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Si inizia a parlare di austerità anche in Italia

Il calo delle borse fa aumentare i timori. Tremonti al lavoro

Si inizia a parlare di austerità anche in Italia
Siamo solo alle anticipazioni, ma sicuramente il venerdì nero delle borse ha contribuito ad accelerare anche in Italia le discussioni sulle misure d'austerità che, dall'Inghilterra alla Spagna, passando per il Portogallo, la Romania e la Grecia, sono più che mai al primo punto dell'agenda politica.
Il ministro Giulio Tremonti e il ministro Renato Brunetta, infatti, stanno lavorando a quella manovra correttiva stimata intorno ai 25 miliardi di euro che dovrebbe contribuire a mettere in salvo i conti nostrani. Ovviamente, non basteranno le misure "piacevoli" e populiste caldeggiate ieri dal ministro leghista Roberto Calderoli.
Sul tavolo degli economisti del governo, infatti, ci sarebbe la ridiscussione del rinnovo del contratto triennale del pubblico impiego, il quale rischia di slittare ad anni più felici, rimandando contemporaneamente l'attuazione di una riforma a 360° della Pubblica Amministrazione.
Niente discorsi su premi di produttività e incentivi per i meritevoli, quindi, ma il rischio è che la manovra comporti un giro di vite che andrà a bucare le tasche e i portafogli dei dipendenti pubblici italiani: in tal senso dai rubinetti statali verrebbero erogati in media 20 euro in meno al mese.
Così facendo, il risparmio complessivo sarebbe di circa 5 miliardi in due anni, da aggiungere agli 800 milioni che verrebbero risparmiati dal blocco delle assunzioni e al miliardo e mezzo l'anno legati al risparmio delle spese. Ipotizzato anche un allungamento dei tempi della erogazione delle liquidazioni degli statali (che salirebbe a 6 mesi), oltre al blocco degli scatti di anzianità per alcune categorie, come i magistrati e i professori universitari. Ciò che dovrà rimanere in cassa, verrà poi risparmiato sulla spesa dei ministeri e sui trasferimenti agli enti locali.

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Commenti all'articolo

  • sarafra

    19 Maggio 2010 - 22:10

    .....E la cosa in tempi di magra e di rinunce inevitabili stride ,offende,ed è decisamente immorale.Quanto all'evasione è doveroso effettuare i controlli annunciati,ampliandone la sfera fino ad includere idraulici ,elettricisti,parrucchieri,che difficilmente rilasciano ricevute fiscali degli incassi realizzati.Se,al contrario i clienti potessero detrarre le spese sostenute,l'erario se ne avvantaggerebbe di sicuro ,E buona parte di queste persone non comparirebbe negli elenchi dei nullatenenti disoccupati,inspiegabile con il loro tenore di vita reale.Sarà proprio vero che i parlamentari contribuiranno a sanare il deficit dello stato con la riduzione del solo 5 per 100 del loro stipendio?E' una vergogna e sa di presa in giro.......Le misure devono essere più d'una e comprendere anche la lotta agli sprechi (auto blu,telefonini,appannaggi aggiuntivi,viaggi per sè e familiari etc).Gli sprechi sono veramente tanti!

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  • sarafra

    19 Maggio 2010 - 21:09

    La manovra finanziaria è necessaria.Gli italiani lo comprendono e la sosterranno con i sacrifici che richiede. Ma sia eticamente significativa,perchè non può essere realizzata lasciando sopravvivere strutture e privilegi. Se si concorda che il quadro di riferimento generale debba essere coerente con le direttive e la normativa europee,non si può tollerare che gli stipendi dei nostri parlamentari superino i parametri degli altri paesi dell'U.E.e viceversa non può essere accettato che gli stipendi degli insegnanti siano notevolmente inferiori a quelli della media dei paesi dell' Unione. Di conseguenza è urgente assumere decisioni che annullino le sperequazioni e i privilegi di cui godono deputati e senatori,perchè offendono il cittadino onesto e il buon senso,specie se si considera,ad esempio,che le parlamentari hanno persino il diritto di farsi acconciare la chioma talmente a sottocosto che potrebbe considerarsi gratis!......

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  • mallmfp

    19 Maggio 2010 - 07:07

    vero tutto. questo è anche il momento di rispolverare la nostra tradizione e la nostra cultura ovvero favorire in italia (a scapito della globalizzazione) l'artigianato locale, le piccole attività che sono da sempre nella genetica del nostro popolo e dobbiamo tirare fuori le palle a costo della scissione per salvaguardare il nostro paese, la nostra lingua e la nostra cultura. basta macchine grosse, basta capannoni ovunque a deturpare il territorio basta a tutti quegli imprenditori che hanno una attività immobiliare o una impresa edile parallela. facciamo si che chi fa case sia un professionista iscritto ad un albo per accedere al quale ha fatto un percorso e si è focalizzato solo su quello. Di ideee per lo sviluppo non ne mancano ne sono certo, che si diano da fare. L'importante è fare poco e bene piuttosto che tanto e male.

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  • 17penelope

    19 Maggio 2010 - 00:12

    Veramente fate finta di non sapere come va in italia??tutti dobbiamo dare almeno il 20% in nero se vogliamo comprare casa,tutti paghiamo in nero ogni sorta di casta intoccabile.psicologi,medici,veterinari,odontoiatri,avvocati ecc ecc.Ecco perchè noi italiani di basso profilo andiamo avanti.E nessuno verifica le caste?Ma dove vivete? Nessun artigiano o professionista ti fa la fattura,non ci serve,ti fa risparmiare.L'Italia è questa. abbiate il coraggio di smascherare le caste giuste. Parliamo delle forze armate?Gli dai anche le mutande pur di diventare amico di qualunque forma di arma,serve sempre,non si sa mai.E non è un problema del sud,ma italiano. A Bologna tutti sanno di una oncologa che somministra meno medicinale del dovuto xchè a fine anno ottiene le percentuali sui risparmi,ma chissenefrega,siamo numeri. Ma sempre più stanchi e nervosetti,cosa desueta del popolo italiano.Consiglio di lavorare con criterio e nelle direzioni giuste.Non si può contare su un pupazzo,lo capite??

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