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Matrimonio gay, il 23 la pronuncia della Consulta

I giudici potrebbero aprire alle nozze (civili) tra persone dello stesso sesso

Matrimonio gay, il 23 la pronuncia della Consulta
C'è il rischio, o la speranza (dipende dai punti di vista), che l'Italia entri in Europa anche sul discusso tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso.  Martedì 23 marzo, infatti, è attesa la pronuncia della Corte Costituzionale sull'illegittimità, in base ai diritti umani e civili riconosciuti dalla carta costituzionale, di vietare i matrimoni tra omosessuali.

Dal sito Arcigay - "Il 23 marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme del Codice Civile (Articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis) che, in materia di matrimonio e famiglia, nel riferirsi genericamente a “marito” e “moglie”, discriminano le coppie di persone dello stesso sesso. È da sottolineare che in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio. Al contrario sono molti i principi costituzionali che ammoniscono contro l’esclusività del paradigma eterosessuale del matrimonio civile. Tra i più importanti la tutela della dignità di ognuno di cui all’art. 2, quindi il principio imperativo di uguaglianza, affermato dall’art. 3, infine le disposizioni della Carta di Nizza, patrimonio anche dell’Italia grazie all’art. 117. Inoltre il diritto a sposarsi è sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Carta Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta di Nizza.
  
Come funziona in Europa e nel mondo (fonte Wikipedia)- 
I matrimoni gay sono legalizzati nei Paesi Bassi, in Belgio, in Spagna, in Canada, in Sudafrica, in Norvegia e in quattro stati USA: Massachusetts, Connecticut, Iowa e Vermont. Nello stato della California il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato legalizzato da una sentenza della Corte Suprema dello stato nel maggio 2008 ma, nel novembre del medesimo anno, gli elettori, per mezzo un referendum popolare, hanno approvato un emendamento alla costituzione dello stato rendendo nuovamente questo tipo di unione non riconosciuto dalla legge. In Francia, in Israele, in Aruba, nelle Antille Olandesi e nello stato Usa di New York - pur non essendo possibile contrarre matrimoni gay - vengono riconosciuti i matrimoni gay contratti dove ciò sia possibile. 

Riflesso sulle elezioni regionali -  Qualunque decisione sarà presa dalla Corte, entrambi gli schieramenti si pronunceranno sull'argomento" sottolinea in una nota Arcigay, ricordando che in questa tornata elettorale "sono numerosi, anche se siamo ancora lontani dagli standard europei, i candidati gay visibili tutti concentrati in partiti di centro-sinistra". Lega e Pdl, "a meno di sorprese dell'ultima ora", non hanno nessun omosessuale o lesbica o transessuale visibile nelle proprie liste.

Tra i volti noti della politica sono candidati Nichi Vendola per Sinistra e Libertà a presidente della regione Puglia, Franco Grillini, ex deputato ed ex presidente di Arcigay, capolista dell'Italia dei valori in Emilia romagna e in liste in Lombardia, Alessandro Zan, consigliere comunale di Padova che ha ottenuto l'iscrizione delle coppie gay come famiglie anagrafica, in Veneto, e il militante gay Enzo Cucco per la Lista Bonino Pannella in Piemonte. Il Pd, per parte sua, candida Cristiana Alicata in Lazio.

Sinistra ecologia e libertà, ancora, candida l'attivista per i diritti civili Saverio Aversa e il giovanissimo Gabriele Strazio, tra i collaboratori di Gay.tv, in Lombardia. Per Idv si presenta in Veneto Daniel Casagrande, direttore del Queer Lion, il premio al miglior film gay al festival del cinema di Venezia. Il gruppo più nutrito di candidati gay è nelle liste dei radicali, che con Certi Diritti in collaborazione con la Rete Lenford, hanno portato la questione del matrimonio gay all’attenzione della Corte costituzionale.

I candidati radicali sono: Chiara Bonora e Paola Montermini in Emilia romagna, Riccardo Cristiano in Calabria, Aldo Gufanti, Luca Piva e Francesco Poirè in Lombardia, Roberto Mancuso in Puglia, Marco Marchese in Calabria, Sergio Rovasio in Lazio e Francesco Zanardi, della coppia gay che nei mesi scorsi ha fatto lo sciopero della fame per il matrimonio gay, in Liguria. L'unica transessuale in lista, per i Verdi, è Valentina Canepa, già "camallo" al porto di Genova in Liguria.


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Commenti all'articolo

  • rossomanno

    11 Marzo 2010 - 01:01

    Università degli studi di ..... facoltà di medicina, esame di ... Professore : ... e conosce qualche caso di parto anale? Studente ( perplesso):.... si. Professore : può citare o descrivere il caso ? Studente ( riprendendosi): si, quando è nato quello che mi ha suggerito la risposta ! Si può anche non ridere, ma come è possibile chiamare "matrimonio" un contratto civile tra omosessuali che, pur rispettabilissimo, non ha la naturale valenza di generare ? L'adozione o l'inseminazione artificiale sono atti alternativi o sostitutivi di una funzione naturale possibile nel matrimonio ai quali si ricorre come surroga di un atto naturale, il rapporto omosessuale non ha questa valenza, anche se gli interessati lo vivono con amore.

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  • gasparotto

    09 Marzo 2010 - 09:09

    I suoi fari a quanto pare sono spenti ed incapaci di illuminare. Se li faccia sostituire. Forse marimonio come scrive lei non implica nessuna distinzione tra sessi diversi, ma MATRIMONIA sì, che dal latino significa dare in moglie. E mulier significa donna. Lei darebbe mai in moglie a suo figlio un homo,(non dico vir, perchè vir indica uomo con le palle ) un uomo? Ammesso che di figli ne abbia.

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  • gasparotto

    09 Marzo 2010 - 09:09

    Massì facciamoli sposare. In Italia sono gli unici che desiderino farlo; andare in comune, non sia mai detto in chiesa,(forse in un futuro non lontano, considerata la folta rappresentanza)e giurarsi eterno amore con scambio delle fedi e bacio finale. Ma sono persone dello stesso sesso, direte voi. E che fa, fa niente, l'amore non ha confini, c'est la vie. E poi ormai quello di sesso diverso ossia di pene e vulva che si attraggono secondo leggi fisiche naturali, hanno scelto per la maggior parte di convivere, senza passare per le inutili cerimonie. Tanto la cassazione ha già stabilito che anche con la convivenza si acquisiscono diritti di eredità. Ebbene, io a questo punto, se fossi giovane ed eterosessuale come sono e fui, mi batterei per la poligamia.Ecco diventare convivente e compagno di molte, come si usa dire adesso,sarebbe una vera conquista progressista. Il matrimonio tra gay lasciamolo a loro.

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  • Teseotesei

    09 Marzo 2010 - 08:08

    Si, certo, la costituzione è il nuovo vangelo... ah ah ah... e il modo di leggerla ancora più risibile. Continuiamo a decontestualizzare (e la chiamiamo razionalità). Per fortuna quest'uomo "illuminista" si autodistrugge. Però restano le scorie. Molto inquinanti.

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