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Napolitano: "La Costituzione si può modificare, ma resta lungimirante"

Il presidente della Repubblica sul federalismo: la Carta salda "in modo inscindibile" unità e autonomia

Napolitano: "La Costituzione si può modificare, ma resta lungimirante"
Unità e federalismo non possono essere considerati principi contrastanti.  A ribadirlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in un breve intervento davanti al sindaco e alla giunta di Udine fa appello alla "coesione nazionale", senza la quale "il nostro Paese si perderebbe nel fiume della globalizzazione".

Federalismo - Il capo dello Stato ricorda che è la Costituzione a saldare "in modo inscindibile" in uno stesso articolo l’unità della Nazione italiana e "la promozione delle autonomie". La Carta approvata nel 1947 "rimane un testo altamente lungimirante" e tuttora valido, ma non intangibile: "Si riveda ciò che è necessario rivedere - dice Napolitano - si garantisca il massimo di snellezza e semplificazione nell’articolazione del nostro Stato", fermo restando l’impianto fondamentale del testo. Da parte sua, il presidente della Repubblica mantiene "un profondo impegno nella tutela dei valori costituzionali" ma "più che dire difendere la Costituzione amo dire far vivere la Costituzione".

Crisi economica
- Napolitano, come aveva già fatto ieri da Trieste, è tornato poi sulle difficoltà della crisi economica: "Abbiamo problemi seri, dovuti a una difficoltà dell’economia internazionale" e per questo, ha ribadito, "si devono adottare misure straordinarie per consolidare i bilanci pubblici ed è un’esigenza riconosciuta in tutta l’Europa". L’impegno di ridurre il debito pubblico non può restare inevaso e nessuno può sfuggire a quella che è una "responsabilità collettiva". In questo momento più che mai è necessario sceglierei settori ai quali destinare le risorse e per Napolitano ai primi posti ci sono cultura, formazione e ricerca: "Sono convinto che dobbiamo credere fortemente nelle priorità da accordare a investimenti pubblici, sollecitando al tempo stesso anche quelli privati, nel campo della ricerca e della formazione".

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    16 Luglio 2010 - 18:06

    CIO' CHE DICE DAREBBE A SIGNIFICARE CHE SARA' MOLTO DIFFICILE DARLE QUALCHE AGGIUSTAMENTO ? Signor Presidente, se le cose stanno in questo modo,ci dica perchè Lei parla ?

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  • gicchio38

    16 Luglio 2010 - 10:10

    Povero Presidente della Repubblica. Ma se il suo vecchio compagno d'armi, un certo Dalema, dice che si può fare un governo di larghe intese, ma senza BERLUSCONI. E' inutile che Lei sprechi ancora fiato. Ma BERLUSCONI è Presidente del Consiglio per opera Sua o di dalema??? Dimenticate che il popolo è stato capace di organizzare la "RIVOLUZIONE FRANCESE con le conseguenze che Ella conosce meglio di me. Allora, per favore, fate sapere a baffetto che il popolo non VORRA' MAI LUI A RESPONSABILITA' DI GOVERNO. Ha usurpato il trono al suo capo qualche anno fa, ma poi ha visto che fine ha fatto pure lui. Il popolo ora vuole essere governato da SILVIO BERLUSCONI e ne Lei e ne 1000 dalema ci potrete fare nulla. Dopo di LUI si vedrà.

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  • luigigiggi1962

    15 Luglio 2010 - 16:04

    E’ giunta l'ora che si dedichi un po' al giardinaggio, e lasci il posto a una persona un po’ più giovane e con il cervello più aperto. La costituzione ha sessanta anni, è da rottamare. Come gli oggetti vecchi, si mettono in cantina. Ora è arrivato il suo momento.

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  • luigigiggi1962

    15 Luglio 2010 - 16:04

    il problema sai quale e'? e' che ,nemmeno tu riesci a capirti, figurati un'altra persona.

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