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"La Consulta non ha un colore politico"

Il presidente Amirante difende i principi costituzionali e la Corte

"La Consulta non ha un colore politico"
La Consulta non ha alcun «orientamento politico»: il suo «orientamento, come doveroso, è sempre stato quello del rispetto e dell'attuazione dei principi costituzionali». A parlare è il presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, che, all'indomani della bocciatura del lodo Alfano, difende i principi e la Corte: «Rispettarla significa anche, e forse soprattutto, conoscerne e considerarne i tempi» in particolare in relazione al «bilanciamento dei principi e dei diritti fondamentali, di valutazione delle decisioni nello scorrere del tempo, della previsioni dei loro effetti e, quindi, alle cosiddette ricadute». Chi volesse vedere nelle sentenze un disegno, ma anche soltanto un orientamento resterebbe deluso.

Il rispetto delle istituzioni
- Nella relazione letta in occasione del tradizionale incontro d'inizio anno con la stampa, Amirante avverte che
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Privo di istituzioni rispettate, un popolo può anche trasformarsi in una massa amorfa

«quando la decisione di legittimità costituzionale ha ad oggetto i principi strutturali della Costituzione e i diritti fondamentali della persona umana, quali sono riconosciuti e garantiti dalla Carta, ed eventualmente il loro bilanciamento, allora i tempi della Corte si diversificano da quelli di altre Istituzioni. Quando si delegittima un'istituzione, a lungo andare si delegittima lo stesso concetto di istituzione e, privo di istituzioni rispettate, un popolo può anche trasformarsi in una massa amorfa».

La sovranità del popolo - Amirante invoca per la Corte l'esigenza di «essere sensibile ai
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Il popolo è sovrano, ma nei limiti della Costituzione

segni dei tempi o della Storia, ma anche indifferente ai clamori della cronaca», soprattutto perché la nostra Costituzione comporta «tempi diversi da quelli di una legislatura e comporta l'abbandono della teoria» di ideologia giacobina «secondo la quale il popolo, esprimendo la volontà generale, può in ogni momento cambiare tutti i principi e le regole della propria convivenza». L'art.1 della Carta nel prevedere che la sovranità appartiene al popolo, subito dopo stabilisce che questo la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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Commenti all'articolo

  • antari

    02 Marzo 2010 - 15:03

    si vede proprio che non hai di meglio delle offese! Per caso sei pure presentatore di lista PdL?

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  • lupacchiotto

    01 Marzo 2010 - 17:05

    che la risposta potresti averla soltanto dai tuoi simili. Ma vai a scopare il mare!!!

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  • lupacchiotto

    01 Marzo 2010 - 17:05

    Facce da strudel che perseguono gl'interessi di "casta" e da mezzo secolo dettano a detra (fini e i fascisti li hanno amati) ma dippiù a manca, la strada da percorrere politicamente affinchè "lor signori" non dovessero perdere i benefici conferiti dallo scudo crociato e ...irreversibili! La maggior parte di

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  • antari

    27 Febbraio 2010 - 19:07

    Se pendono a sinistra, perche' non hanno condannato Mills in via definitiva? Era un ottimo modo x mettere KO il nano.

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