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Camera, approvato dl emergenze

Governo sotto tre volte, troppe assenze tra i banchi del Pdl

Camera, approvato dl emergenze
Governo battuto tre volte alla Camera, ma alla fine il decreto emergenze (quello sulla Protezione civile, tanto per intendersi) è stato approvato. Ora, in questa versione modificata, dovrà tornare al Senato entro il 28 febbraio.
Soddisfatto il presidente della Repubblica, che loda il confronto civile tra maggioranza e opposizione. "Napolitano esprime vivo compiacimento per il positivo confronto tra maggioranza e opposizione conclusosi oggi alla Camera dei Deputati con la votazione finale sulla conversione in legge, con modifiche, del decreto sulla Protezione Civile", si legge in una nota diffusa dal Quirinale. Rispetto all'abitudine, più volte criticata sia dal Colle che dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, di porre la fiducia evitando il voto e il dibattito in aula, questa volta sul decreto emergenze la maggioranza ha accettato di portare la
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Napolitano esprime vivo compiacimento per il positivo confronto tra maggioranza e opposizione conclusosi oggi alla Camera dei Deputati con la votazione finale sulla conversione in legge del decreto sulla Protezione Civile

discussione nei luoghi che competono, Camera e Senato. L'accordo tra maggioranza e opposizione per evitare la fiducia è giunto dopo la  cancellazione del provvedimento sullo «scudo giudiziario» per i commissari straordinari in Campania, un’ulteriore modifica voluta dall'opposizione dopo il dietrofront sulla trasformazione della Protezione Civile in Spa.

Governo sotto - Tre emendamenti a zero per l'opposizione. Prima la maggioranza  si è accorta di non avere i voti per due volte di seguito,  su altrettanti ordini del giorno del Pd al Dl emergenze. Il problema sono le numerose assenze sui banchi del PdL. L'odg di Donatella Ferranti è passato con 248 sì e 244 no, l'odg Capano con 250 sì e 244 no. Il governo è stato poi battuto una terza volta su un ordine del giorno, stavolta 'Udc, su cui il governo aveva espresso parere contrario. Il testo è passato per un solo voto: 250 sì, 249 no. Dai banchi dell'opposizione si sono levati fragorosi applausi.

Le novità del decreto

Addio Protezione civile S.p.a. -
La norma sulla trasformazione della Protezione Civile in Spa, al centro di numerose polemiche (inserita nel testo originario),  è stata cancellata da un emendamento del governo.

Stop scudo commissario - Salta la misura che prevedeva, fino al 31 gennaio 2011, che non potessero essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali nei confronti delle strutture commissariali che si occupano dell'emergenza rifiuti in Campania e che quelle pendenti venissero sospese.

Croce Rossa - La Protezione civile non vigilerà sulla Croce Rossa italiana, al contrario di quanto inizialmente previsto. Dunque la Croce Rossa rimane indipendente.

Beni culturali - Salta la norma che prevedeva l'inquadramento come dirigenti di prima fascia del ministero dei Beni culturali dei dipendenti che esercitavano già funzioni dirigenziali. La norma riguarda «una sola persona», ammette Guido Bertolaso. Secondo la Uil la misura avrebbe riguardato l'attuale capo di gabinetto del ministro Bondi, Salvatore Nastasi

Abruzzo -
Il presidente della Regione assume l'incarico di commissario delegato per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma e può a sua volta nominare quali sub commissari i sindaci e i presidenti delle province interessate.

Zone calamità, stop tasse -
Stop ai tributi per sei mesi per tutte le situazioni dove si registrano calamità. La sospensione del pagamento delle tasse e dei contributi sarà «disciplinata - si precisa però - con decreto del ministro dell'Economia» e potrà durare fino a sei mesi

Rifiuti Campania -
Il 31 dicembre 2009, dopo quindici anni, è cessata la dichiarazione di stato di emergenza. Il decreto prevede il subentro delle autorità amministrative e territoriali nelle attività fino a oggi svolte dall'amministrazione straordinaria. Alle strutture esistenti verrà affiancata una unità operativa e un'unità stralcio con il compito di guidare il passaggio dall'emergenza alla gestione ordinaria.

Forze armate - È previsto l'impiego di 250 militari con l'obiettivo di salvaguardare le aree di interesse strategico.

Termovalorizzatore Acerra - Il prezzo dell'impianto è di 355 milioni di euro e si prevede il trasferimento della sua proprietà alla regione. In assenza del quale, però, la proprietà passa automaticamente alla Protezione civile. In attesa del trasferimento il Dipartimento di Bertolaso può prenderlo in affitto a un canone mensile di 2.500.000 euro per un massimo di due anni.

Finanziamento province -
Per assolvere ai primi adempimenti urgenti alle Province è assegnata, in via straordinaria, una somma pari a euro 1,5 per ogni abitante residente.

Personale protezione civile -
La Protezione potrà stabilizzare il personale con contratto di collaborazione, per una spesa complessiva di oltre 8 milioni di euro.

Bertolaso -
Con una modifica introdotta durante l'esame parlamentare si prevede che il Capo della Protezione civile non debba percepire ulteriori emolumenti per lo svolgimento delle funzioni di Sottosegretario.

Carceri - Via al piano carceri: un iter più snello per la localizzazione e l'espropriazione delle aree dove realizzare i nuovi penitenziari anche attraverso i poteri del commissario straordinario che potrà avvalersi dei Fondi Fas. Prevista inoltre una disciplina ad hoc per prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata.

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    20 Febbraio 2010 - 16:04

    Sembrerebbe impossibile porre un freno al malcostume dei parlamentari tutti,quando per motivi non contingenti,si assentano dagli obblighi che si sono assunti dal proprio elettorato.La realtà è invece,che certe cose fanno troppo comodo a tutti,sia maggioranza che opposizione,che alla faccia nostra,si accordano all'unisono:aumenti sfacciati,in barba ai momenti economici meno felici,assenze schifosamente ingiustificate, presentare un programma elettorale e poi in corso d'opera,mollare il proprio partito e andare contro lo stesso programma,associandosi per convenienza e vigliaccamente in un partito che era avverso sino a poche settimane prima.Intutto questo,sono amicissimi! Sta a noi però a dissentire con tutti i mezzi;primo, non pagando tessere alcune,secondo dimostrandoci ipercritici al momento giusto.

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  • allengiuliano

    20 Febbraio 2010 - 14:02

    mi chiedo perchè pagare questi "disonorevoli", dove sono andati questi figli di "buonadonna" nelle ore di lavoro. Se un operaio si assenta dal posto di lavoro viene licenziato. Questi stronzi non hanno la dignità manco di fare minimo del loro misero lavoro!! Sono solo delle persone che rubano i soldi agli italiani!

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  • dariorubes

    20 Febbraio 2010 - 14:02

    Il primo dovere di un quotidiano non è quello di informare i suoi lettori? E allora fuori i nomi!

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  • blues188

    20 Febbraio 2010 - 12:12

    Ma tre onorevoli per regione, non basterebbero?

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