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Ci risiamo: Silvio nuovamente indagato

Meno dodici giorni alle elezioni, i magistrati accusano il Cav di concussione. Ma l'inchiesta nasce morta. Lui: " Scandalizzato, non preoccupato"

Ci risiamo: Silvio nuovamente indagato
Di Franco Bechis-

A raccontarla una sera fra gli amici, ti prenderebbero subito per rimbambito. “La sapete l’ultima? Quella su Silvio Berlusconi indagato a due settimane dal voto?”. Giù fischi: “Uh, è vecchia, vecchissima”. Eppure è la barzelletta che funziona meglio sotto elezioni. Anche questa volta: Silvio Berlusconi è indagato a Trani. Il reato è gravissimo: gli è scappato un vaffa (forse più di uno) al telefono nei confronti di Michele Santoro. Purtroppo nel codice penale si sono dimenticati un articolo in proposito, così i magistrati di Trani per sottolineare il peso di questa lesa maestà, hanno pensato bene di affibbiare al presidente del Consiglio ben due reati: concussione e minacce. La vittima di tanta ferocia istituzionale sarebbe Giancarlo Innocenzi, commissario dell’Autorità di garanzia nelle comunicazioni. Berlusconi si è lamentato con lui a proposito di due puntate di Annozero, quelle che hanno reso una star prima Patrizia D’Addario e poi il pentito-bluff di mafia Gaspare Spatuzza.
E siccome l’autorità che si chiama di garanzia non riusciva a garantire nonostante le pubbliche proteste la vittima di questo linciaggio tv, che era appunto Berlusconi, lui si sarebbe sfogato al telefono con Innocenzi: «altro che autorità, siete ridicoli! Dovreste dimettervi tutti». Nella barzelletta che si racconta a Trani questa sarebbe la terribile minaccia. Se in Italia dici a qualcuno “dovresti dimetterti”, puoi stare certo che il giorno dopo il poveretto impaurito lascia subito la poltrona. E infatti Innocenzi è lì al suo posto, dove per altro l’aveva nominato anni fa Forza Italia, partito guidato dal Cavaliere. Con l’iscrizione ufficiale del premier nel registro degli indagati, alla procura di Trani sta però per sfuggire il boccone più grosso dell’inchiesta: la competenza diventa di Roma, e gli incartamenti vanno spediti tutti nella capitale. Dove i magistrati rideranno assai poco: se i magistrati lì non infilzeranno subito Berlusconi, finiranno sbranati da colleghi e giornalisti che già preparano titoloni sul “Porto delle nebbie”.
A questo punto la barzelletta non funziona più. Altro che ridere, non si capisce più nulla. Infatti i magistrati pugliesi hanno iscritto nel registro degli indagati anche l’oggetto delle minacce, Innocenzi, per favoreggiamento. Il poveretto così si trova nel duplice ruolo di vittima e di carnefice. Indagato c’è anche il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, e finalmente si conosce l’ipotesi di reato: rivelazione del segreto istruttorio.
Qui ancora ci sarebbe un po’ da ridere. Perché l’accusa viene proprio da quei magistrati che hanno così blindato a doppia mandata l’inchiesta segretissima, da trovarsela pubblicata in lungo e in largo sul Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. L’accusa a Minzolini è di avere divulgato a mezzo mondo di essere stato sentito come teste ai primi di dicembre nell’inchiesta sull’American Express. Gli avevano detto “mi raccomando, resti fra noi”, e invece lui è stato intercettato con mezzo mondo mentre raccontava l’esperienza vissuta. In questi giorni il direttore del Tg1 deve avere sensibilmente peggiorato la propria situazione: l’inchiesta era ancora segretissima per tutti quelli che non avevano ancora letto Travaglio, e lui ha nuovamente tradito il patto con i magistrati rivelando tutto prima ai lettori di Libero in un’intervista e ieri perfino ai fan di Enrico Mentana che lo ha ospitato nel suo programma sulla web-tv del Corriere della Sera. Se i pm di Trani avessero fatto prima un giro a Montecitorio, avrebbero trovato centinaia di politici della prima e della Seconda Repubblica in grado di metterli in guardia: “se volete mantenere un segreto, non raccontatelo mai a Minzolini. Quello non sa tenersi un cecio in bocca”.
È un sorriso amaro però quello che si leva da Trani. Perché ormai questa vicenda è entrata a gamba tesa a pochi giorni dal voto in una campagna elettorale già imbrigliata come mai era accaduto dai tentacoli di procure, Tar, vicende giuridiche e giudiziarie. A dire il vero sono due le campagne elettorali che gli uffici giudiziari pugliesi ormai condizionano: quella dei politici per le regionali e quella tutta interna ai giudici togati per l’imminente elezione del prossimo consiglio superiore della Magistratura. Già che c’erano quei ferrei custodi del segreto istruttorio hanno fatto trapelare confuse notizie di telefonate fra Innocenzi e uno dei leader di Magistratura Indipendente, la corrente moderata delle toghe: Cosimo Maria Ferri, attuale consigliere del Csm. Un po’ di fango fatto girare anche in quel ventilatore, senza che un fatto reale sia emerso e verificato. Riso amaro per tanti, dunque, e uno solo che in questa barzelletta triste riesce ancora a prendersi sul serio: Michele Santoro. Grazie a Trani può recitare la parte che da anni gli varrebbe l’Oscar come migliore attore protagonista: quella della vittima. Lo ha fatto anche ieri all’Infedele di Gad Lerner. Strana vittima quella che da più di 20 anni domina l’informazione televisiva (per tre anni addirittura, colpito insieme a Berlusconi dalla sindrome di Stoccolma: ha lavorato a Mediaset) e che pur di evitare lo sbocciare di nuovi talenti in grado di oscurarlo, si è fatto ibernare in prima serata Rai da una sentenza della magistratura che ce lo conserverà in eterno.

