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Fini si è già dimesso

Mantiene il posto ma nel 2010 ha guidato le sedute della Camera solo per 45 ore, meno di 7 ore al mese. Che lavoro fa veramente?

Fini si è già dimesso
Gianfranco Fini, di fatto, ricopre la carica di presidente della Camera a titolo onorifico perché a Montecitorio, a presiedere i lavori, va con estrema parsimonia. D’altra parte avrà altro da fare: per esempio, dirigere un partito, il suo partito nuovo di zecca.  I numeri non possono essere smentiti, sono pubblici e ufficiali, e a volerli online, per la trasparenza, è stato proprio Fini. E emerge che il presidente è un assenteista.  101 sedute nel 2010, per un totale di 527 ore e 47 minuti. L’ex leader di An ha presieduto a un terzo delle riunioni (34) per un totale di 45 ore seduto sulla poltrona che non vuole lasciare per nessun motivo, anche se ha perso l’appoggio della maggioranza che lo ha eletto. Le cifre sono eloquenti. Fini assolve le sue funzioni meno di 7 ore al mese, e meno di 6 se si considera anche agosto, quando i deputati godono del riposo. In pratica lavora in un mese come un impiegato in una giornata lavorativa. Lavoro ridotto, ma busta paga completa e ben più cospicua dei normali lavoratori.

Anche in questo caso, Fini predica bene ma razzola male. Ha preteso – giustamente! – la censura dei cosiddetti “pianisti”, quelli che votavano per il collega assente, definendo la pratica “immorale” ed eliminandola introducendo un sistema di votazione con le impronte digitali. Ma per lui, tutto questo non vale. E sempre guardando i numeri, da quando è presidente della Camera, dal 2008, questo è l’anno in cui Fini ha totalizzato la percentuale minore di presenze. Non che prima fosse uno stakanovista: nel 2008,  il 70%, nel 2009, un po’ meno del 50%. Nell’ultimo anno, però, il presidente ha trovato poco tempo da dedicare alla sua mansione principale.

Avrà altro da fare. I maligni diranno che fra i suoi impegni ci sono le ricerche immobiliari. Esagerano. Fini, le case, non perde tempo a cercarle, se le ritrova in eredità.

Intanto ieri, in occasione della visita alla salma di Francesco Cossiga, Gianfranco Fini ha avuto un contatto con Gianni Letta, al quale ha chiesto una tregua. Leggi l'articolo di Tommaso Montesano qui.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    31 Marzo 2011 - 13:01

    Al pari di Berlusconi sul quale il giudizio della moglie é il piu' esatto: 'è malato' Lascerà solo macerie di cui conosciamo già le cifre.

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  • kodheli

    23 Agosto 2010 - 16:04

    chi prima in mis , poi in an, poi in pdl ha seguito questo astuto tortellino surgelato, come soprannominato da me, sa che non ha mai fATTO NULLA SE NON CIAcolare..... noi tutti a fare campagne elettorali e a creargli una leadreship che altrimenti non avrebbe di suo e lui......

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  • paola leonardi

    20 Agosto 2010 - 16:04

    poverino lasciatelo in pace, dategli una tragua. Elisabettuccia lo sta prosciugando, per tenerselo buono stà facendo gli strAORDINARI SOTTO LE LENZUOLA, il viagra è finito, la suocerina è troppo invadente, il cognatino vuole un'altra macchina: e che cavolo!! provate voi al posto suo. deve anche saper recitare la parte dell'onesto ma il copione è logorato ... non ricorda più le battute, la sua mente è offuscata ... bocchino, bocchino ...( quello in carne ed ossa): dove sarà?; dell'altro ne ha abbastanza lo ha già messo nei guai. che effetto farà prendere gli scarti di Gaucci? riguardate il video di striscia e riflettete sullo spessore dell'avvocato elisabetta tulliani. non parla neanche l'italiano. che donna !!! tutta testa!!!

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  • titaoit

    20 Agosto 2010 - 01:01

    Se questo scritto avesse un colore sarebbe di color marrone. Sn sicuro che verrò eliminato e questo form nn vedrà la luce così come gli altri.. Ma egregio direttore Lei rappresenta un giornale fazioso e reazionario.. L'ansia che dimostrate per mandar via Fini dà la misura di quanto siate controllati.. Ecco perchè sn assolutamente anti berlusconiano. Naturalmente caro direttore arriverà il giorno in cui tutti i nodi.. la ringrazio

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