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Blocco bipartisan per salvare i giornali di partito

Presentati due emendamenti identici da maggioranza e opposizione per mantenere i contributi

Blocco bipartisan per salvare i giornali di partito
Il parlamento unito per salvare i giornali di partito.  Maggioranza e opposizione hanno presentato alcuni emendamenti al decreto milleproroghe per consentire alle testate giornalistiche, alle cooperative non profit e a quelle di partito di continuare a percepire i contributi statali. L'obiettivo è di rimandare, di almeno due anni, il blocco dei finanziamenti. Nella legge finanziaria già approvata, infatti, una norma prevede la cancellazione del diritto soggettivo delle testate cooperative e di partito a percepire i fondi pubblici.
Gli emendamenti in questione, sostanzialmente identici, sono stati presentati dal centrodestra, (prima firma della leghista Silvana Comaroli) e uno dal Pd (primo firmatario paolo Baretta). L'iniziativa fa seguito a un appello bipartisan in favore dell'editoria di partito. Le firme raccolte hanno ampiamente superato quota 300. Ad oggi ad aver firmato l'appello sono stati 345 deputati di tutti i gruppi, compresi l'Idv e l'Api, che fino a ieri non avevano ancora aderito. 

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Commenti all'articolo

  • blues188

    19 Febbraio 2010 - 18:06

    fonty lei dice che ciapà i ratt sia un'encomiabile attività che risolva i problemi fondamentali dell'Uomo? Ahahah, in tal caso ne manderemo un bel numero risolvendo i loro problemi istintivi e abbassando per noi il numero dei sordidi topastri!

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  • fonty

    fonty

    19 Febbraio 2010 - 12:12

    Ma signori,vergognatevi se potete,avete già un cospicuo finanziamento elettorale estorto con l'inganno agli Italiani che l'avevano cassato,solo cambiandogli nome,e volete anche altri soldi per i vostri giornaletti che nessuno legge,tanto sono il megafono dei leaders di partito.Ma andate tutti a ciapà i ratt che è meglio.

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  • antari

    19 Febbraio 2010 - 09:09

    Il tribunale di Roma ha respinto la querela presentate contro Beppe Grillo per aver pronunciato queste parole davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato il 10 giugno 2009. In tale occasione, il discutibile Grillo ha portato 350 MILA firme di cittadini che supportavano la proposta di legge "Parlamento pulito". Ad oggi, tale proposta e' stata debitamente ignorata. Perche' i cittadini non contano un piffero (alla Marchese del Grillo, insomma XD) mentre i Parlamentari continuano imperterriti a curare il proprio interesse. Il che comprende ovviamente il foraggiare i giornali che fanno loro propaganda. E' questa l'Italia di oggi, e' uno schifo che va cambiato. In sintesi, lui sara' Grillo ma loro son Marchesi: "loro so' loro e noi non siamo un cazzo". Meditate gente.

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  • geog

    19 Febbraio 2010 - 09:09

    non vedo perchè io, con i miei soldi, debba contribuire al mantenimento in vita di giornali come l'unità, il manifesto, et similia. se sono in difficoltà, è perchè pochi, o nessuno, li compera. quando in un' albero c'è un ramo secco, il contadino lo taglia senza pensarci due volte. eliminiamo questa spreco inutile, e spesso dannoso, di soldi pubblici che possono essere mille volte meglio spesi per il benessere di tutti i cittadini, e non di pochi scalda sedie, che hanno come unico scopo quello di insultare e offendere in tutti modi chi non la pensa come loro.

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