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Il Cav: "Alle chiacchiere rispondiamo con i fatti"

Dopo la rottura con Fini il parlamento è in fermento nonostante Berlusconi abbia assicurato che si va avanti così. Tuttavia Cicchitto minaccia le urne: "Indisponibili a farsi cuocere a fuoco lento". Casini fa sapere che non entrerà nell'esecutivo e chiede un governo istituzionale

Il Cav: "Alle chiacchiere rispondiamo con i fatti"
La scomunica di Fini ha aperto le danze della politica. Poco importa che il Cavaliere abbia rassicurato tutti sul prosieguo (“Abbiamo i numeri, andiamo avanti”), ora per i politicanti è il tempo degli intrighi e degli intrallazzi. Alcuni chiedono una verifica parlamentare sulla maggioranza, altri domandano le larghe intese e altri ancora sono rassegnati alle elezioni. “Contro tante chiacchiere” interviene il premier con una nota, il governo ha varato “quattro provvedimenti”. Berlusconi ha già chiarito come la pensa sullo stato di salute dell’esecutivo e ribatte con i fatti. Primo: "E` stata approvata la manovra economica” e insieme “le norme che consentono a chi vuole intraprendere l’attività economica di farlo senza dover ottenere le molteplici autorizzazioni preventive”. Secondo, prosegue il Cav: “il Senato ha approvato anche con il concorso di una parte dell’opposizione, una riforma fondamentale della nostra università". Terzo: "il Governo ha approvato poi un disegno di legge innovativo e liberale in materia cinematografica che permetterà di ridurre l’intervento esclusivo dello Stato". E infine "il governo ha approvato il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore già ieri, che consentirà di diminuire il numero degli incidenti e della mortalità sulle nostre strade".

Ipotesi di voto anticipato - A ogni modo, il governo è a un bivio e le responsabilità stanno fra le mani del nuovo gruppo parlamentare dei finiani. Alla logica
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Né il presidente del Consiglio né il PdL sono disponibili a farsi cuocere a fuoco lento facendosi condizionare di volta in volta su ogni provvedimento. Se così fosse, si dovrebbe tornare subito a votare

del ricatto, di un appoggio esterno non completo, il partito di maggioranza non ci sta: "Né il presidente del Consiglio né il PdL sono disponibili a farsi cuocere a fuoco lento facendosi condizionare di volta in volta su ogni provvedimento". Fabrizio Cicchitto a Sky Tg24 espone l'estremo rimedio: "Se così fosse, si dovrebbe tornare subito a votare".

Un governo istituzionale - L’Udc non entrerà nel governo. Pier Ferdinando Casini esclude colpi di scena. “Sono una persona seria che rispetta gli impegni presi con i miei elettori che mi hanno collocato all’opposizione”, dice il leader Udc in un’intervista al Tg2 eliminando ogni ipotesi di schierarsi con il governo: “Non sono disposto ad entrare né ad aiutare questo governo”. Un governo istituzionale, solo in questo caso Casini tratterebbe un ruolo politico attivo. “Ho chiesto alla luce del sole, nelle cene private come in Parlamento, a Berlusconi di aprire una nuova fase”, spiega il leader dell’Udc, perché “serve all’Italia un governo di responsabilità nazionale” con il compito di affrontare “il capitolo delle grandi riforme”. L’epilogo dello scontro fra Fini e Berlusconi ha creato “questo governo che tira a campare” e all’Udc “non interessa un governicchio di questo tipo”. Casini chiede al premier di fare una riflessione nonostante la maggioranza e le promesse agli elettori: “Quando si arriva con 100 deputati di maggioranza alla contabilità sui numeri, siamo alla frutta”.

