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Berlusconi va contro le correnti. "Il Pdl nato per unire"

Riunione a Palazzo Grazioli con gli ex FI. Ultimatum a Fini: "Per lui è l'ultima chiamata"

Berlusconi va contro le correnti. "Il Pdl nato per unire"
Si è riunito il conclave degli ex forzisti martedì sera a Palazzo Grazioli. A porte chiuse per evitare le pericolose e freddi correnti che soffiano sul Pdl, infatti, Berlusconi ha riunito i suoi uomini per fare il punto sulla situazione interna del “suo” soggetto politico.
Il risultato della riunione è stato in pratica un manifesto del partito sorto l’8 febbraio del 2008 grazie alla fusione di FI e AN.
"Il Pdl è nato come movimento popolare, espressione diretta degli elettori, per amalgamare tutte le tradizioni politiche del centrodestra, per sconfiggere così la vecchia partitocrazia e la vecchia logica delle correnti, da qualunque parte provengano", recita la nota a firma Silvio Berlusconi.
Tra le linee, insomma, un invito a spegnere i “condizionatori” e a eliminare le fastidiose correnti. Il primo destinatario, ovviamente, è Gianfranco Fini.
Secondo indiscrezioni rese note dall’agenzia Agi, infatti, il Cavaliere avrebbe lanciato un messaggio al vetriolo al cofondatore del Pdl.
"Fini deve capire che faccio sul serio. Questa è un'ultima chiamata: o si riallinea o le strade si separano".
Con questo aut aut, la patata bollente è tornata nelle mani del Presidente della Camera.

Assenti La Russa e Gasparri – All'incontro hanno partecipato solo ex Forza Italia. Non c'erano né Ignazio La Russa né Maurizio Gasparri, entrambi impegnati: il primo al Senato i lavori della manovra economica, il secondo per degli impegni televisivi improrogabili. Tuttavia è lo stesso ministro della Difesa a smorzare i toni della polemica.
"Può darsi che le modalità di questo incontro abbiano indotto in qualche equivoco anche perché, involontariamente, mi avevano detto di informare Gasparri e mi sono dimenticato di farlo. In ogni caso c'è assoluta identità di vedute e piena condivisione delle cose all'interno del partito. Nessun calciomercato nel Pdl, quindi, ma una riunione “informale” tra esponenti di ex Forza Italia come quelle che tante volte facciamo noi ex di An della quale sapevo tutto e alla quale mi era stato chiesto se volevo partecipare".

Reazioni "Finiane" - E che il clima sia di quelli da dentro o fuori lo testimonia anche Carmelo Briguglio, uno degli uomini rimasti al fianco del Presidente della Camera.
"A questo punto, fosse pure l’ultimo faccia a faccia,  Berlusconi e Fini dovrebbero vedersi. Un decisivo confronto finale, per ricostruire l’unità o per separarsi consensualmente, per dirla con Cicchitto. La prima obiettivamente la vedo molto difficile. Ma per ottimismo diciamo ancora 50 e 50".
Comunque anche in questo caso Briguglio non rinuncia a togliersi un sassolino dalla scarpa, criticando il summit di Palazzo Grazioli.
"Questo modo di procedere - afferma - non è da grande partito democratico occidentale".

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Commenti all'articolo

  • gicchio38

    09 Luglio 2010 - 17:05

    Ha ragione Sig. Presidente BERLUSCONI, ma se non si libera di quei quattro cancri non potrà realizzare le cose che ha promesso agli Italiani. Lo spilungone e il bassetto bocchino non saranno mai sazi di quello che hanno ricevuto e sperano in chi sa quali altri traguardi. TRADITORI. Nessuna pietà per certa gentaglia. E comunque basta considerare la loro origine per capire che quel cancro viene da lontano. Spero con tutto il cuore che si tolgano quella camicia nera e che indossino quella rossa e poi vedranno che bell'affare avranno fatto. Sempre e soltanto con Lei Sig. Presidente BERLUSCONI. Devotamente gicchio38

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  • futuro libero

    07 Luglio 2010 - 15:03

    quanto ti piacerebbe vero? quanto ti piacerebbe vero? quanto ti pacerebbe vero? Bravo sogna, la realtà sarà diversa.

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  • pino&pino

    07 Luglio 2010 - 14:02

    Il PDL ha cercato di unire tutti. Tutti i farabutti.

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  • duce

    07 Luglio 2010 - 13:01

    Berlusconi e Fini sono il sale e il pepe del PDL. I Il PDL per diventare un grande partito ed entrare nella storia di questo nostro paese non deve lasciara l'iniziativa politica alla Lega sulle riforme.

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