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Napolitano: "Qui si è respirata una bella aria, altrove c'è la bolgia"

Il Presidente della Repubblica all'Università di Tor Vergata

Napolitano: "Qui si è respirata una bella aria, altrove c'è la bolgia"
"Qui si è respirata una bella aria, altrove c'è la bolgia...". Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano commenta la cerimonia inaugurale delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia,  aperta da un convegno nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Tor Vergata di Roma.

Ai giornalisti che gli chiedono di commentare le parole espresse nel corso della sua relazione da Giuliano Amato, a proposito dell’equilibrio dei poteri nella Costituzione e delle "turbolenze  crescenti ai rami alti", il Capo dello Stato replica: "Non so se abbia usato proprio questa espressione. Quella di oggi – osserva - è stata una splendida iniziativa, ad alto livello culturale e civile".

Napolitano sottolinea soprattutto "la comunanza di accenti", registrata fra i relatori al convegno, rimarcando il fatto che i relatori erano "un ministro della Repubblica (il ministro degli Esteri Franco Frattini), un esponente storico della politica italiana (Giuliano Amato nella veste di presidente dell’Istituto della Enciclopedi Italiana Treccani) e un Maestro di storia (il professor Giuseppe Talamo, presidente dell’Istituto nazionale del  Risorgimento)", per concludere significativamente: "Insomma: qui si è registrata una bella aria, altrove c'è la bolgia...".

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    11 Marzo 2010 - 18:06

    L'Italia nacque,non sui campi di battaglia ma, in un Ufficio della Presidenza del Governo di Sua Maesta del Re d'Inghilterra. Per suo rappresentante,si decise di porre al comando un regnante di Casa Savoia, servitore garantito della Corona Inglese. Il tutto ,non perchè interessavano gli italiani ma per battere definitivamente Napoleone. Fù un infausto evento anche perchè,per la prima volta, occupato tutto il suolo Italico inciomincio una guerra civile tra cittadini meridionali e truppe piemontesi monarchiche. Gli Italiani pagarono un prezzo di gran lunga superiore ad un eventuale accorpamento del Paese attraverso una guerra vera e propria.Per Cui Signor Presidente,per essere corretti Lei avrebbe dovuto dire che l'aria che si respira è ancora pregna di pregressa sporcizia storica in tutti gli angoli di questo Paese. Per cui,vi è necessità che avvenga una rivoluzione culturale affinchè le verità si facciano strada una volta per sempre.

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