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Anche l'Economist boccia gli accordi con Gheddafi sull'immigrazione

Riprendendo il monito della Caritas, il settimanale inglese rilancia il tema. "Inutile il patto con la Libia. I flussi sono via terra"

Anche l'Economist boccia gli accordi con Gheddafi sull'immigrazione
Dopo le notizie provenienti da Linosa sugli sbarchi di immigrati e il monito della Caritas, anche l’Economist evidenzia i limiti delle politiche nazionali sull'immigrazione clandestina e gli accordi con la Libia.
Nel numero in edicola da domani, nella rubrica "Charlemagne" (dedicata questa settimana ai problemi dell’immigrazione in Europa), il settimanale britannico offre dei numeri e delle indicazioni che certificano come i flussi migratori non si siano fermati, ma abbiano nella migliore delle ipotesi cambiato modalità.
"Non è vero che l’invasione è stata fermata – scrive l’Economist –. Come la Caritas ha fatto notare questa settimana, anche nel 2008, quando gli attraversamenti del Mediterraneo erano al loro massimo, gli ingressi in Italia via mare erano comunque solo un quinto del totale stimato e la metà di questi godevano del titolo di rifugiato politico".
In sostanza l’Economist fa notare come il fenomeno dell’immigrazione clandestina via mare sia solo una piccola parte del flusso e che, di conseguenza, gli accordi con la Libia non possano in alcun modo risolvere la questione.
Insomma, per quanto lo stesso Economist testimoni un miglioramento degli sbarchi via mare ad agosto ("Non vi siano sbarchi di migliaia di africani e asiatici disidratati sulle spiagge delle Canarie, del sud della Spagna, della Sicilia e di altre isole italiane"), il fenomeno dell’immigrazione clandestina non trova una soluzione in Europa.
"La realtà – secondo il settimanale – suggerisce che, in risposta all’accordo tra Gheddafi e Berlusconi, quanti in passato tentavano di entrare in Italia, stanno ora trovando più a est il loro ingresso in Europa, prediligendo la modalità via terra invece che per mare".

Appello alla UE - Più che un attacco alla Lega e al governo italiano, però, il messaggio che emerge è che nessuno Stato nazionale possa adottare misure efficaci per dominare i flussi migratori. Proprio per la natura degli ingressi testimoniati dall’articolo, l’unica possibilità è un dispositivo normativo uniforme per ogni stato continentale: ma, considerata la scarsa influenza politica dell’Unione Europea, questo scenario sembra utopistico.

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Commenti all'articolo

  • Odescalchi

    15 Febbraio 2011 - 13:01

    Viste e considerate le critiche, una proposta: l'inghilterra ha vissuto per secoli e sfruttato le sue colonie. Tempi d'oro e passati. In Inghilterra esistono vastissime aree incoltivate, semideserte da bonificare e coltivare, cetrioli inclusi. La proposta: raccogliamo questi disperati, li imbarchiamo su una loro nave da crociera,li mandiamo agli Inglesi ( Gli Scozzesi li respingerebbero) che sicuramente li accoglieranno con affetto e simpatia e daranno loro una casa ed un lavoro. Facile criticare dietro una pinta di birra!!

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  • alex333al

    09 Febbraio 2011 - 21:09

    l'intransigenza dev'essere la parola d'ordine sull'immigrazione clandestile.

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  • castalia

    18 Agosto 2010 - 13:01

    Quando prodi era presidente della comunità europea si è allargata la comunità europea alla romania ed a altri paesi. Prodi ha dichiarato poco prima della morte della sig.ra uccisa da un rom a Roma "porte aperte a tutti" . Dopo queste dichiarazioni e l'osservazione dei comportamenti delle sxe verso l'immigrazione gli italiani hanno capito che la sx difende ciò che è indifendibile basta che sia immigrato o rom non si guarda all'efferatezza dei loro delitti, è lo status a garantire l'attenuante come un tempo essere un drogato era un attenuante. Non ci si può fidare assolutamente di quanto dicono le sxe e i politici che guardano a loro

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  • castalia

    18 Agosto 2010 - 13:01

    E' vero che l'immigrazione clandestina via mare è stata fermata e che gli accordi con gheddafi funzionano ed è grazie a questi accordi che il ministro degli interni può concentrarsi su quelli via terra, ma troppi sono i paletti che sx, chiesa e associazioni pongono poichè per stanare i clandestini occorrerebbero le denunce dei sanitari e delle scuole, ma questo in nome di principi che non tengono conto della sicurezza delo stato e dei suoi cittadini non si possono fare, anzi tappeti rossi e servizi sociali a go go per gli extracomunitari clandestini e i loro figli. Per questo forse L'Economist dovrebbe guardare alla nostra realtà e fare i confronti prima di giudicare il nostro governo. Da noi si può ricorrere per tutto al tar e niente è certo. Vedi la ns costituzione circa la sovranità popolare, interpretazione di comodo delle opposizioni per andare al potere e così per ogni cosa per cui c'è uno stallo continuo dal quale non si esce e che fa comodo a chi vuole che tutto rimanga così

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