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Berlusconi: "nessuna macelleria sociale"

Montezemolo appoggia il governo "dare il massimo sostegno al Governo su misure necessarie, urgenti e il più coraggiose possibili"

Berlusconi: "nessuna macelleria sociale"
La mediazione di Silvio Berlusconi è servita. Il premier non ci sta a passare per il tagliatore di teste. La crisi c'è, è vero. "Come Europa, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e ora bisogna tagliare gli sprechi", ha ammesso il Cav dopo l'incontro di venerdì scorso a Palazzo Chigi con il presidente della Commissione Ue Barroso. Un conto è fare economia e un conto è - per colpa di Tremonti e delle pressioni della Lega - trovarsi a incarnare il ruolo di leader antipopolare. Senza contare che la sinistra sta rialzando la testa e in vista della manovra accusa il governo di voler affamare gli italiani. Lui, il premier, che gli italiani li conosce, ha deciso di chiarire. E lo ha fatto con parole dure.

Se il nostro Governo avesse seguito anche solo una parte delle richieste di questa opposizione cioè più spese, più debito, l'Ialia sarebbe finita come la Grecia, cioè molto male.

"Non c'è nessuna macelleria sociale - ha esordito il premier in un messaggio pubblico ai Promotori della Libertà sabato mattina- Non taglieremo le tasse e nemmeno toccheremo pensioni, scuola o sanità. La manovra prevede solo tagli agli sprechi. Ma è necessario ottimismo, e di fiducia". Berlusconi ribatte punto per punto anche alle accuse della sinistra: "Faremo questa manovra e quando l'avremo messa a punto, quando sarà definita in tutti i suoi aspetti, la faremo conoscere a tutti italiani nel modo più diretto, nel modo più trasparente. Invece penso che alimentare ogni giorno il pettegolezzo su questi argomenti sia una grave responsabilità da parte dell'opposizione" afferma il presidente del Consiglio. "Voi sapete bene che se il nostro Governo avesse seguito anche solo una parte delle richieste di questa opposizione cioè più spese, più debito, l'talia sarebbe finita come la Grecia, cioè sarebbe finita male, molto male".

Bossi - Che la questione sia maggiormente di ordine politico che economico lo dimostrano anche le dichiarazioni di Umberto Bossi. "Saremo io e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi a cercare di "trovare un equilibrio" per la definizione della manovra da 27,6 miliardi per il biennio 2010-2011", ha detto il Senatur. "Secondo me, bisogna fare le cose in equilibrio. Con Giulio Tremonti ho parlato - spiega - però bisogna mettere di mezzo anche Berlusconi perchè non è che ci sia ancora chiarezza".

Le accuse dell'opposizione - "Il governo Berlusconi si predispone ad un massacro sociale senza precedenti e non c'è guitto di regime né giullare di tg che può nascondere che 27 miliardi di euro, se non si colpiscono i ricchi, verranno prelevati dal lavoro dipendente e dai pensionati" accusa il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola.  "Siamo ad un punto di svolta", ha detto Vendola, "con una regressione sociale e civile drammatica. La divaricazione nel centrodestra merita una risposta forte, innovativa, che superi i balbettamenti che si odono a Roma da parte di un centrosinistra di cui non si percepisce coraggio intellettuale e culturale".  Pier Luigi Bersani, nella replica finale all’assemblea nazionale del Pd, boccia l’impianto della manovra del Governo: "Qui non si vede uno straccio di manovra strutturale, non si vede nulla di nulla che metta mano a dei meccanismi e che ad esempio metta in condizioni questo Paese di spostare il carico (fiscale dal lavoro e dalle imprese alla rendita e alla ricchezza, ndr)... Tutte le cose che si stanno dicendo di nuovo portano il carico sui ceti medi e bassi, a riduzione degli investimenti e una riduzione sugli enti locali. Eh, no!".
 
Nessun condono per le case - 
"Non ci sarà nessun condono edilizio". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, nel corso di un intervento a Mattino Cinque, ha smentito categoricamente l'ipotesi di un possibile condono tra gli interventi previsti dalla manovra, che sarà di 24 miliardi. "Bisogna mettere a catasto circa due milioni di unità immobiliari e questo sarà fatto", ma, a proposito di nuove tasse, "nessuno metterà le mani in tasca ai cittadini". Ci sarà, invece, "la riduzione delle spese dei ministeri. Sarà indicata una percentuale da tagliare ma sarà il ministro competente a  decidere come effettuare i tagli". Discorso diverso per le pensioni:   "L'entità non si tocca, ma ci potrà essere un aggiustamento sulle finestre".

