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Comunali, si scelgono 41 sindaci

Al ballottagio anche 4 capoluoghi: Mantova, Macerata, Matera e Vibo Valentia

Comunali, si scelgono 41 sindaci
Si torna a votare domenica, due settimane dopo la tornata elettorale per Regionali e Amministrative. Poco più di un milione di italiani sarà chiamato alle urne per eleggere al balottaggio i sindaci di 41 comuni, in particolare in 4 capoluoghi: Mantova, Macerata, Matera e Vibo Valentia.

Mantova vede la sfida tra Fiorenza Brioni, sostenuta dal centrosinistra, e Nicola Sodano, appoggiato da Pdl e Lega Nord. Al primo turno i due candidati hanno ottenuto rispettivamente il 40,5% e 35,6%. Rimangono fuori da queste percentuali – ed è qui che si gioca la sfida – un gran numero di voti, il 18%, che al primo turno si sono concentrati su due altri candidati: Zaniboni, che ha ottenuto un buon 10% e sostenuto dall'Udc, e Benedini, che si presentava con una lista civica.
A Macerata i due candidati che hanno superato il primo turno sono Romano Carancini, proposto dal centrosinista e passato con il 45,97%, e Fabio Pistarelli, del centrodestra, che aveva ottenuto il 41,09%. I candidati minori, che si sono divisi il restante 13% erano sostenuti da liste civiche.

A Matera il candidato del centrosinistra, Salvatore Adduce, era già vicino alla vittoria al primo turno, con il 48,4%. Sfida il 26,23% di Angelo Raffaele Tosto, sostenuto da Mpa, Io Sud e altre liste civiche, sul quale forse potrebbero convergere anche i voti del Pdl, che al primo turno aveva proposto Francesco Saverio Acito, uscito con il 14,6% dei consensi.
In Calabria, a Vibo Valentia si “scontrano” Michele Soriano del centrosinistra e Nicola D'Agostino del centrodestra, che al primo turno hanno preso rispettivamente il 41,11% e il 28,70%. In questo caso saranno fondamentali i voti di Antonino Daffinà (Udc), che nel primo turno ha ottenuto ben il 24,6% dei voti.

Le votazioni si svolgono, come quelle nazionali, su due giorni: domenica dalle 8 alle 22, lunedì 12 dalle 7 alle 15. Il voto si esprime tracciando un segno sul nome del candidato prescelto tra i due che si presentano al ballottaggio.

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Commenti all'articolo

  • sarame

    11 Aprile 2010 - 16:04

    anche a me oggi tocca tornare a votare ,che barba ........al mio paese il sindaco uscente sarà ricordato per aver fatto fare un ponte dallo scultore POMMDORO a cosa servisse !boh!!!!!!!!!forse gli restavano soldi e li ha spregati così .intanto alla periferia dove abito non ci sono FOGNE NE MEZZI PUBLICI però ha fatto dei marciapiedi dove ci starebbero due macchine mah!!! che dite lo rivoto o lo lascio alla regione dove stà ? nonho scritto male ma sapete come è questi comunisti le inventano tutte (per interrompere le 2 elezioni si è fatto sostituire poi da buon comunista ha fatto sciogliere la giunta e lui il primo adesso si ricandida capito ?)

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  • decimo

    11 Aprile 2010 - 04:04

    Penso sia utile ritornare in terra. Ho vissuto il 68' in tutte le sue espressioni con i danni conseguenti nella vita di tutti i giorni. Basta con la partecipazione, basta con il sostegno, basta con il dialogo,ecc. In una sola giornata si svolga il voto. Chi c'è c'è gli altri si arrangino. Comanderà il 10%? Benissimo. E' giusto che chi sia attivo decida, gli assenti per volontà si arrangino. Non sono mai stato socialista ma ho ritenuto Craxi un grande, che nel periodo di tangentopoli è stato messo alla gogna. Ho visto tanti pseudo politici fuggire e tanti popolani scagliarsi contro di cui con invettive varie con la bava alla bocca. Sembrava l'unico colpevole dove tutti erano colpevoli. Bene il popolo sovrano ora raccoglie quello che ha seminato

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  • ghorio

    10 Aprile 2010 - 16:04

    Il ministro Tremonti ci ripete che non ci sono soldi, ma dove si dovrebbe risparmiare non si fa niente. Un esempio: lo sperpero di danaro pubblico per votare in due giorni. Basta modificare la norma. In Germania, in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, in Svezia, in Norvegia, in Svizzera e così via, si vota in uno solo giorno. Non solo in molte nazioni addirittura in un giorno feriale e i seggi si chiusono molto prima delle 22. Perfino in Iraq, paese martoriato dalle ultime vicende, si vota in un giorno e i seggi si chiudono alle 17. Nell'opulenta Germania alle 18. Queste dovrebbero essere le battaglie di "Libero" e di tutta la stampa di centrodestra. A suo tempo aveva preso posizione Mario Cervi, ma vedo che anche lui si è dimenticato. Giovanni Attinà

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