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Province in salvo, che fregatura

Un emendamento blocca la soppressione. Trionfa la linea del Senatur: "il taglio non serve a niente"

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Province in salvo, che fregatura
In origine doveva essere abolizione delle province sotto i 220mila abitanti. Poi i finiani avevano chiesto al ministro Tremonti di eliminarle tutte, ma il Senatùr aveva minacciato il titolare dell'EconOmia: "Se provi a tagliare la provincia di Bergamo, succede la guerra civile...". Niente soppressione quindi almeno fino a quando la Commissione affari istituzionali non ha approvato un primo taglio previsto dal ddl autonomia: via le piccole con meno di 200mila abitanti e le montane con meno di 150mila. Ma alla fine salta tutto. Nessun taglio.

Salta la soppressione alle mini-province. Lo ha deciso la stessa
commissione della Camera con u n emendamento presentato dal relatore Donato Bruno, che ha soppresso l’articolo 14 del testo.

Restano in piedi quindi Vercelli, Isernia, Fermo e Vibo Valentia. Del resto sarebbe stato inutile abolire solo quattro province. In questo senso si era espresso ieri il segretario della Lega e ministro per le Riforme , Umberto Bossi: "E' una cosa che non serve proprio a niente: viene semplicemente trasferito tutto sulle Regioni: non ci sono risparmi, si spostano solo i costi. Anzi, il rischio è disperdere l’identità del territorio e il sentimento di appartenenza dei cittadini". Insomma, secondo Bossi, "dal taglio delle province già esistenti possono venire fuori casini: soprattutto nelle province più vecchie”.

Già ieri, dopo una giornata passata a visionare cartine geografiche, altimetrie e studi geologici, erano state messe al riparo le tre province di Biella, Crotone e Verbano-Cusio-Ossola. Cogliendo le opportunità del sub-emendamento presentato da Beatrice Lorenzin (Pdl), che abbassa la soglia a 150mila abitanti per le province per metà montane, le tre sono riuscite a legittimare la loro esistenza.

L'affondo di Bocchino- Sulla non abolizione delle province, si leva la voce di Italo Bocchino.  "La cronostoria della non abolizione delle Province è ormai conosciuta da tutti e di certo la classe politica italiana, e in particolare il Pdl, non sta facendo una bella figura. Nel programma del Pdl c'è scritto che bisogna abolire le Province inutili" scrive sul sito di Generazione Italia il vice presidente dei deputati del Pdl. "Noi di Generazione Italia - aggiunge - crediamo che ad essere inutile sia l'Ente Provincia in quanto tale. È un nostro fermo convincimento, ribadito anche da Gianfranco Fini nel corso dell'ultima Direzione nazionale del Pdl. È il momento di passare dalle parole ai fatti".

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Commenti all'articolo

  • nightflyer

    15 Agosto 2011 - 02:02

    un ammasso di pagliacci sta decidendo il destino del paese, è ora di mandarli a casa subito!! questi qua nemmeno sanno prendere una decisione e dopo mezz'ora si smentiscono da soli... che schifo!!

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  • Cicilia

    18 Giugno 2010 - 01:01

    Io avevo chiesto a chi vota lega se vuole le provincie. E se si, perchè?

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  • fonty

    fonty

    17 Giugno 2010 - 19:07

    Se va finalmente in porto il federalismo, cosa di cui comincio a dubitare visti i distinguo dei vari Fini e di parte della sinistra, insomma quelli che vogliono che nulla cambi come il Principe di Salina suo conterraneo, allora la Lega nord per l'indipendenza della Padania potrà chiamarsi solo Lega e basta e se finirà l'assistenzialismo a senso unico con una parte che produce e l'altra che sperpera, si potrà forse parlare anche di unire l'Italia veramente e non per forza come è stato fatto con il Sud nel 1861 e anche con il nord, ricordo il Veneto nel 1866 con il referendum farsa. Se invece il federalismo verrà sabotato, allora il nord con in testa la Lega avrà tutto il diritto di protestare, non solo "democraticamente" ma anche con una ribellione fiscale per esempio, facendo esplodere le contraddizioni di uno stato miope e arraffone come la maggior parte dei politici che lo compongono.E così finirà anche l'addomesticamento della Lega che giustamente e correttamente cerca di cambiare le cose dall'interno delle istituzioni in modo incruento e democratico, venendo pertanto additata come fa lei, di essere uguale agli altri partiti e di pensare ai propri interessi perchè sono andati a Roma e nel governo. Le va bene la risposta o ne vuole un'altra che le piaccia di più?

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