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L'architetto della cricca coinvolge Matteoli e Bondi. Loro: "Quereliamo"

I loro nomi figurano in un’altra tranche dell’inchiesta, quella che punta ad accertare una decina di movimenti bancari transitati per una filiale della Unicredit a Lussemburgo

L'architetto della cricca coinvolge  Matteoli e Bondi. Loro: "Quereliamo"
"Non ho, né mai ho avuto conti aperti né disponibilità in banche estere, tantomeno in filiali di banche italiane operanti in Lussemburgo. Non possono dunque esistere operazioni bancarie direttamente o indirettamente a me riconducibili, ovvero a persone a me collegate".
Tirato nell’inchiesta degli appalti del G8 dalle ultime dichiarazioni rilasciate agli inquirenti da Angelo Zampolini (l’architetto tuttofare di Diego Anemone) insieme a Pietro Lunardi, Sandro Bondi e al già dimessosi Claudio Scajola, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli non ci sta a fare il capro espiatorio e passa al contrattacco.
"Quanto riportato da alcuni quotidiani è assolutamente falso e calunnioso, specie per me che all`estero non ho mai messo piede in una banca. Ho già dato mandato al mio legale di proteggere il mio buon nome in ogni sede".
E come Matteoli, pure Sandro Bondi abbandona il sarcasmo e passa direttamente alle misure pesanti. "Sapevo di vivere in un paese barbaro e incivile almeno per le persone oneste, ma non fino a questo punto. Apprendo oggi che il mio nome figurerebbe in una inchiesta su movimenti bancari transitati per una filiale di Unicredit a Lussemburgo. Si tratta di una notizia comica, anche se so bene che quando i fatti saranno accertati sarà sempre troppo tardi per rendere giustizia alla mia onestà.  Proprio per questo chi mi ha calunniato ne risponderà presto in tribunale”.

Le dichiarazioni di Zampolini- Querele e denunce, dunque, in virtù delle indiscrezioni che sono trapelate proprio dall’ultima deposizione rilasciata spontaneamente da Angelo Zampolini martedì 18 maggio, durante il quale il teste avrebbe approfondito con i pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi un’altra tranche dell’inchiesta sugli appalti del G8, quella relativa ad una decina di movimenti bancari transitati per una filiale della Unicredit in Lussemburgo in cui sarebbero coinvolti proprio Pietro Lunardi, Sandro Bondi e Altero Matteoli, i quali comunque non sono nemmeno indagati, in quanto a loro carico ci sarebbero dei riscontri finanziari solo a livello embrionale.

 Così scrive oggi su Libero  Roberta Catania: I nomi dei politici (fatta eccezione per Bondi) "escono dall’ultimo interrogatorio di Angelo Zampolini, l’architetto tutto-fare di Diego Anemone e «al servizio di Angelo Balducci», come ha rivelato lui stesso tre giorni fa ai magistrati. I quattro amministratori sono dunque al centro di verifiche finanziarie che in queste ore stanno subendo un’accelerazione.
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Il professionista umbro, nato 57 anni fa a Sellano ma da tempo residente nel centro di Roma, martedì scorso è tornato dagli inquirenti per aggiungere nuovi dettagli alla collaborazione iniziata il 23 aprile



Il professionista umbro, nato 57 anni fa a Sellano ma da tempo residente nel centro di Roma, martedì scorso è tornato dagli inquirenti per aggiungere nuovi dettagli alla collaborazione iniziata il 23 aprile, quando nel suo primo faccia a faccia con i pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi aveva parlato dei milioni di euro cambiati in assegni per consentire ai “potenti” di stipulare i rogiti dei propri appartamenti. Il primo a beneficiarne, nel 2003, era stato Lorenzo Balducci, il figlio di Angelo, con un’abitazione in via della Pigna, al Pantheon. Subito dopo era stata Claudia, la figlia dell’ex generale dei Servizi segreti Francesco Pittorru, a giovarsene, trasferendosi in via Merulana.

Un anno dopo, a distanza di 24 ore uno dall’altro, Claudio Scajola aveva comprato un primo piano in via del Fagutale, di fronte al Colosseo, e il genero di Ettore Incalza, ex funzionario alle Infrastrutture, aveva spostato la residenza a due passi da piazza del Popolo, in via Emanuele Gianturco. Infine, di nuovo Pittorru, con una seconda casa: in via Poliziano, sempre a San Giovanni, ma questa volta per viverci lui insieme alla moglie. Altro discorso per i nuovi nomi «confermati» da Zampolini (che non aggiunge mai nulla a ciò che gli inquirenti sanno già), i quali non avrebbero ricevuto favori immobiliari da Anemone e Balducci. Fatta eccezione per “Sciaboletta”, ma nel suo caso l’architetto ha aggiunto particolari su questo filone solo in relazione al fatto che non poteva escludere che «il ministro sapesse» dei 900mila euro divisi in 80 assegni che il 6 luglio servirono a concludere l’affare con le sorelle Beatrice e Barbara Papa. Soprattutto confermando la presenza di un funzionario della Deutsche Bank, Luca Trentini, al momento della stipula dell’atto di fronte al notaio Gianluca Napoleone.


