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Napolitano: festeggiare l'Italia unita non è uno spreco

Il presidente a bordo della portaerei "Garibaldi" per il discorso ufficiale di Genova

Napolitano: festeggiare l'Italia unita non è uno spreco
L'Unità d'Italia non è in discussione. Si festeggia punto e basta. Il presidente della Repubblica oggi ribadisce che celebrare è un dovere. Checché ne pensi la Lega. «Le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia non possono essere rivolte contro nessuna parte politica e non possono essere oggetto di polemica pregiudiziale di nessuna parte politica», ha detto infatti Lo nel discorso pronunciato a bordo della nave 'Garibaldi' alla Stazione Marittima di Genova. «Le celebrazioni -ha sottolineato il Capo dello Stato- non sono tempo perso e denaro sprecato ma fanno tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei nostri problemi». Facendo appello a un «forte spirito unitario» Napolitano ha ricordato che al processo unitario concorsero «diverse visioni, strategie e tattiche, componenti moderate e democratico-rivoluzionarie» e non mancarono «diffidenze e rivalità personali» ma su tutto prevalsero «gli imperativi del processo storico».

Il presidente della Repubblica ha sottolineato il fatto che all'impresa dei Mille e alla formazione del sentimento di italianità concorsero italiani di tutte le regioni. Napolitano ha detto no ad una «rappresentazione acritica» del Risorgimento e ha affermato che «è giusto ricordare i vizi d'origine e gli alti e bassi» di questo processo ma anche che occorre combattere critiche mosse in base a «tesi storicamente infondate». Secondo il capo dello Stato è giusto «recuperare motivi di fierezza e orgoglio nazionale» di cui abbiamo bisogno per «tenere con dignità il nostro posto in un mondo che cambia».

«Far rivivere nella memoria e nella coscienza del Paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità con cui nacque l'Italia» ha detto Giorgio Napolitano, nel discorso di Genova, serve a offrire una «fonte di coesione sociale come base essenziale di ogni avanzamento, tanto del Nord quanto del Sud, in un sempre più arduo contesto mondiale».

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  • VincenzoAliasIlContadino

    08 Maggio 2010 - 13:01

    Non dimentichiamo che i suoi colleghi li chiamavano “ Mele Marce “ che accettarono la lotta armata così li combattevano apparentemente, visto che dopo sono entrati dalla porta di Caino, in cooperative ed eclatante eleggerli in Parlamento, secondo me, questo deve essere sancito dalla “ nuova Costituzione ” in pratica; dovrebbero chiamarli banditi e Decretali “ apolidi “ ecco come si combatte le mafie e terroristi! Oggi abbiamo un Governo forte che naviga a vista, per colpa di alcuni magistrati , media e salotti tramano contro non solo al Governo come ai tempi del Governo Craxi contro lo Stato e, non vedo un solo PM che abbia le cosiddette P**le ad iniziare a fare piazza pulita: La legge è Legge, se deve essere uguale per tutti tagliare i ponti: basta attaccare chi ha coraggio di risolvere i problemi dello Stato in periodo dove persino gli States sono stati vittime! Io credo che bisogna usare lo stesso metodo che usano questi Giustizialisti sotto i riflettori strapagati: se alcuni stralci di secretati escono da un ufficio per leggerli sui media, quella Procura deve essere punita: non poteva non sapere, né?

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  • fonty

    fonty

    06 Maggio 2010 - 15:03

    Tutta questa voglia di rivangare il risorgimento, che fu solo una continua ed ininterrotta serie di guerre combattute dai savoia sulla pelle degli italiani, la Lombardia presa con l'aiuto dei francesi ai quali toccò in cambio la Corsica, Nizza e la Savoia, il Veneto annesso con un referendum che più truccato di così ...non si poteva, considerando che all'epoca c'era il 50% di analfabetismo e quindi il voto consisteva in una semplice domanda, per non parlare del meridione, conquistato con la forza dei fucili da 1500 scalcagnati male armati e condotti da un avventuriero avvezzo alla guerriglia, che ancora oggi non si capisce come abbia fatto a sconfiggere un esercito ben armato e dotato di artiglieria con 250.000 uomini. Chi sa che la grande guerra o prima mondiale non fu tutto eroismo e patriottismo come la retorica l'ha dipinta? Che ci furono più di 200.000 disertori e che i fucilati per diserzione,vigliaccheria o semplicemente perchè stanchi di essere mandati avanti a farsi ammazzare come polli furono decine di migliaia, ancora oggi non si conosce l'esatto numero? I diversi popoli abitanti l'Italia, definita giustamente allora"un'espressione geografica" dal principe di Metternich dovevano essere lasciati a decidere da loro stessi se unirsi o meno tra loro, non con la forza delle armi ma con liberi referendum e decisioni autonome per formare una federazione di stati, non una monarchia come imposto dai sabaudi per la loro smania di potere e questa è stata l'origine di tutte le diatribe ed i mali della nostra storia passata e presente.

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  • blues188

    06 Maggio 2010 - 15:03

    Obama, pur essendo Presidente degli Stati Uniti, è andato in un Mac Donald qualsiasi a parlare con la gente. Napolitano, circondato da non so quante persone al suo servizio, è andato addirittura su una portaerei a dire le sue cavolate. È solo una delle mille differenze che denota, però, quanto pensano di noi i nostri politici. Forse un elmo con le corna starebbe bene anche a lui, non crede delneo?

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  • blues188

    06 Maggio 2010 - 15:03

    Ovvio che non sia roba seria, è solo gioviale coreografia, esimio delneo. Ma credo che in quanto a corna e popolo bue non ci sia differenza alcuna con le persone che non mettono l'elmo e non votano Lega ma che accettano silenziosi quanto da anni succede. E non è annoverabile tra le cose serie neppure l'andazzo ladronesco, il continuo malaffare di destra e sinistra e centro; è solo il continuo vituperio su quanti anonimamente si alzano e vanno a lavorare con retta coscienza. Tuttavia applaudono i tanti ministri e Presidenti che pur di mantenere la casta pronunciano frasi roboanti, parole elevatissime che nulla esprimono se non concetti traditori di chi ha dato la vita per questa accozzaglia italica nella quale pare che lei trovi di sublime elevatezza e nella quale si trova così bene. I gusti sono gusti, per carità, ma i pagliacci di Pontida (maiuscolo, please, è una regola linguistica) hanno sulle spalle e negli occhi la fatica di chi lavora facendo il proprio dovere fino in fondo.

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