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Silvio: entro tre anni la prima centrale nucleare

Il premier a Villa Gernetto con Putin sigla un accordo sulla fusione atomica. Su Fini "Per divorziare basta uno solo"

Silvio: entro tre anni la prima centrale nucleare
Silvio Berlusconi e Vladimir Putin di nuovo assieme. Questa volta a Villa Gernetto, una delle residenze del Cavaliere, per siglare un accordo sul nucleare e per ragionare di tanti altri temi, economici e di politica internazionale, come sono soliti fare i due leader. Berlusconi ha rivolto un "affettuoso e cordialissimo benvenuto" all'amico Putin, durante la conferenza stampa congiunta a Villa Gernetto. "Sono legato a Putin da stima e affetto - ha proseguito il premier - Ed è sempre un gran piacere vederlo".
Presenti al vertice
, al fianco del Presidente del Consiglio,
il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, Paolo Bonaiuti, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, l'imprenditore e presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera, il numero uno di Enel Fulvio Conti. Nella delegazione russa compaiono l''ambasciatore russo in Italia, Meshkov, il vice premier con delega all’Energia, Igor Secin, e il ministro dell’Energia Serghei Shmatko. Al vertice partecipa anche il Presidente del Consiglio di amministrazione della Gazprom, Miller, il vice ministro dell’Istruzione russo, Mazurenko, il vice ministro dell’Industria Dementiev, il vice ministro degli Affari esteri, Grushko, il vice capo dell’Apparato governo, Ushakov, il capo del governatorato del Presidente, Kozhin. 

Su Fini - Berlusconi non si è risparmiato una battuta sulle vicende interne e sulle tensioni con il presidente della Camera, Gianfranco Fini.  "Sono esperto di molte cose - ha detto il premier - urbanistica, sport, editoria, televisione e amministrazione   pubblica. Ma sul segreto di una collaborazione proficua in politica non mi esprimo. Del resto non ho un'esperienza particolarmente felice nei matrimoni. Comunque ho già detto di non aver litigato con nessuno, per litigare bisogna essere in due, per divorziare basta uno".

L'accordo sul nucleare - In cima all'agenda dei colloqui di oggi tra Putin e Berlusconi c'è la sicurezza energetica. Così è stato siglato un accordo tra i due dicasteri della ricerca scientifica per un progetto di ricerca della fusione nucleare, con programma 'Ignitor'. Il programma si avvale degli esperimenti realizzati dal professore Bruno Coppi e sostenuti da emeriti scienziati russi e italiani. "Abbiamo parlato molto del futuro dell'energia nel mondo, e siglato un accordo che può segnare una svolta per il nucleare. Un progetto che potrà cambiare gli scenari della produzione di energia per le generazioni future e aprire una nuova frontiera dell'energia nucleare", ha detto Berlusconi.
Il Cavaliere ha colto l'occasione per annunciare ch in Italia, i lavori per la prima nuova centrale nucleare, "cominceranno entro tre anni". 

Gasdotto Southstream - Se il nucleare si declina la futuro, una fonte energetica come il gas si coniuga certamente al presente. L'Italia, che dipende dall'estero per più della metà del suo approvvigionamento energetico, dipende ancor di più dalla Russia. Un progetto che cambierà radicalmente i rapporti di forza è il gasdotto Southstream. Oggi Putin e Berlusconi hanno ricordato che l'inizio dei lavori è prevista per il 1 semestre del 2012. "Si tratta di un grande progetto - ha aggiunto il premier - a cui partecipa Eni insieme a Gazprom”. Viste le difficoltà con l'Ucraina, un Paese che non ha ancora  una sua stabilizzazione politica, il progetto Southstream rassicura molti Paesi dell’Est e anche l'Italia di non rimanere al buio. Dalla Russia il nostro Paese importa il 30% del gas e il 23% del petrolio.

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Commenti all'articolo

  • lucaschiavoni

    06 Agosto 2011 - 14:02

    redazione, sotto la prima notizia del momento ci sono link a notizie vecchie di quasi un anno fa, ho rischiato l'infarto a leggere "fra 3 anni la prima centrale nucleare".... vabe' che gli altri referendum se li sono scordati, ma si fa un po di confusione a saltare nel tempo leggendo la prima pagina, grazie !

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  • ziopaperino

    06 Agosto 2011 - 14:02

    Caro il mio signor carlomaria, si dà il caso che il nucleare italiano fu affondato da un signor che si chiamava Giuseppe Saragat, che fece mandare in galera Felice Ippolito, padre del nucleare italiano e poi deputato europeo del PCI. Giusto per sottolineare la sua ipocrita ignoranza in materia.

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  • jack1

    29 Novembre 2010 - 16:04

    il primo sinistrato che usa la matematica ..ahahhaha e male .... visto che hai fatto il conto del costo di una centrale nucleare raddoppiandolo per tangenti e varie (di cui sono perfettamente d'accordo) e raggiungendo la cifra di 16 miliardi di euro .........QUANTO SI SPENDE per fare gli stessi megawatt con i pannelli solari e eolico ???????? (dovrebbe essere circa 16 mld a 40 mld) senza contare gli ettari tolti all'agricoltura ...(un pò tipo il biodiesel ) Ricordati che stai postando su Libero e non su l'Unità e/o Repubblica dove parlate tutti la stessa lingua "Lo scemese e/o sinistrese che dir si voglia"".. Qui se vuoi aprire bocca fallo con cognizione di causa ...... Ricordati che l'atomo scalda l'acqua e l'acqua produce energia oppure pensavi che stessimo tutti con le mani giunte verso il tizzone acceso .....

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  • gbpierpa

    30 Aprile 2010 - 10:10

    Prima cercherei di analizzare i consumi elettrici degli italiani e vedere dove è possibile intervenire per ridurli e razionalizzarli. Questo sicuramente si fa in meno di tre anni. Nel frattempo si potrebbe analizzare quale fonte energetica utilizzare, pensando che in ogni caso qualsiasi tipo di produzione energetica produce scorie, siano esse residui radioattivi, ceneri o rottamazione di impianti obsoleti. Certamente i combustibili fossili e l'uranio non sono fonti affidabili in quanto per entrambi stiamo nella parabola discendente di produzione, inoltre per quanto riguarda l'uranio la rigenerazione non è che sia molto economica e i residui sono pericolosi per troppo tempo. Per le fonti rinnovabili dovremmo prendere esempio dalla germania che pur essendo meno soleggiata di noi produce una buona percentuale di energia da rinnovabili.

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