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I vescovi: "L'Italia è senza classe dirigente"

Nel documento della Settimana Sociale, la Cei denuncia la situazione "drammatica" in cui si trova il Paese

I vescovi: "L'Italia è senza classe dirigente"
All'indomani della frattura tra Fini e Berlusconi, dopo i continui botta e risposta tra finiani e berlusconiani, maggioranza e opposizione, e l'appello stringato del capo dello Stato alla classe politica, sono i vescovi ad analizzare la situazione in cui si trova il Paese.

Un momento drammatico
- Nel documento della prossima "Settimana sociale", promossa dalla Cei a Reggio Calabria, si legge che l'Italia sta attraversano un momento "drammatico". E' un Paese "senza classe dirigente, senza persone che per ruolo politico, imprenditoriale, di cultura, sappiano offrire alla nazione una visione, degli obiettivi condivisi e condivisibili".
Il segretario del comitato organizzatore, Edoardo Patriarca, ha anticipato il contenuto del testo in un'intervista a Radio Vaticana: "L'analisi che abbiamo fatto, lavorando al documento preparatorio è proprio della sensazione di un Paese che sta vivendo un passaggio pesante, in cui però la politica non svolge la funzione che le dovrebbe competere, cioè tentare di dare una visione con obiettivi di medio e lungo termine. Quando parlo di classe dirigente parlo non solo della politica ma anche di tutti quei soggetti, imprenditori, associazionismo. Mancano cioè soggetti che abbiano la capacità di orientare, che si assumano la responsabilità di costruire percorsi nuovi di speranza. Il cardinale Bagnasco ha parlato spesso di questo bisogno di riprendere a crescere, economicamente ma anche moralmente da un punto di vista educativo". Da qui l'esortazione "alla responsabilità per il laicato cattolico", "altrimenti rischiamo davvero non tanto di essere irrilevanti ma di compiere un peccato di omissione verso il bene comune".

Gli appelli di Bagnasco - La posizione dei vescovi non lascia certo stupiti. In più occasioni il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, rivolgendosi ai responsabili della cosa pubblica, ha auspicato l'avvento di una nuova classe dirigente, una nuova leva di politici in grado di risollevare il Paese: "Cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni".

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Commenti all'articolo

  • delusodasilvio41

    02 Agosto 2010 - 21:09

    Concordo, sono liberi di esprimersi, ma non devono imporre con le leggi dello Stato i loro principi e le loro regole. Il ricatto politico, che usano continuamente, non ha nulla a che fare con l'evangelizzazione. Questo per chiarire come la penso.

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  • drjekill

    02 Agosto 2010 - 18:06

    Non vedo treccartismo, piuttosto per criticare , specialmente cose che non ti riguardano, devi essere in posizione di poterlo fare . Com'era la storia della trave e della pagliuzza ? Oltretutto mi sembra sia roba da preti.... La storia della chiesa è storia di guerre, lotte per il potere, disprezzo e violenza per chi dissente, vizi inconfessabili ma ben coperti a cominciare dalle alte sfere nessuno escluso. Il tutto in nome delle verità, la loro . E' ora di finirla.

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  • delusodasilvio41

    02 Agosto 2010 - 16:04

    Scusi, seriamente, si spieghi meglio , sono un pò duro di comprendonio. C'entra il gioco delle tre carte, probabilmente, ma il nesso lo trovo oscuro. Grazie. Saluti.

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  • Liberovero

    02 Agosto 2010 - 16:04

    esprimeva giudizi positivi sul governo ed appoggiava alcune iniziative legislative dello stesso, era buona e giusta, ora che critica la classe dirigente italiana è diventata cattiva. Quando il Papa rinunciò all'intervento alla Sapienza per evitare contestazioni, questo giornale e molti garantisti a targhe alterne sbraitavano contro chi voleva impedire alla Chiesa di esprimere la porpria opinione. Quando il direttore di Avvenire esprimeva le proprie libere opinioni sul nostro premier che di giorno organizzava il Family Day e di notte riceveva escort a Palazzo Grazioli, i paladini della Libertà hanno applaudito alla cacciata di Boffo vittima di un dossier fasullo confezionato da uno dei federali di questo regime informativo ad personam. meditate gente, meditate .

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