Durante i primi accertamenti sulla lista Anemone, gli investigatori della Finanza hanno scoperto che l’imprenditore avrebbe fatturato al Sisde - nel contesto dei lavori per la palazzina dei servizi in piazza Zama a Roma di cui Anemone aveva l’appalto - i lavori di ristrutturazione per alcuni dei nomi che compaiono nell’elenco. Anche per chiarire questo aspetto oggi in procura sono attesi i vertici delle Fiamme gialle.
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Per Matteoli, Bondi e Lunardi non si parla di case. I loro nomi figurano in un’altra tranche dell’inchiesta, quella che punta ad accertare una decina di movimenti bancari transitati per una filiale della Unicredit a Lussemburgo.



Per Matteoli, Bondi e Lunardi non si parla di case. I loro nomi figurano in un’altra tranche dell’inchiesta, quella che punta ad accertare una decina di movimenti bancari transitati per una filiale della Unicredit a Lussemburgo. I tre esponenti del PdL non sono indagati e inoltre i riscontri finanziari sarebbero ancora ad una fase «sicuramente embrionale» per permettere agli inquirenti di parlare di qualcosa che vada oltre «importanti sospetti».

Però è in questa chiave, per verificare la pista degli altri movimenti di denaro di cui aveva parlato l’autista tunisino Hidri Fathi Ben Laid, che i pm di Perugia, in collaborazione con i colleghi di Firenze, hanno fatto una rogatoria all’estero. In dodici pagine, scritte in francese, si legge la richiesta dei cinque magistrati affinché siano trasmessi nei loro uffici i brogliacci degli spostamenti finanziari della «Unicredit S.A., siége en 4, Rue Alphonse Weicher, L-2721 Luxembourg».

Ancora una volta, dunque, le indagini ruotano attorno alle dichiarazioni rese dal tunisino il 25 marzo scorso. «Su incarico di Anemone Diego o di collaboratori dello stesso», aveva raccontato Fathi ai pm toscani, «mi sono recato molte volte ad effettuare operazioni bancarie di ogni genere, tra cui il ritiro di denaro contante anche per somme assai ingenti. Questo denaro, sempre su indicazione di Anemone, diverse volte, circa una ventina, l’ho consegnato all’architetto Zampolini. So che egli effettuava operazioni immobiliari per conto di Balducci e Anemone con intestazione ad altre persone». Le cinque «operazioni immobiliari» sono state «smascherate». Adesso resta da capire a che cosa siano serviti gli altri quindici «ingenti movimenti di denaro».


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Commenti all'articolo

  • rosmer

    22 Maggio 2010 - 14:02

    Bondi sarà anche innocente delle accuse rivoltegli, ma: è un fatto che al Dipartimento Cinema del suo ministero sono anni che finanziano i film prodotti dalle società delle mogli della Cricca. Qualche magistrato o giornalista con la schiena dritta metterà mai mano all'argomento? Troppa gelatina nel suo ministero. Se non è complice è acquiescente...

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  • cate08

    22 Maggio 2010 - 03:03

    Bondi e Matteoli, se puliti, non avranno difficltà a dimostrarlo. Io che pago le tasse sino all'ultima lira "esigo" che tutti i politici (dx, sx,centro e...ali) siano controllati nel loro agire. A mio avviso tutti i politici dovrebbero essere intercettati 24 ore su 24. Questo si sarebbe un concreto modo per combattere la corruzione! Quando Silvio dichiara di volerlo fare e poi.....tenta di bloccare le intercettazioni....beh, scusate....a me pare proprio che predichi bene e...razzoli male!!

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  • delusodasilvio41

    21 Maggio 2010 - 23:11

    Ora taccia, lasci andare avanti le indagini, quando,come dice Lei, sarà scagionato il suo buon nome non ne avrà risentito. Anche uno come me, che non la stima per niente, non la considera ancora un colpevole, aspetto a dare un giudizio negativo. Certo il suo passato di voltagabbana non aiuta a renderlo subito credibile quando si indigna, né aiuta a renderlo simpatico quel suo fare e dire così' servile verso Berlusconi. Certo quando teneva capannello nel cortile della Sapienza a Pisa erano proprio altri tempi, aveva ben altri ideali che non fare il parafulmine di un potente in lotta con la Giustizia!

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  • robe

    21 Maggio 2010 - 20:08

    se legge bene, non accecato da anticomunismo che nel mio caso specifico sarebbe assolutamente fuori luogo, mi creda, io dico e affermo di nuovo che Bondi ha nominato a Direttore dei Lavori di restauro agli Uffizi un ingegnere 36enn, amico di Anemone, coinvolto anche alla Maddalena, il cui curriculum dice solo che è fondatore di una attività connessa ai parrucchieri. Paghiamo noi. Il ministro si è mostrato sdegnato delle accuse, minaccia querele, eccetera, le solite alla Scaiola, ma non ci ha ancora degnato di una spiegazione su questa nomina, silenzio assoluto. Se tace, vuol dire che non può spiegare, cioè la cosa non è chiara. Questo per me è un fatto, non una illazione. Se per lei i fatti non contano se riferiti a ministri berlusconiani, questi sono affari suoi. PS.: I comunisti hanno fatto i loro enormi danni e per nostra fortuna li hanno in gran parte pagati con la loro scomparsa, ma anche i fascisti non hanno scherzato e, a differenza, continuano a non scherzare affattm

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