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Fini: le regole per gli appalti non sono orpelli

"la capacità di un Paese di dimostrarsi realmente avanzato ed efficiente si misura anche con la capacità di realizzare le opere in tempi rapidi"

Fini: le regole per gli appalti non sono orpelli
«Nell'assegnazione degli appalti deve essere assicurata l'imparzialità delle procedure e la celerità delle stesse». Lo hadetto o il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo intervento, nella tensostruttura del polo universitario di Coppito, per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università dell'Aquila. La terza carica dello Stato ha sottolineato che «la capacità di un Paese di dimostrarsi realmente avanzato ed efficiente si misura anche con la capacità di realizzare le opere in tempi rapidi e sempre nel supremo rispetto della legge». «In uno stato di diritto -ha proseguito Fini- le procedure ordinarie non possono essere considerate come degli orpelli cui sia possibile derogare fin troppo facilmente. Chi gestisce risorse pubbliche -ha ammonito- deve sempre ricordarsi che agisce in nome e per conto della comunità».

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  • dariorubes

    20 Febbraio 2010 - 14:02

    Lui sì.

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  • Alpe

    20 Febbraio 2010 - 14:02

    Ormai è un'abitudine: dicesse che l'acqua è bagnata, i popolani della libertà lo crocifiggono, dandogli del traditore. Neanche leggono quello che dice, rispondono, da anime semplici quali sono, a uno stimolo pavloviano. E pensare che ha solo sollecitato a rispettare le regole, roba che definire banale è poco. Meglio così: Fini è l'unico politico di sostanza che possa succedere a Silvio quando questo si farà da parte; tolto lui, rimangono solo le mezze calzette, e con quelle si fa poca strada.

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  • fonty

    fonty

    20 Febbraio 2010 - 01:01

    Caro blues,quello che dici,esiste da sempre nei contratti delle P.A. riguardanti i lavori pubblici. Si chiama cronoprogramma e deve essere molto particolareggiato,con gli avanzamenti lavori programmati per ogni settimana lavorativa; inoltre,l'importo dei lavori viene diviso per i giorni utili e così si definisce a quanto ammonta lo stato di avanzamento che dovrebbe essere eseguito in un certo momento;mi spiego meglio: poniamo che al raggiungimento di tot migliaia di euro scatti la rata di pagamento,questo può avvenire in qualsiasi momento,a condizione che si sia raggiunto l'importo suddetto.Ma se l'Impresa è in ritardo con i lavori,senza che siano intervenute cause di forza maggiore,maltempo o cause esterne di blocco dei lavori,allora scatta la penale in corso d'opera,che viene conteggiata come detto sopra per il numero di giorni di ritardo.Va da sè che poi tutto il resto e l'applicazione delle penali riguarda i controllori e la loro integrità morale.

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  • dubhe2003

    19 Febbraio 2010 - 21:09

    Vi fu un tempo che il ns.Gianfranco, soleva usare troppo spesso il termine "Ovvietà",ad ogni dibattito,indirizzato al suo interlocutore; come il Baffino col suo dire a ripetizione "Diciamo".Da quando però Fini, occupa la Terza Carica,non smentendosi,usa il termine anche su questioni così scontate e banali,pensando di impressionare l'assemblea che lo ascolta.Insomma è una cosa per lui irrefrenabile,non può proprio farne a meno di certe sortite,anche le più banali.Mando spesso delle e-mail alla sua segreteria,come ex simpatizzante,ma forse ne riceve troppo poche di critiche on line,affinchè ne possa tastare con mano,il disappunto degli ex sostenitori.Mandategliene molte,chissa?!

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