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Scajola: "Non permetterò processi mediatici contro di me"

L'ex ministro nega che i lavori di ristrutturazione delle sue case siano stati pagati con fondi del Sisde

Scajola: "Non permetterò processi mediatici contro di me"
Dopo giorni di silenzio, Claudio Scajola ribadisce la sua totale estraneità alle accuse e illazioni presenti sulle pagine dei giornali. In una nota l'ex ministro dello Sviluppo Economico critica i quotidiani che "oggi in edicola hanno pubblicato degli articoli su fatti riguardanti un’indagine coperta da segreto istruttorio che costituiscono l’ennesimo atto di un gravissimo processo mediatico di cui, ormai da tempo, sono il bersaglio. Voglio precisare - aggiunge - che, ad oggi, non ho ricevuto alcuna contestazione dai predetti magistrati e che, nonostante ciò, ho deciso di dimettermi subito da ministro della Repubblica per rispetto delle istituzioni e per permettere a me stesso di ritrovare la necessaria serenità per rispondere adeguatamente ad un attacco mediatico senza precedenti". Il riferimento è  alle notizie secondo le quali i pm di Perugia avrebbero accertato che i lavori di ristrutturazione nelle sue case sarebbero stati pagati con fondi del Sisde.

Nel comunicato, infine, Scajola assicura:
"Non permetterò processi mediatici contro di me. Ho assunto un atteggiamento di rigoroso silenzio rispetto a quanto illegittimamente pubblicato, sì da non partecipare in alcun modo al processo mediatico in corso. Anche con riferimento alle accuse mossemi sui quotidiani oggi in edicola ritengo, quindi, di dover mantenere il medesimo comportamento. Nelle sedi opportune, se ve ne saranno dimostrerò la mia estraneità alle ipotesi di reato di cui alle costruzioni giornalistiche".

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  • Odescalchi

    15 Luglio 2010 - 19:07

    Non so perchè, non sò com'è, A CASA comunque, tu, chi ti ha dato fiducia e soprattutto la tua coorte, di sostenitori. Noi che abbiamo votato per VOI. abbiamo cspito che il sistema funziona così. Quindi prendete i soldi che ci avete rubato, ed abbiate la dignità di sparire. Paghiamo e paghiamo, basta che sia finita! Un grazie dagli altri esseri umani!

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  • Liberovero

    15 Luglio 2010 - 16:04

    sono pienamnete d'accordo con Lei sul senso civico del popolo tedesco. I politici sono espressione del popolo e quindi si comportano di conseguenza. Un popolo incline alla corruzione esprime più facilmente una classe politica corrotta. In Italia è necessaria una rivoluzione etica che deve partire da ogni individuo e prima di tutti dalla classe dirigente. Se un ministro ruba non è possibile pretendere che un bidello sia onesto. La limitazione dei mandati potrebbe essere una soluzione ma credo che sia più efficace una legge che sancisca l'interdizione perenne dai pubblici uffici per corrotti e corruttori. Se questa legge fosse già in vigore si svuoterebbe metà parlamento e metà governo.

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  • il cantastorie

    15 Luglio 2010 - 15:03

    essendo da sempre un estimatore del popolo tedesco,forse perchè nel mio sangue ne scorre la metà,intendevo dire che il politico tedesco deve per forza di cose usare la massima onestà ed essere integerrimo, perchè lo vuole il popolo sovrano, e questo succede da sempre, e i politici lo sanno, il cancelliereKohl non poteva fare altrimenti. In Germania e in altre nazioni dove la democrazia è una cosa seria,non ci sono i politici di professione come in Italia,e questo sistema in auge da noi il giorno dopo della fondazione della Repubblica,ha dato il via a cercare la raccomandazione per il posto di lavoro,per prendere l'appalto,per mettere al lavoro parenti e amici e chi più ne ha più ne metta. Io credo sig.Liberovero che per sperare di cambiare questo sistema ai nostri giovani dobbiamo far capire che il loro futuro non è seguendo i vari dalema ,bersani rosi bindi casini leoluca orlando cicchitto fini di pietro ecc. due mandati e a casa questa è Democrazia|||

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  • Liberovero

    15 Luglio 2010 - 14:02

    non credo di avere offeso il popolo tedesco citando il caso Kohl, anzi credo di aver rimarcato la differenza, non solo di stile, tra chi è stato il padre della democrazia di quel Paese con i nostri "criccaioli" che appena vengono pizzicati con le mani nel sacco urlano al complotto "comunista". Al nostro Paese non serve una rivoluzione proletaria, ma una rivoluzione liberale che presuppone il risveglio delle coscienze narcotizzate di gran parte del popolo italiano. Chi sventola lo spauracchio "comunista" da 16 anni a questa parte sta facendo gli affari propri mentre l'Italia va in malora.

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