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Bocchino: "Cambiare i coordinatori". Replica Pdl: "Non si danno consigli in casa d'altri"

Il capogruppo dei finiani chiede le dimissioni di La Russa, Bondi e Verdini per riallacciare i rapporti. "Bene Berlusconi sui 4 punti"

Bocchino: "Cambiare i coordinatori". Replica Pdl: "Non si danno consigli in casa d'altri"
La rottura Berlusconi-Fini per Italo Bocchino non è definitiva. Per ricucire si deve ripartire dall’ultima proposta del presidente della Camera: il riassetto completo del partito, che “renderebbe più facile il dialogo con Futuro e Libertà, dice Bocchino, anche se “non sappiamo se Berlusconi riuscirà a far dimettere Verdini, La Russa e Bondi”. Il capogruppo dei finiani si chiede se “i colonnelli e i falchi consentiranno al premier questa bella mossa”.

Sullo scenario politico, Bocchino assicura che Fli non si alleerà con la sinistra e giudica “estremamente positivo” il fatto che il governo si presenti “al parlamento per chiedere la fiducia su un programma per la seconda metà della legislatura” perché è una mossa che “va incontro, seppur tardivamente, alla richiesta di Gianfranco Fini”. Sui quattro punti che Berlusconi intende enunciare agli onorevoli è pronta a convergere la compagine finiana “perché fanno parte di quel patto elettorale” stipulato con gli italiani

Replica Pdl: provocazioni – Non va giù in via dell’Umiltà che qualcuno esterno si intrometta sui fatti interni del partito. Uno dei tre coordinatori, Sandro Bondi, attacca: «Ciò che solitamente afferma Bocchino ha il sapore della provocazione, come conferma anche la sua ultima dichiarazione. Ho comunque sempre pensato e detto che se la mia persona fosse stata d’ostacolo ad una ricomposizione mi sarei immediatamente fatto da parte, così come gli altri coordinatori hanno più volte dichiarato. Del resto la nomina di Bocchino a capogruppo di Fli non può certamente essere letta come la volontà di instaurare un clima sereno di confronto. Per tutto ciò non sarò certamente io a frappormi, così come gli amici Verdini e La Russa, ad un ulteriore rinnovamento del partito quando sarà il momento».

Anche Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen, non risparmia accuse al finiano di ferro: «Incredibili le dichiarazioni di Bocchino che suggerisce in modo perfido ulteriori 'mozioni di sfiducia' nei confronti di politici di un partito al quale lui non appartiene più». Sulla stessa linea d’odnda il commento del vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli: «Non so se Bocchino se n’è accorto, altrimenti glielo diciamo noi, ma lui sta dando suggerimenti in casa d’altri. Cosa che non solo non è apprezzata, ma che rischia di approfondire il solco tra il Pdl e il nuovo gruppo finiano».

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Commenti all'articolo

  • biancofiore

    02 Aprile 2011 - 08:08

    Se Berlusconi dovesse fare una cosa del genere, beh! non so quanti degli italiani rimarrebbero più con lui; io sarei il primo.

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  • LuigiFassone

    09 Agosto 2010 - 23:11

    Questo qui,come si chiama,Bocchino,mica si sarà montato la testa (si perita di "dare ordini"...) come facevano le antiche massaie quando giravano le uova per far la maionese ?

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  • alduzzo

    09 Agosto 2010 - 23:11

    La scomunica di Berlusconi non e' stata affatto una sorpresa, tanto e' vero che e' stato immediatamente formato un nuovo movimento. Non c'e' da recriminare per la dura presa di posizione di Berlusconi, perche' troppi episodi hanno confermato che il target dei Finiani e' soltanto l'abbattimento di Berlusconi e la conquista dell'eredita' PDL. Ma Fini si illudedo grosso , ormai nel PDL, se anche scomparisse il Premier, nessuno gli lascerebbe lo scettro, ne lo vorrebbe al fianco. E quello che e' peggio e' che si e' fatto cosi' male Fini, con il suo comportamento, che se anche volesse partecipare a un "Governo di coalizione", potrebbe al massimo, essere "il secondo", perche' Casini, D'Alema e neppure Di Pietro lo vorrebbero come Premier. E come puoi fidarti, dopo quello che e' successo ?

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  • forrest46

    09 Agosto 2010 - 16:04

    La diaspora rappresenta un 14% quindi non può essere non considerata. Dato per scontato che l'elettorato PDL guarda a Berlusconi (infatti chi era e chi è Verdini?, chi era e chi è Bondi?), occorre prendere atto che dei comprimari ce ne sono tanti altri. Meglio dunque sceglierli fra quelli che hanno dimostrato buone doti amministrative e relazionali, senza esporsi in congreghe quanto meno sospettabili . Infatti gli elettori VOGLIONO (non desiderano) RISOLUTEZZA PROATTIVITA' E TRASPARENZA NELL'AZIONE DI GOVERNO RISERVATEZZA NEI COMPORTAMENTI PRIVATI. Allora azzeriamo il coordinamento nazionale e nominiamo FRATTINI GELMINI E MANTOVANO Diamo loro incarico di nominare entro 7 gg una coppia di coordinatori per regione I coordinatori regionali hanno 30 gg per nominare una coppia di coordinatori per ogni comune di oltre 20.000 abitanti (basta con le province!!: è un bel messaggio). Infine si redige una regolamento di funzionalità per questo snello apparato

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