte sfavorita. Noi abbiamo una diversa concezione dei rapporti tra Stato e cittadini rispetto alla sinistra. Abbiamo fortissime chance di fare risultato pieno in tutte e quattro le Regioni, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Umbria, dove abbiamo candidato una donna. In particolare nelle Regioni rosse c'è una stanchezza antica che sta esplodendo e anche qui avremo delle forti chance». Il Cavaliere coglie inoltre l'occasione per respingere le critiche sulla presenza di veline nelle liste del Popolo della libertà: «una donna può essere brava in politica anche per il solo fatto di essere giovane e magari gradevole. Siamo felici di aver messo in campo un esercito di donne che sono gradevoli, brave».


Presenti in sala anche il ministro per le Politiche della Gioventù Giorgia Meloni, il ministro per le Pari Opprtunità, Mara Carfagna, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, la responsabile del settore pari Opportunità del Pdl, Barbara Saltamartini, e la vice responsabile Beatrice Lorenzin, la parlamentare del Pdl Alessandra Mussolini e il capo dipartimento per le pari opportunità Isabella Rauti.

Pranzo a Palazzo Grazioli - Al termine della presentazione le candidate e il premier hanno pranzato a Palazzo Grazioli. Risotto alla zucca, carne, verdure, gelato al pistacchio e chiacchiere il menu del giorno. Tra gli argomenti trattati a tavola, "le strategie da mettere in campo in questa fase decisiva di campagna elettorale", come spiegano fonti Pdl. Renata Polverini, aspirante governatore del Lazio, ha spiegato: «Stiamo andando a pranzo a Palazzo Grazioli per entrare di più nel dettaglio dei temi che per ora sono stati trattati solo dal punto di vista della comunicazione e che ora dovranno diventare atti formali».

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  • Jona

    01 Marzo 2010 - 14:02

    Come cambiano i tempi, una volta se uno commetteva una azione scorretta quanto meno cercava di nascondersi, oggi invece gli eredi di un partito fallito nel mondo ed in Italia, che per anni dalla seconda guerra mondiale in poi hanno preso soldi da una nazione nemica della Repubblica Italiana, salgono sul podio dei moralizzatori a criticare l'attuale governo, come in passato hanno criticato la Democrazia Cristiana che ci ha portato fuori dalla sconfitta della guerra. Con tutte le lotte che hanno fatto, molte disoneste, non hanno raggiunto il governo che una volta con l'inganno e non hanno prodotto nulla per il popolo, ma solo per loro. La vera sinistra era il Socialismo di Pertini e Craxi, ma siccome era contro il PCI è stato demonizzato fino all'annientamento. Eppure non se ne vergognano, ma si vantano. I Socialisti prendevano soldi per il partito da citttadini italiani, mentre loro li prendevano direttamente da Stalin e successori. Ma il ladro è stato dipinto solo Craxi. Sveglia Italia

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  • dubhe2003

    18 Febbraio 2010 - 19:07

    Da un po' di tempo in qua,leggo un commento di una,immagino sig.ra, valeria78,che come corsivo ha sempre lo stesso tema. Un refrain che si ripete a iosa,non un giudizio intelligente da larghe vedute positive. Pare un fattore psicologico (fissa),da studio d'interesse psicoanalitico.Personalmente, non me ne cale nulla contro chi ce l'abbia, per scagliarsi tanto,con locuzioni da poco signora,se lo è. D'altro canto,il GF ed il più basso pettegolezzo da dozzina,ha fatto sul prossimo tanta presa da riuscire financo a confondere le interiazioni sinaptiche,non v'è di cui meravigliarsi. Eppure rimane un dubbio d'interesse da seduta di analisi: perchè cotanta fissa,di avere solo e sempre quello nello stoma? Auguri di cuore,shalom

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  • blues188

    18 Febbraio 2010 - 12:12

    Bello criticare solo l'avversario. Ma se lei è onesta dica qualcosa anche su Loiero che sarà ripresentato in Calabria, la regione che ha un buco sanitario di soli 3 miliardi di euro (che si sommano a quello pugliese e laziale e campano) che pagherò io e quelli che abitano al Nord. Questo Loiero le piace? Lo trova intelligente e bello, onesto e capace? Dica dica..

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  • Liberovero

    17 Febbraio 2010 - 19:07

    la variabilità del premier è inversamente proporzionale all'intelligenza di noi cittadini, più è bassa la seconda più è elevata la prima. Se vince (come vincerà) allora il voto regionale è una conferma di fiducia verso il governo e verso se stesso (comìè successo all'indomani delle regionali in Sardegna), se perderà il voto ha solo valenza locale senza alcuna implicazione sul piano nazionale. La variabilità del soggetto non mi preoccupa perchè questo modus operandi è tipico degli imbonitori televisivi, ciò che mi preoccupa è invece lo status mentale di chi ancora gli crede.

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