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Commenti all'articolo

  • amarte40

    25 Marzo 2010 - 22:10

    prima del 1994 era comunque un illustre sconosciuto. da quando ha deciso di difendere se stesso, i suoi interessi ed indirettamente tutti noi che non vogliamo essere comunisti e/o schiavi dei post comunisti,.. apriti cielo. ladro, corruttore,delinquente, mafioso, mandante delle stragi e chi più ne ha più ne metta. Ma ha capito la gente comune che Santoro ha fatti dei processi in tv ( di stato e pagato con i ns soldi) per screditare Berlusconi? Spaduzza disse che il mandante delle stragi era Berlusconi e Dell'Utri davanti alle tv di tutto il mondo citando Graviano come teste direttamente interessato! dopo una settimana Graviano ha smentito clamorosamente Spaduzza. Qualcuno ha chiesto scusa? Santoro e Travaglio hanno chiesto scusa? la FNSI che oggi appoggia spudoratamente una parte dei giornalisti ( solo Santoro e Floris) ha fatto qualcosa per sanzionare Santoro & C.? Di Pietro??? non ne parliamo!!!!!! e pensare che hanno manifestato per la libertà di stampa!!

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  • Mimis

    25 Marzo 2010 - 16:04

    Non capisco perché un Presidente del Consiglio non ha il diritto di contestare un programma televisivo fazioso, di parte e che danneggia il suo partito. Se gli organi o i Direttori preposti Rai non fanno il loro dovere, ebbene si rende necessario che qualcuno glielo faccia sapere facendo pure pressione affinché ciò non avvenga. Doveva per caso imitare i sindacati e scendere in piazza?

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  • giannibra

    21 Marzo 2010 - 19:07

    la stranezza in questa italia tanto antidemocratica per la sinistra è che stranamente nessuno intercetta i vari simboli e idoli "democratici" come DI PIETRO, TRAVAGLIO,BERSANI,FURIO COLOMBO,il direttore di REPUBBLICA,SANTORO..................tutta gente immacolata???

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  • ciannosecco

    19 Marzo 2010 - 19:07

    "Liberovero" Mi permetta di dissentire. FATTO : sul giornale il Fatto sono comparse notizie e stralci di una indagine , secretata , di cui i personaggi coinvolti non erano iscritti nel registro degli indagati , questo è un reato di violazione di segreto d'ufficio.Per tale reato è stato aperto un fascicolo presso la Procura di Bari è indaga la Digos del luogo. Ieri sono partite le prime perquisizioni a carico di due giornalisti di Repubblica. FATTO: Minzolini è stato convocato a Dicembre 2009 presso la procura di Trani come persona informata sui fatti.Durante l'interrogatorio le sono state chieste informazioni su un servizio televisivo di Rai 1 che aveva come tema le carte di credito dette revolving.Appena uscito avrà pure parlato in libertà con qualcuno della Rai del tema della deposizione , ma non essendo indagato , non capisco perchè non potesse parlare del tema della deposizione.Cosa avrà potuto dire o avvissare, non usate le carte di credito?Diverso è se Minzolini fosse stato interrogato come indagato e gli fosse stato contestato un reato.Ma ciò non è avvenuto ,quindi che rivelazione di segreto è?Capisco che per legge , solo un giudice di fronte ad una intercettazzione riguardante il premier si debba fermare , ma per una mancanza della legge il pm non può farlo.Resta il buonsenso e soprattutto la riservatezza assoluta che la sua funzione obbliga a tenere. Adesso che come prevedibile un giudice stabilirà che le intercettazzione del premier non possano essere utilizzate , le sembra normale che queste siano già di dominio pubblico?

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