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Appalti: nel mirino anche 2 palazzi di Propaganda Fide

Una nuova scoperta per i magistrati di perugia: un patto da 5milioni con Lunardi. Presentata anche rogatoria in Vaticano

Appalti: nel mirino anche 2 palazzi di Propaganda Fide
Una nuova scoperta dei magistrati di Perugia - Siamo nel 2005 e l’allora ministro per le infrastrutture, Pietro Lunardi, ha concesso a Propaganda Fide un finanziamento di 1milione di euro. Questo poi è stato inserito nel decreto firmato il 20 luglio che stanzia, appunto, i fondi per la ristrutturazione dello stabile di Piazza di Spagna e il restauro di ben due palazzine della Pontificia Università Gregoriana.  Questo è quanto emerso dalla relazione della Corte dei Conti. E proprio per queste ragioni i magistrati di Perugia hanno deciso di presentare una rogatoria al Vaticano per ottenere i documenti finanziari della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli sotto la guida del cardinal Crescenzio Sepe. Anche lui è indagato per corruzione insieme al politico. Secondo l’accusa Lunardi ottenne, sull’acquisto dello stabile, un guadagno di circa 5milioni di euro che sarebbe la tangente versata come contropartita agli stanziamenti erogati. E proprio per questo motivo i magistrati credono che all’istituto sia stato concesso più dei 3,5milioni di euro che, invece, risultano.

La questione del palazzetto – Il rogito dell’atto di vendita per 3milioni di euro del Palazzo di via dei Prefetti dove il Ministro aveva piazzato le sedi della società di famiglia, porta la firma del figlio di Lunardi e di Sepe. E l’atto risale al 2004. Peccato che il Ministro ha dichiarato di averlo pagato 4milioni. Cifra, comunque, nettamente inferiore al reale valore dello stabile. Sembra poi che per il restauro dei palazzi Lucchesi e Frascara, siano stati versati altri 2milioni e mezzo di euro. E questo è successo nel 2006.

Fatto serio - Resta da capire che fine hanno fatto i soldi e chi li ha gestiti. Bisogna capire anche se ci sono altre operazioni immobiliari che non compaiono nei documenti. Proprio per questo la rogatoria serve a ricostruire i movimenti dal 2004 al 2006.  Piero Antonio Bonnet, giudice unico del tribunale della Santa sede, assicura che ci sarà collaborazione ma che la questione non si risolverà per tempi brevi. Nel frattempo entro al massimo un paio di giorni i giudici del tribunale di Perugia dovranno decidere se concedere l’autorizzazione per svolgere nuove indagini sul conto di Lunardi. Infatti proprio per ricostruire la vicenda potrebbe essere convocato anche Pasquale De Lise all’ora consigliere giuridico del Ministro e nominato pochi giorni fa Presidente del Consiglio di Stato.  Sembra, infatti, sia stato lui ad avviare la pratica dei finanziamenti di propaganda Fide. Ma lui non è il solo. Forse anche Zampolini potrebbe essere riconvocato: lui potrebbe fornire altri dettagli su altri affari conclusi nel periodo in questione. La questione non è finita: infatti i magistrati hanno ricevuto anche altri documenti su Scajola circa l’appartamento a vista Colosseo messo a disposizione da Anemone.

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