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Scajola non depone

L'ex ministro non si presenterà dai giudici di Perugia. Per l'avvocato difensore non ci sono sufficienti garanzie. Berlusconi: "Una nuova tangentopoli è da dimostrare, ma chi sbaglia va fuori dal Governo"

Scajola non depone
L'ex ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola non deporrà più come persona informata sui fatti davanti i pm di Perugia titolari delle indagini sugli appalti del G8 e "grandi opere". Lo ha deciso il suo difensore Giorgio Perroni che, in una nota, spiega, tra l'altro, che a seguito della pubblicazione di numerose notizie da parte della stampa relative alla posizione dell'ex ministro "non riesco obiettivamente a comprendere come la procura di Perugia possa valutare di sentire l'onorevole Scajola in una veste che parrebbe oramai solo formalmente, ma non già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti". Da qui la decisione "di non far presentare il mio assistito" all'audizione fissata per il 14 maggio. Decisione che il legale ha già comunicato ai magistrati. 

Tutto da dimostrare - Non si può parlare di una nuova tangentopoli, eventuali altre responsabilità sarebbero tutte da dimostrare ma in ogni caso chi sbaglia, ne paga le conseguenze lasciando l’incarico nell’esecutivo. Sarebbe questo il ragionamento svolto dal premier, Silvio Berlusconi, ieri sera durante una cena a palazzo Grazioli con alcuni imprenditori. A quanto riferiscono alcuni dei partecipanti il Cavaliere sarebbe deluso dal comportamento di Scajola, ma per le azioni di un singolo non si può comunque parlare di una nuova tangentopoli. E' tutto ancora da dimostrare.

Sdegno dell'opposizione - "E' grave e avvilente e comunque poco comprensibile che un uomo delle istituzioni adotti una linea di   difesa che lo porta a sottrarsi a un chiarimento della propria posizione di fronte all'autorità giudiziaria" ha dichiarato la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. "E' una scelta opinabile perchè chi non ha nulla da nascondere non ha paura di raccontare la verità dei fatti nelle sedi proprie e non soltanto nelle trasmissioni televisive”.

Le motivazioni dell'avvocato - Due i motivi per cui Scajola non deve presentarsi ai giudici. L'eccessiva risonanza del caso sui giornali e il legittimo dubbio sulla competenza della procura di Perugia. Scrive l'avvocato dell'ex ministro: "la stampa nazionale da giorni riporta quel che viene rappresentato come il contenuto di atti di indagine (testimoniali e documentali) concernenti la compravendita di un immobile sito a Roma, in via del Fagutale numero 2, di proprietà del ministro Scajola e oggetto di investigazione da parte della Procura di Perugia. In particolare secondo quanto riportato dai giornali, le persone sentite hanno riferito che il prezzo dell’immobile fu, per 900mila euro, pagato con assegni circolari consegnati brevi manu alle venditrici dallo stesso ministro, tratti da un conto corrente intestato all’architetto Zampolini e la cui provvista era riconducibile all’imprenditore Diego Anemone". Alla luce di tali notizie, che secondo l'avvocato si dimostreranno non conformi al vero, non si vede il motivo per cui presentarsi davanti alla procura di Perugia. "L'onorevole Scajola deporrebbe in una veste che parre ormai solo formalmente, ma non già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti" spiega l'avvocato.

Procura di Perugia non competente -
L'avvocato dell'onorevole, inoltre, solleva il dubbio sulla competenza di Perugia nel procedimento. "E' mia convinzione che la procura di Perugia non sia competente a conoscere di questa vicenda sia perchè i fatti sono tutti, pacificamente, avvenuti a Roma, sia perchè, in ogni caso la competenza a giudicare il ministro Scajola sarebbe, eventualmente, di altro organo, ovvero a dire del Tribunale dei ministri".

I giudici: prendiamo atto -
La procura di Perugia «prende atto senza fare valutazioni di alcun tipo» della decisione dell'ex ministro Claudio Scajola di non testimoniare domani davanti ai pm che indagano sugli appalti per i Grandi eventi. Lo ha detto il procuratore facenti funzioni Federico Centrone, confermando che la posizione di Scajola rimane quella di persona informata dei fatti. In ambienti giudiziari perugini si sottolinea comunque come, in base al codice, per un parlamentare chiamato a deporre non possa essere comunque disposto l'accompagnamento coatto. La deposizione - secondo quanto si è appreso - era stata inoltre sollecitata da Scajola stesso e non disposta dalla procura perugina.

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    15 Maggio 2010 - 14:02

    Dunque se ho ben capito, un giorno dovessi essere chiamato da un giudice quale persona informata dei fatti, ed il mio avvocato (naturalmente consultandomi) decidesse di non farmi testimoniare in quanto, blablabla, posso sfangarmela cosi? Ma non diciamo le solite cazzate, per favore. Se io comune coglione italiano, decidessi di rifiutarmi di testimoniare di fronte ad un giudice rischio un paio di denunce (offesa alla corte ed altro) e verrei "PRELEVATO" dai carabinieri per dire ciò che so. Sono di destra e certe cose per principio mi danno un fastidio urticante, oltre che accomunarmi a tutti quelli che lavorano e sudano (destra sinistra centro alto e basso) e leggere della assoluta mancanza di serietà personale e politica, mostrata in questo momento dall'ex ministro e da tanti suoi colleghi prima , durante e in futuro, mi fan venire voglia di smettere di essere cittadino. Poi si domandano perchè non votiamo o ci buttiamo con i giustizialisti. Alimentano lo sfascio sociale.VERGOGNA!

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  • antari

    15 Maggio 2010 - 12:12

    Io non stimo il mangiaratti. Sopratutto da quando fa il misterioso..

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  • peroperi

    14 Maggio 2010 - 03:03

    Gentile direttore, se dovessimo giungere alle elezioni anticipate, non so quanti potenziali elettori voterebbero per Silvio. Ci si sta rendendo conto , purtroppo, che con lui ,non si puo' andare avanti . Il grosso problema della corruzione, (l'altra mafia che distrugge come un cancro il nostro paese proprio dall'interno) non potra' essere sconfitto da chi ha grossi problemi con la giustizia. In questo momento, per andare avanti, sarebbe prioritario legiferare severamente contro i politici corrotti con soluzioni drastiche equiparando la corruzione ai reati di mafia e sequestrando i beni a corrotti e corruttori. Non solo, bisognerebbe dare un esempio a coloro che intendessero in futuro commettere tali reati. Bisognerebbe togliere anche la pensione a tutti coloro che hanno danneggiato lo Stato. Credo che sia molto difficile che Berlusconi proponga tale legge senza la quale sara' impossibile dichiarare guerra al marciume che da decenni toglie la dignità a tutti gli onesti

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  • cerbiatta

    13 Maggio 2010 - 22:10

    Grazie! Complimenti inaspettati ma certamente ben accetti. - robe, l'onestà non ha colore politico ! - delusodasilvio, è la prima volta che qualcuno mi chiama "destrorsa"... la prego però, non se ne dispiaccia così tanto!

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