Misure necesarie e coraggiose -
Qualche sacrificio sarà necessario, come spiega il presidente della Ferrari e della Fondazione Italiafutura, Luca Cordero di Montezemolo. Intervenuto oggi ad un convegno alla Villa Reale di Monza, Montezemolo ha esortato gli italiani a "dare il massimo sostegno al Governo su misure necessarie, urgenti e il più coraggiose possibili. Si tratta di difendere l’Italia di fronte ai mercati internazionali, alla crisi e ai rischi connessi". Montezemolo, quindi, auspica "grande coesione sociale e il coinvolgimento di maggioranza e opposizione, perché qui ne va di mezzo il nostro Paese".

Per consentire al ministro dell'Economia di illustrare al Pdl le misure del provvedimento che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già domani pomeriggio, è stata convocata per oggi alle 19.30 la Consulta economica del partito.

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Commenti all'articolo

  • luca64

    31 Maggio 2010 - 23:11

    Spett.le Direttore, non ho mai scritto a un giornale, sebbene abbia un età o responsabilità che mi potrebbero stimolare a farlo. Sono un 45 enne che ha smesso di lamentarsi del sistema italiano, anche "al bar". Nella mia vita ho passato momenti felici e meno. In questi ultimi, non mi sono rivolto al mio paese per trovare conforto (cosa di cui è totalmente sprovveduto) ma mi sono avvicinato a libri di filosofia teosofia e medicina olistica. La cosa mi ha aperto notevolmente gli occhi, non sono un illuminato ma almeno ho un cammino davanti a me (cosa di cui oggi molti italiani, soprattutto giovani , sarebbero orgogliosi, indipendentemente dalla meta che si sceglie). T.Dethlefsen uno psicologo tedesco mi ha fatto notare la validità di una legge ermetica, che fondamentalmente si restringe a questo "pars pro toto", (detto da me che non ho finito le superiori..) e cioè che per analogia , in una parte si trova già il tutto. Parlando della medicina scientifica dice che combattendo il sintomo, si perde di vista la vera causa del perché la malattia si presenta. La medicina non troverà mai il progresso nel mondo fintanto che continua a eliminare il sintomo. Il sintomo infatti è latore di un informazione della coscienza e come tale, se compreso può essere il nostro miglior alleato per "guarire". Colpa della medicina scientifica è di aver perso di vista l’uomo come insieme e di cercare una soluzione debellando ciò che invece porta alla soluzione. Il corpo non fa niente di propria volontà, un corpo vivo deve la sua esistenza alle due istanze immateriali che chiamiamo anima (coscienza) e spirito (vita). L’analogia mi ha ricordato il sistema politico italiano. In quarantanni ne ho davvero sentite tante di promesse e di illusioni, non sono mai stato un sostenitore della politica, questo si, ma ammetto che negli ultimi dieci anni mi sono proprio sconfortato, isolandomi totalmente da essa e dalle sue false promesse. Cosi come la medicina, si limita a combattere il sintomo perdendo di vista la globalità, anche lo stato affascinato dagli stessi, ( evasori fiscali, Camorra, Mafia, clandestini, province, sprechi e quant’altro) cerca sempre e soltanto nuovi metodi di guerra, senza mai chiedersi invece perché essi esistono o si manifestano. Ci si chiede come la gente evade trovando cosi il modo di arrestare il "truffatore", (debellare il sintomo) ma non ci si chiede mai perché ha evaso. (l’informazione). Il sintomo però troverà altre cause per manifestarsi proprio come i "cattivi" non sono mai spariti dallo stato italiano ma si sono modificati Anche un sintomo è bravo a usare ogni causa per "riapparire" e fin che non si debella la causa sarà una lotta senza un vincitore. (l’analogia del cancro risulta perfetta.) Dichiarando che il sintomo è solo un informazione, anche chi và contro lo stato porta un informazione: qualcosa non và. Ma i processi funzionali in se stessi non hanno significato, importante invece è solo l’interpretazione della malattia (da notare che uso il singolare visto che è rivolto a uno stato di coscienza dell’uomo e non alle singole manifestazioni che ne seguono). La coscienza rappresenta l’informazione che si somatizza nel corpo per rendersi visibile e informarci che qualcosa non và. Cosi anche i "cattivi " si somatizzano nel paese Italia per manifestare che qualcosa nella coscienza del paese non va e non nel corpo.( L’Italia) Cosi come la malattia è perdita di equilibrio nel piano della coscienza, che si manifesta in un sintomo, anche nello stato italiano qualcosa non và sullo stesso piano e si rende manifesto nei "cattivi". I politici e gli italiani hanno perso coscienza di appartenere a uno stato, di essere una globalità, si percepiscono singoli, individui, soli e ogni uno combatte un sintomo.(l’altro) Questo non è progresso è solo guerra. Invito i nostri politici, e gli italiani stessi, se davvero hanno voglia, di iniziare a guardare a noi e all’Italia come un sistema globale la cui coscienza deve essere richiamata a un ordine ma non tramite leggi, imposizioni e morale. Divieti e ordini sono giustificati solo fintanto che l’uomo non è cresciuto a livello di coscienza e non è in grado di assumersi la responsabilità di se stesso. Cosi come la malattia si trasmuta in salute solo con una dilatazione di coscienza (integrando ciò che manca) anche lo stato si può sanare seguendo lo stesso percorso. Quando l’uomo trova in se la propria legge si libera da tutte le altre e la legge più autentica per ogni individuo è ritrovare se stesso e riconoscersi come parte di una cosa più vasta ( famiglia, città, regione, nazionalità pianeta e universo) e diventare uno con essa. Solo li collaboreremo tutti insieme per un futuro migliore. Questo è progresso!

