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Ddl Lavoro. La Commissione Senato cancella l'emendamento PD sull'arbitrato

Il pacchetto tornerà al Senato. Poi ultima lettura alla Camera con il testo blindato

Ddl Lavoro. La Commissione Senato cancella l'emendamento PD sull'arbitrato
Dopo quella sulle intercettazioni, si preannuncia un’altra battaglia politica a Palazzo Madama. Le commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro del Senato hanno infatti stralciato dal ddl lavoro la norma sull’arbitrato, passata lo scorso 28 aprile alla Camera su proporta del PD a causa delle numerose assenze tra i banchi della maggioranza.
La notizia è trapelata questo pomeriggio, quando le commissioni hanno approvato l’emendamento del relatore, Maurizio Castro (Pdl) che cancella la misura.

Proposta Pd – nel dettaglio, l’emendamento proposto dai democratici di Bersani sanciva che il lavoratore poteva scegliere o meno l’arbitrato solo dopo che la controversia era sorta e non all’inizio del proprio rapporto di lavoro. Tale modifica era passata alla Camera per un solo voto, scatenando furiose reazioni tra gli uomini di Berlusconi e i “Finiani”.
Tuttavia anche in quel caso il problema non erano i giochi politici tra le correnti interne alla maggioranza, bensì l’assenteismo dei deputati.
Rispolverando l’appello della seduta, al momento del voto sull’emendamento in Aula mancavano 95 deputati del Pdl ed undici della Lega. Tra i deputati del Pdl, 45 erano assenti giustificati perché in missione (tra questi il capogruppo Fabrizio Cicchitto), mentre altri 50 erano assenti ingiustificati: tra questi, il vice-capogruppo Italo Bocchino. Per la Lega mancavano 11 parlamentari, 8 dei quali erano in missione e 3 erano assenti.

Se il voto della Camera non può essere ovviamente modificato, ciò che può fare il Senato è quello di modificare nuovamente il ddl per provocare così una nuova lettura (e votazione) alla Camera. E questo delle Commissioni sembra essere il primo passo in tale direzione. Il nuovo testo prevede che l’effettiva volontà del lavoratore e del datore di lavoro di ricorrere all’arbitrato sarà accertata dalle commissioni di certificazione “all’atto della sottoscrizione della clausola compromissoria”, ossia 30 giorni dopo l’assunzione.

"Spero che sia l’ultimo capitolo di questa vicenda lunghissima - ha detto presidente della commissione lavoro, Pasquale Giuliano -. Mi auguro che, non appena l'Aula darà il via libera, il cammino sia altrettanto spedito alla Camera con un testo blindato".

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Commenti all'articolo

  • uffa

    17 Giugno 2010 - 17:05

    Tutto a posto ... no?

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  • taccodighino

    16 Giugno 2010 - 01:01

    ...impicchiamoli tutti!!!!

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  • paolino46

    15 Giugno 2010 - 23:11

    ..... delle leggi approvate dalla nascita di questo governo in avanti, sono andate a favore della classe operaia. Vi ricordate la prima??? La depenalizzazione del falso in bilancio, alla faccia di chi il bilancio familiare lo deve fare quadrare per forza di cose . In seguito hanno avuto la faccia di venire a dire che hanno tolto l' ICI sulla prima casa. Come che noi operai e pensionati non ci ricordassimo che per i redditi piu bassi l'aveva tolta Prodi, loro l'avranno ritenuta non giusta, così l'hanno tolta anche a Briatore. Che belle dimostrazioni di democrazia . Ora la legge sull'arbitrato, che non andava bane , ma soltanto perche l'emendamento era di matrice PD e frutto dell'assenteismo menefreghista di chi per quella montagna di soldi che guadagna non ritiene neanche giusto essere presente sul luogo di lavoro. E Brunetta dice che gli statali sono assenteisti. Per forza, ha controllato il suo di posti di lavoro !!!! Chissà quale sarà la prossima mossa

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  • dubhe2003

    15 Giugno 2010 - 23:11

    Cicchitto non lo ascoltano e continuano a fare manca? Allora, passi la mano a qualche altro che si faccia ascoltare. Quella delle assenze al momento del voto,è uno spudorato disprezzo verso gli elettori.In certe cose:rimborsi-stipendi-pensioni-auto blu,privilegi infiniti,sono uniti tutti, come non mai Cdx+Csx.Mai una volta,si senta uno scontro politico per una queste cose! E...poi si lagnano della scarsa considerazione che hanno i cittadini nei confronti della politica.Un bel coraggio....non c'è che dire!

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