Un governo di transizione - Ieri sera, Massimo D’Alema nello stesso telegiornale aveva auspicato un governo finalizzato a varare una nuova legge elettorale. Una ipotesi lontana dall’essere percorribile perché si dovrebbero fare i conti con il partito che ha vinto le elezioni, il PdL, e su questo punto anche il presidente Napolitano sembra aver espresso i suoi dubbi. A ogni modo nemmeno su questo giunge il consenso di Casini: “Potrebbe anche andare bene, ma io penso che il nuovo governo debba però affrontare anche scelte impopolari”. Il messaggio è chiaro: se l’Udc si siede a trattare lo fa alla sola condizione di incassare un governo istituzionale. “Non m’interessano fidanzamenti”, ripete Casini ai cronisti di Montecitorio, e sui suoi deputati assicura: “Noi siamo blindati e nel caso sono gli altri che vengono a farsi vivi da noi”.


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Commenti all'articolo

  • angelo.Mandara

    03 Agosto 2010 - 14:02

    Con le prime politiche di G. Fini, ero rimasto come affascinato dal suo ricorrente slogan della "onestà intellettuale", con il quale faceva presa rapida sulle masse elettorali...da qualche tempo, però, pur nel suo continuo essere presente nella politica attiva (anche, anomalmente, come Presidente della Camera) e ad essere al centro di continui "bisticci" che lo contrappongono al Presidente del Consiglio...si è persa la memoria di questo etico slogan che tutta la politica dovrebbe seguire e rispettare. Queste dannose beghe personali continuano a rimandare la soluzione dei tanti problemi che gravano sull'Italia, dando di tutti i litiganti una deleteria impressione.La CEI, inoltre sembra cogliere nel segno quando sostiene che mancano le classi dirigenti (e vadano pure a dimezzarsi anche i Parlamentari). Gli elettori, così, continueranno a diminuire, con grave rischio di credibilità per la nostra "civiltà e democrazia". Dopo aver "sfasciato" a destra, con le varie rotture, Fini, riesce così a spaccare anche questa maggioranza di centro (...che diamine, anche un minimo di ideologia !!)...e dopo Rutelli, anche l'ex partner di S. Berlusconi va a sommarsi ed a ricomporre la vecchia e frantumata galassia partitica (Grillo compreso). Che delusione, che noia !!! Saluti. Angelo Mandara

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  • delusodasilvio41

    02 Agosto 2010 - 18:06

    Vediamo chi riderà per ultimo!! Tante tante parole ben messe ed, apparentemente convincenti, ma fuori dalla realtà storica, solo paranoia. Sia meno prolisso e si rilegga meglio la storia italiana del 20° e 21° secolo. Scusi la franchezza. Saluti.

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  • umberto.barcelona

    02 Agosto 2010 - 16:04

    La inadeguatezza culturale di D´Alema compagni, il loro vuoto e retorico antifascismo insieme a quello di molta mediocre intellettualitá in Italia sono alla facile portata di chiunque comprenda che il non aver mai condotto costoro una severa revisione della menzogna comunista ha lasciato la intera sinistra tuttavia “massa” irresponsabile, priva di identitá in balia del pregiudizio, del conformismo e della stupiditá, facile preda del primo e piú volgare autoritarismo. É cosi che si comprende la agile guida dall´esterno condotta in piú di venti anni da Di Pietro e ora il farsi avanti di Fini per il succulento piatto di potere a disposizione. Con molta presunzione e arroganza si sentivano superiori a Blair ma la veritá é che piú tempo passa e piú ci sará da ridere! Il vuoto della “massa” si deve riempire di responsabilizzazione della persona anche se questo principio per antichi e falsi pregiudizi non piaccia. Il vuoto non puó essere lasciato a se stesso, si riempie di fascismo.

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  • umberto.barcelona

    02 Agosto 2010 - 16:04

    Superficialitá… Conformismo… Irresponsabilitá... Negazione del Pensiero... Censura... Controllo delle Libertá Individuali… Dittatura della stupiditá e di chi piú alza la voce... Legalizzazione della violenza....Sono le linee "culturali" che vanno per la maggiore oggi in Italia ! ………….Vogliamo dargli un vecchio nome?....... “Recuperare” la fiducia e il prestigio della magistratura ?..... Non ci puó essere nessun “recupero” di fiducia e prestigio della magistratura senza la valorizzazione della responsabilitá individuale al suo interno, principio che qui attualmente brilla (acceca?) per la sua completa assenza.

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