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Ponzio Napolitano

Silvio ha un piano, ma il presidente tentenna

Ponzio Napolitano
L'incontro Berlusconi - Napolitano - Fino a giovedì sera il rischio di far slittare le Regionali sembrava concreto. Il premier Silvio Berlusconi ha avuto il mandato di fare tutto il possibile e ieri sera, al Quirinale, ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Voleva il via libera immediato per un decreto che fissasse nuovi termini per la presentazione delle liste, ma il capo dello Stato ha detto "no". Appigliandosi alla decisione del tribunale romano, se n'è lavato le mani, sostenendo che non c'è la necessità di un provvedimento urgente. Al premier non è rimasto che rinviare il Consiglio dei ministri e lavorare al testo di un nuovo decreto che presenterà oggi a Napolitano.

Alla riscossa
- Il Pdl ha dato mandato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «per valutare qualsiasi soluzione con le forze politiche e istituzionali per sanare il vulnus democratico» che si determinerebbe se il Pdl non potesse concorrere alle elezioni in Lazio e in Lombardia. I ministri che lo hanno incontrato ieri sera  clo descrivono "determinatissimo e incavolato per le violenze subite dal Pdl e pronto alla riscossa".

Caos in Lombardia - Intanto in Lombardia, il presidente della quarta sezione del Tar ha fissato per domani mattina alle 9.30 la Camera di consiglio per discutere se concedere o meno la sospensiva del provvedimento di esclusione della lista "Per la Lombardia".
Ieri in piazza San Babila si è tenuta una manifestazione a favore di Formigoni.  I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno respinto il ricorso contro la bocciatura della Lista per la Lombardia, e dunque l'attuale presidente non potrà correre per il prossimo mandato. Insieme a Roberto Formigoni sono fuori anche tutti i partiti collegati al listino, dunque Pdl e Lega Nord.

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«Cose curiose» dice di aver visto il vice coordinatore regionale del Pdl Massimo Corsaro che racconta di schede annullate per motivi futili:
«Una è stata eliminata perché è stato scritto come luogo di nascita Venegono anziché Venegono inferiore»


Ma sulle firme spuntano "cose curiose" -  Nell’aula della Corte d’Appello al primo piano del Tribunale di Milano si è tenuto ieri il controllo delle liste in lizza per le elezioni regionali, come richiesto a gran voce dal presidente Roberto Formigoni.
Si è partiti dalle firme del Pdl e in particolare da quelle oggetto dell’ultima contestazione. «Cose curiose» dice di aver visto il vice coordinatore regionale del Pdl Massimo Corsaro che racconta di schede annullate per motivi futili: «Una è stata eliminata perché è stato scritto come luogo di nascita Venegono anziché Venegono inferiore», spiega.
Voci raccolte fuori dall’aula del Tribunale sottolineano la presenza non già di errori ma di precise norme redazionali: ad esempio in numerose schede le date sono state scritte mettendo il mese prima del giorno di nascita. In altre schede sono state impiegate penne con un tratto marcato che non si sa per quale ragione sono state annullate.


Lasciate anche voi lettori il vostro messaggio di sostegno al presidente della Regione Lombardia e noi di Libero provvederemo a farglielo recapitare.


 



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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    05 Marzo 2010 - 22:10

    Presidente finiscila di nasconderti dietro false facciate,in politica è necessario avere il coraggio di rendersi anche impopolari. i se e i ma, non fanno la storia e un ex comunista, se lo è stato non può appartenere a color che son sospesi. Il popolo ha bisogno di certezze e di persone coraggiose. Fraterni saluti da un ex comunista iscritto al vecchio pc prima di Te.

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