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Berlusconi: "No al confronto tv con Bersani"

In arrivo nelle case di 7 milioni di elettori le lettere firmate dal premier

Berlusconi: "No al confronto tv con Bersani"
Silvio Berlusconi dice no alla possibilità di un confronto pubblico con il leader dell' opposizione Pierluigi Bersani: «Non credo che sia opportuno in questo momento», perché «le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo basato sulla realtà».

Immediata la replica dell’opposizione: «Berlusconi getta la maschera. È amore non volere un confronto col proprio contendente politico? O forse non è la massima espressione di odio? Ci ripensi. Ne guadagnerà l'Italia e si raddrizzerà questa sua sinora infelice campagna elettorale» afferma il vicesegretario del Pd Enrico Letta.

Cari italiani, il premier vi scrive - Lo aveva annunciato sabato dal maxi palco di Piazza San Giovanni. E stamane le prime lettere sono state recapitate agli elettori del Lazio. In tutto Silvio Berlusconi invierà 7 milioni di lettere ai cittadini delle Regioni che domenica 28 e lunedì 29 marzo andranno al voto con allegati altrettanti opuscoli pieghevoli a colori e in 12 pagine, dal titolo Il Governo del fare. Ciascuna lettera è personalizzatà e si apre con "Caro..." e a seguire il nome di battesimo del destinatario.

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  • fonty

    fonty

    24 Marzo 2010 - 22:10

    Eh sì caro agosman, inutile sforzarsi, loro troveranno sempre il modo di ribaltare il tuo ragionamento dicendo che hai torto. Questi nell'antica Grecia li chiamavano sofisti ed era una scuola molto in auge, come sembra sia tornata anche da noi nel ventunesimo secolo.

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  • Liberovero

    23 Marzo 2010 - 19:07

    ognuno è libero di sentirsi superiore agli altri, di solito appartiene agli stolti questa prerogativa come pure quella di attribuire posizioni di superiorità a chi non le rivendica. Per quanto concerne la tassazione, al fine di stabilire chi adotta un regime fioscale più o meno pesante c'è un unico strumento utile ed obiettivo: l'indice della pressione fiscale e non il numero delle tasse. Mi spiego meglio. Ad esempio tra un g0verno che mi impone mille balzelli che incidono complessivamente nella misura del 30% sul mio reddito ed un governo che mi promette di abbassare le tasse ma fa salire la pressione fiscale oltre il 30% pur eliminando qualche balzello, io preferisco il primo. Per fare un riscontro le suggerisco di confrontare l'indice di pressione fiscale lasciato dal governo delle tasse di Prodi con quello attuale così potrà scoprire che dal 42,8 del 2008 siamo passati al 43,3 del 2009 (fonte Ansa e Il sole 24 ore) e per il 2010 è previsto un inasprimento fino al 43,7. Allegria.

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  • agosman

    23 Marzo 2010 - 12:12

    In poche righe ha ricordato al signor S. Winston e a tutti i commentatori di sinistra ospiti di questo sito (molti dei quali talvolta abusano di tale ospitalità ricorrendo al turpiloquio e all’ingiuria gratuita) le imprese dei loro campioni della sinistra Prodi, Visco e Padoa Schioppa. Molti in Italia hanno memoria corta, purtroppo, ma quelli di sinistra la memoria non l’hanno mai avuta. E si, perchè loro si vantano di essere superiori, intellettualmente, politicamente e moralmente per cui a loro va bene tutto ciò che fanno i loro politici di riferimento, comprese le imposizioni di nuove tasse ed il ripristino di quelle vecchie abolite dal centrodestra dato che per loro “le tasse sono bellissime”. Vuole scommettere che qualcuno le risponderà dicendole che non è vero niente?

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  • Liberovero

    23 Marzo 2010 - 12:12

    La ringrazio per la replica. Nessuno mette in dubbio le capacità di Berlusconi nel creare consenso e fa bene a continuare su questa strada visto che i risultati gli danno ragione. Come pure fa bene per questioni di strategia a rifiutare il contraddittorio ma non può giustificare questa strategia con la scusa degli avversari che lo ingiuriano perchè tale scusa offende l'intelligenza degli italiani. Se leio ha avuto modo di assistere ai numerosi confronti che i candidati alla presidenza americana fanno in TV, avrà certamente notato che tra gli stessi ed i giornalisti non vi è esclusione di colpi anche per quanto riguarda la vita privata e familiare. Il confronto tra due o più leader è un diritto di noi cittadini di sentire, confrontare e, quindi, farci un'idea. Un leader politico ovviamente non è costretto a confrontarsi però dovrebbe avere il coraggio di giustif icare il rifiuto con un onesto: "non mi conviene perchè sono in vantaggio e dal confronto temo di uscire perdente".

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