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Sì del Senato alla modifica dell'articolo 18

Pd e Cgil: "E' un attacco″

Sì del Senato alla modifica dell'articolo 18
L’aula del Senato ha approvato l’articolo 31 del ddl sul lavoro. E’ quindi in dirittura di arrivo in Parlamento una legge che, se approvata, riformerà profondamente il diritto del lavoro introducendo, oltre al giudice, la figura di un “arbitro” che deciderà sulle cause di licenziamento. La norma entro la fine della settimana verrà licenziata dalla Commissione Lavoro di Palazzo Madama, subito dopo sarà l’Aula a dare il via libera definitivo dopo quasi due anni di passaggi tra Camera e Senato.
La legge prevede modifiche sostanziali al processo del lavoro. Al momento, infatti, in caso di controversie come le cause per licenziamento, a decidere è sempre e comunque un magistrato del lavoro secondo il principio del tentativo di conciliazione delle parti e della rapidità del processo. Qualora venisse approvata la nuova norma, invece, al momento dell’assunzione, sul contratto si potrà firmare una clausola che vincola al ricorso ad un arbitro in caso di controversia. Ed è proprio questo il punto più discusso della legge: al momento dell’assunzione, soprattutto in tempi di crisi, il potere del lavoratore è ridotto al minimo e la scelta dell’arbitro rischia di diventare una conditio sine qua non di inizio rapporto professionale con conseguente indebolimento della posizione del lavoratore.

Tra le fila dell’opposizione non mancano le proteste. Il democratico Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro, parla di un disegno di legge «eversivo rispetto all’intero ordinamento giuslavoristico» ed è tra i firmatari di un appello “Fermiano la controriforma del diritto del lavoro” contro la nuova misura. Una posizione forte per un giuslavorista che, anche nel recente passato, ha mostrato aperture significative verso le riforme del lavoro che andavano in direzione della “flessibilità”. Treu in ogni caso non è isolato: la petizione porta anche le firme del  giurista di Bologna Umberto Romagnoli, il sociologo torinese Luciano Gallino, l’ex presidente dell’Inps Massimo Paci.

Ancora più dura la presa di posizione del l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd) che parla di un attacco allo Statuto dei Lavoratori condotto con un «approccio chirurgico in cui  si fanno le “operazioni” senza andare allo scontro frontale».
Per il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni  l’attacco allo Statuto dei Lavoratori è peggiore «rispetto al 2002: allora l’attacco all’articolo 18 fu diretto ed era semplice spiegarlo ai lavoratori. Ora l’aggiramento va ben oltre l’articolo 18 impedendo addirittura di arrivare al giudice del lavoro». Preoccupata anche la Cisl, che per bocca del segretario Giorgio Santini spiega: «Non abbiamo pregiudizi nei confronti dell’arbitrato, ma ora spetta alla contrattazione fissare i paletti di garanzia per l’esercizio dell’arbitrato». La legge infatti rinvia a un accordo tra le parti che però se non arriverà entro un anno lascerà spazio a un decreto del ministro del Lavoro.

Lapidario, in difesa del provvedimento, il pidiellino Giuliano Cazzola relatore del disegno di legge alla Camera: «Bisogna smetterla di considerare i lavoratori come dei “minus habens”, incapaci di scegliere responsabilmente e consapevolmente un percorso giudiziale o uno stragiudiziale (l’arbitrato, ndr), per dirimere le loro controversie di lavoro»

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Commenti all'articolo

  • Liberovero

    05 Marzo 2010 - 12:12

    per le vertenze di lavoro è prevista la competenza specifica del Tribunale del Lavoro, cioè di magistrati destinati solo a svolgere quella funzione. Il porcesso del lavoro, inoltre è tregolato da un rito speciale che consente di arrivare alla decisione in tempi molto più brevi rispetto al rito ordinario. Ai tifosi che si stanno accanendo contro Epifani consiglio di entrare nel merito della notizia e di valuatre i fatti e le conseguenze che una tale normativa potrà comportare qualora venisse varata. Riflettere ogni tanto non fa male.

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  • franco bulgarelli

    04 Marzo 2010 - 10:10

    non mi sorprende la posizione di Epifani , l'uomo più inutile del sindacato italiano...non è stato fatto nessun attacco all'art. 18, (almeno sapessero leggere) la sinistra, che si riempie la bocca della parola RIFORMISMO, non capisce la realtà!!!! da veri riformisti dovrebbero far si che i lavoratori guadagnino di più e, che i sindacati guadagnino di meno....quanti sono ???? dovrebbero essere gli stessi iscritti a pretendere uno snellimento degli apparati e, suddividere quanto risparmiato....ha ragione Cazzola, i dipendenti sono uomini in grado di scegliere...

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  • valeria78

    04 Marzo 2010 - 09:09

    ecco i risultati di essere governati da puttanieri , puttane, pregiudicati ed incompetenti...COMPLIMENTI CONTINUATE A VOTARLI...

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  • S.Winston

    03 Marzo 2010 - 23:11

    furbi quelli del pdl, intanto che si parla di altro ne passa di sterco sotto i ponti...

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