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  • powerinvest

    26 Maggio 2010 - 20:08

    Presidente non ci siamo! Lei ha un'occasione unica per fare una manovra INCISIVA! Lei lo aveva sottolineato: INCISIVA! Questa è una manovra che nesuno apprezzerà, perchè tutti i privilegi dei politici e dei dipendenti alle Camere sono rimaste intoccate, a parte piccoli accenni! Ma la lista è lunga un Km di cose che sarebbero state possibili e che tutti i cittadini avrebbero apprezzato, prendo l'esempio più stupido: le auto blu! Perchè mettere un tetto di € 80.000 per la riduzione???? E' uno schiaffo alla decenza, è un sottolineare che privilegiati sono e come tali devono essere riconosciuti e vezzeggiati! Presidente non ci siamo, da domani io inizio ad evadere le tasse dove e come posso, non lo ho mai fatto, ma ora sono pronto ed io sono uno di coloro che pagano a 6cifre! Presidente io protesto per quel poco che serve!

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  • saccard

    26 Maggio 2010 - 12:12

    Povero Epifani: si lamenta per i tagli ai ricchi stipendi dei dirigenti statali e fa comunella con la protesta degli strapagati dipendenti di palazzo chigi. Povero Epifani. Ma nonostante tutto questo dispiacere il nostro amico lascia aperto uno spiraglio di intesa. Se si tassano i risparmi degli italiani (le odiate "rendite") allora andrà tutto bene. Insomma lo stesso ritornello di Bersani e Visco. Mi chiedo tuttavia che differenza ci sia nel tassare il reddito o nel tassare il risparmio. Alla fine si tratta sempre di nuove tasse per i cittadini. E in questo caso parliamo dei risparmi dei ceti medio bassi, dipendenti del pubblico o del privato, artigiani e disoccupati. Già perchè i vari De Benedetti usano residenze nei paradisi fiscali e società offshore per non pagare comunque nulla. Per non parlare poi degli evasori che coi loro fondi neri se la ridono. Insomma ci risiamo: la sinistra ed Epifani chiedono più tasse ai soliti noti.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    25 Maggio 2010 - 13:01

    Quanto è brutto nel nostro Paese dover esprimere un parere senza che a chi non è gradito, immediatamente di associa o a questo o a quel partito politico mentre, tutti costoro che oramai in Italia vi è una popolazione di oltre venti milioni di cittadini che già da tempo hanno rinunciato a definirsi sia di destra, che di sinistra o di centro. Vogliono esprimere un parere senza che arrivi qualche destrorso o sinistrorso a romperti i "a Roma si chiamano z****". Berlusconi e soci, si esprimono come se stessero a giocare a biliardo che per far cadere meglio i birilli giocano di sponda come se gli altri fossero dei tonti cercando di turlupinare anche il popolo. Cari concittadini questa crisi come sempre è stato, la pagheremo noi semplici cittadini molto ma molto più di tutti gli altri compresi balordi politici ed imprenditori a vario titolo. Caro Berlusconi, falla finita di giocare di sponda come le famose telefonate o fotografi che Ti riprendevano con le ruote di scorta. accà nisciuno è

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