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Voti in Piemonte: il Tar si pronuncia. Le liste erano illegittime

Il Tribunale ha depositato la sentenza che ha disposto il riconteggio dei voti

Voti in Piemonte: il Tar si pronuncia. Le liste erano illegittime
C’è "l’acclarata illegittimità" delle liste di sostegno al Presidente del Piemonte, Roberto Cota. A sostenerlo, nelle motivazioni della sentenza con cui  è stato anche disposto il riconteggio dei voti, è il Tar del Piemonte. Le motivazioni sono state depositate in mattinata.
Vanno quindi "annullati"- dichiara il Tar- i provvedimenti di ammissione delle due liste, emessi dagli uffici elettorali circoscrizionali, e sono quindi da accertare "gli effetti demolitori" che vi potrebbero derivare riguardo la proclamazione del Presidente della regione e la composizione del consiglio regionale.

I voti sono da ricontare- E, già da domani, il via al riconteggio delle schede delle elezioni regionali che riportano i voti espressi alle liste "Insieme per Scanderebech" e "Consumatori". L'operazione, secondo quanto appreso, sarà effettuata nei rispettivi uffici provinciali circoscrizionali di provenienza alla presenza di un rappresentante per ognuno degli schieramenti di sostegno ai candidati: Roberto Cota, eletto poi Presidente della Regione Piemonte, e l’ex Governatore, Mercedes Bresso. Le schede saranno praticamente suddivise in tre gruppi: quelle che contengono il solo voto a una delle due liste dichiarate illegittime, le altre che contengono l’indicazione di voto a una delle due liste ed esplicitamente al Presidente collegato, ossia Cota, e quelle su cui è stato espresso il cosiddetto voto disgiunto, cioè il voto a una delle due liste illegittime, ma all’altro candidato Presidente.

La decisione del Tar- Nelle motivazioni che hanno portato alla decisione finale del Tar si legge che "vanno annullati provvedimenti di ammissione delle liste "Al centro con Scanderebech" e "Consumatori" per "l’acclarata illegittimità dell’ammissione delle due liste controverse con conseguente annullamento in via diretta e immediata dei relativi provvedimenti di ammissione emessi dagli uffici elettorali circoscrizionali. Restano da acclarare - scrive ancora il Tar del Piemonte- quali ulteriori eventuali concreti effetti demolitori possano discendere da quanto fin qui detto riguardo in particolare alla proclamazione degli eletti alla carica presidenziale, nonchè la ripartizione dei seggi in seno al consiglio".

 


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  • jongingiullo

    30 Luglio 2010 - 17:05

    ......è l'unico sistema per alcuni nel manifestare idee anticomuniste. Scendendo nei particolari poi ti accorgi che la storia d'Italia, costoro, la conoscono solo per sentito dire (e solo per bocca di Berlusconi). Sarebbe bene, ogni qualvolta si volesse esprimere un parere, approfondire di persona l'argomento, onde evitare anche ridicoli errori. AD ESEMPIO : Il Cavaliere (e tanti in questo blog) amano dire senza nessun ritegno che il comunismo è il male da combattere. Se questi conoscessero la storia saprebbero che i danni veri in Italia non sono certo stati causati dal comunismo. I DANNI VERI IN ITALIA SONO STATI CREATI NEL VENTENNIO E SUBITO DOPO, DA UN PARTITO LE CUI RADICI SONO ANCORA PRESENTI FRA I BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Casomai si potrà dire che anche il comunismo cercò di contrastare quella disfatta. E dopo la liberazione l'ideologia comunista si è mano a mano diluita, come del resto quella fascista.

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  • Liberovero

    30 Luglio 2010 - 15:03

    realizzando così uno storico strappo con l'allora potenza politica rappresentanta dall'URSS. Strappo che non si è mai più ricucito tanto è vero che l'unico politico italiano rimasto amico dell'ora capo del KGB, un certo Putin, è Silvio Berlusconi. Criticare l'ideolgia comunista è più che lecito, criminalizzare un Partito che ha contribuito alla crescita democratica del Paese e alla tutela delle classi meno abbienti opponendosi senza nessuna riserva sia al terrorismo che alle mafie (mentre in Sicilia veniva massacrato Pio La Torre qualcun'altro trattava con la mafia per avere potere politico ed economico) mi sembra ingiusto ed antistorico. Cordialità.

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  • Liberovero

    30 Luglio 2010 - 15:03

    chi scrive è un liberale di mezza età e come tale da SEMPRE anticomunista ed antifascista (non come un certo Umberto Bossi ex iscritto al PCI). Lei ha tutto il diritto di esprimere le opinioni che ritiene più opportune ma non credo che violentare la storia sia il modo giusto per affrontare un dialogo soprattutto con chi al fanatismo preferisce il ragionamento. In Italia il Partito Comunista ha avuto un ruolo determinante nella nascita della Repubblica e nella crescita della democrazia. Nonostante l'ispirazione marxista-leninista i membri di quel partito sono sempre rimasti fedeli alla Costituzione repubblicana e non hanno MAI tentato di occupare o conquistare il potere con mezzi illegittimi tipo associazioni segrete come la P2 o simili. Durante gli anni di piombo quel partito fece fronte comune con le altre forze democratiche contro il brigatismo pagando anche un tributo di sangue. Quando venne il momento delle scelte Berlinguer scelse l'occidente - continua -

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  • delusodasilvio41

    30 Luglio 2010 - 14:02

    Lei loda Bertinotti e Diliberto; io personalmente ritengo che gli stessi, con l'aggiunta di Ferrero, Giordano, Turigliatto, Rossi e, specialmente, di D'Alema (dimostratosi la quinta colonna berlusconiana, in più occasioni negli ultimi 15 anni) siano corresponsabili del tanto, e tanto a lungo durato, potere dell'attuale Presidente del Consiglio. Certo esistono altre cause principali, derivanti dalla stessa volontà politica degli italiani, ma quei signori sono i colpevoli primi del caos della sinistra che ha favorito i tanti successi elettorali della destra. Quella che lei giudica positivamente come coraggio delle proprie idee, è stata solo testardaggine antistorica e incapacità di comprendere il mutare della mentalità delle stesse classi operaie. Non hanno difeso delle idee ma solamente se stessi e la loro, ormai vacillante, credibilità politica. Sarò un ottocentesco socialista utopistico, ma non hanno fatto il bene del Paese, hanno solo cercato di fare il loro.

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