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Inchiesta G8, Di Pietro in procura a Firenze

L'ex pm a colloquio dai magistrati come persona informata dei fatti. Era stato citato in un'intercettazione della cricca

Inchiesta G8, Di Pietro in procura a Firenze
Antonio Di Pietro è entrato, poco dopo le 15, negli uffici della procura di Firenze. Il leader dell’Idv sarà sentito in qualità di "persona informata sui fatti", nell’ambito dell’inchiesta sui lavori del G8. E’ stato lo stesso Di Pietro a spiegarlo ai cronisti: "Vengo a dare il mio contributo per il mio ruolo di oggi di parlamentare dell’opposizione, per il mio ruolo di ieri di ministro delle Infrastrutture, e per il mio ruolo dell’altro ieri di ex pm".

La deposizione di Di Pietro è durata circa un'ora. "Il primo dovere di un teste di accusa è mantenere la riservatezza", ha detto il leader dell’Idv uscendo dalla procura. "Sono orgoglioso - ha spiegato Di Pietro parlando con i giornalisti - di continuare nella mia testimonianza di verità su questioni che possono aiutare la magistratura a fare chiarezza sulle vicende su cui si sta indagando". Ai giornalisti che gli chiedevano se avesse portato dei documenti agli investigatori, Di Pietro ha risposto soltanto con un sorriso.
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«Non c’è mica nessun problema… tanto, ascolta, questo è un film bell’e visto (…) lì sono tutti compromessi, dal ministro a tutti i sottosegretari…»



Di Pietro e la cricca-
Si ipotizza che Di Pietro sia stato ascoltato riguardo alle dichiarazioni di Riccardo Fusi. L'uomo ha detto al pm Turco, in un interrogatorio, di aver ottenuto molti lavori nel periodo del ministero-Di Pietro. "La maggior parte delle trattative che noi abbiamo condotto sono state condotte sotto la direzione di Di Pietro", ha detto infatti l numero uno della Btp. In un'intercettazione, invece a parlare al telefono (intercettati dagli inquirenti) sono il numero uno della Btp Riccardo Fusi e il suo vice, Roberto Bartolomei. I due (entrambi indagati) hanno appena saputo che il dicastero delle Infrastrutture non restituirà all’impresa il cantiere della scuola Marescialli di Firenze. È il 17 febbraio 2010, Bartolomei a quel punto si sfoga. Citando il leader Idv e un «Lu», probabilmente Pietro Lunardi, predecessore di Tonino al ministero delle Infrastrutture: «Non c’è mica nessun problema… tanto, ascolta, questo è un film bell’e visto (…) lì sono tutti compromessi, dal ministro a tutti i sottosegretari…».

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Commenti all'articolo

  • robe

    19 Maggio 2010 - 17:05

    non le sembra che lo stesso suo commento varrebbe anche, pari pari, per Berlusconi? Anche lui non poteva non sapere (Scaiola, Verdini, Bondi, Bertolaso non sono gli ultimi nel partito e nel Governo), o vedeva ed era connivente, o faceva finta di non vedere, stessa cosa, o non vedeva nulla e allora è un incapace, come mimino reo di mancato controllo

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  • fonty

    fonty

    18 Maggio 2010 - 16:04

    Beh, se il manettaro è stato ministro dei lavori pubblici quando c'era già la cosiddetta cricca in azione, certamente qualche zampino ce lo ha messo anche lui, altrimenti se dice di non saperne nulla era un tontolone e in ogni caso va accomunato agli altri in forza del noto teorema da lui scoperto durante tangentopoli del "NON POTEVA NON SAPERE".

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  • giannibrizzi

    18 Maggio 2010 - 11:11

    Il falso moralismo dell'idiota universale sta per sfaldarsi. Spero che i Magistrati facciano il loro dovere fino in fondo e che non siano condizionati dal ripetto che potrebbero avere nei confroni di un ex collega. Cmq, non si è trattato di una volontaria dichiarazione, ma è stato sentito come "persona informata sui fatti".

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  • robe

    18 Maggio 2010 - 09:09

    Il Ministro della Cultora francese al suo omologo italiano, Bondi, in una lettera ieri: «Ho voluto riaffermare che il Festival è indipendente e sceglie i film che vuole», che, tradotto in italiano, vuol dire "zitto e mosca, servo"

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