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Berlusconi: "Fiducia o voto a dicembre"

Conferenza stampa del premier che espone il programma in 5 punti con l'aggiunta sulla sicurezza e l'immigrazione clandestina. Esordio sul possibile ribaltone: "La sovranità è del popolo, intollerabile un governo di sconfitti". L'incognita dei finiani, ma Bocchino assicura: "Voteremo la mozione"

Berlusconi: "Fiducia o voto a dicembre"
6 ore di vertice generale per stabilire la strategia del Pdl. Dalla riunione ne esce un documento di 10 pagine reso noto in conferenza stampa da Berlusconi sull’azione di governo con annesso "mandato ai presidenti dei gruppi di preparare nei dettagli la mozione parlamentare da presentare al voto delle due camere" per verificare in parlamento se la maggioranza c'è ancora.  In ogni caso, non ci saranno altre mediazioni, spiega il premier: "Non accetteremo che su questi punti del programma ci possano essere trattative come quelle che ci sono state in passato". E Berlusconi dichiara che "non ci sono alternative" alle urne nel caso in cui non ci sia più la fiducia al governo eletto dal popolo. Con la certezza di raccogliere "oltre il 50%" se l'ipotesi di elezioni anticipate diventasse realtà. Tutto ora dipende dai finiani.

Il testo - Nell’introduzione il richiamo alla sovranità del popolo per ribadire che in Italia non può governare chi è uscito dalla perdente dalle elezioni e un attacco alla magistratura militante. Da queste premesse, il programma su cui si baserà l’azione di governo nei prossimi tre anni: ai quattro punti annunciati nei giorni scorsi si aggiunge la sicurezza. Innanzitutto, il federalismo fiscale, descritto dettagliatamente. Al secondo punto il fisco con il progetto di ridurre la pressione sulle aziende e sulle famiglie. Punto terzo: il mezzogiorno. Al quarto punto, la riforma della giustizia, il punto critico sul rapporto con i finiani. Al  punto 5 la sicurezza e la lotta all'immigrazione clandestina.

1. Federalismo fiscale
- Berlusconi ha illustrato i passaggi legislativi per terminare l'iter del federalismo.

2. Fisco
- L'obiettivo principale del governo nell'ambito fiscale è quello di ridurre nei prossimi anni la pressione sulle famiglie e sulle aziende attraverso dei provvedimenti mirati a sgravare i nuclei familiari più ampi e ad alleggerire le imposte sulle attività produttive.

3. Mezzogiorno - Un progetto complessivo di ammodernamento generale per il Sud, già iniziato con alcune azioni sullo sviluppo delle vie di comunicazione, come le autostrade.

4. Giustizia -
Nel programma della maggioranza sulla giustizia rientra una riforma "anche per via costituzionale della disciplina dei magistrati e un intervento sul Csm con una riforma costituzionale in modo da avere due organismi separati per la magistratura”. Lo dice il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa leggendo il documento approvato dal vertice del Pdl.

"Sulle intercettazioni ritorneremo. Oggi abbiamo appena esaminato il problema, poi abbiamo deciso di destinarlo ad altra data, ma con questa legge il problema delle intercettazioni non si risolve affatto". Silvio Berlusconi, dunque, non ha accantonato la legge sulle intercettazioni che ha fatto levare polemiche con esponenti del gruppo di Futuro e Libertà.

5. Sicurezza e immigrazione -
Snodo importante per l'Esecutivo quello della sicurezza e la lotta alla criminalità organizzata. Sul tema dell’immigrazione il governo intende proseguire con la politica dei respingimenti.

Nessuna campagna acquisti - "Noi non dobbiamo conquistare nessuno. Leggo che ci sono state delle pressioni, delle telefonate, nei confronti degli esponenti di Futuro e Libertà". Alle domande sui finiani il Cav non risponde: "Oggi non ne voglio parlare". In più assicura di non aver mai appoggiato la campagna de il Giornale sulla casa a Montecarlo del presidente della Camera.

Il sì dei finiani - "Per noi non c'è nessun elemento di novità o di sorpresa, anzi, ci sembra un documento lapalissiano per quanto ci riguarda, in quanto facciamo parte di questa maggioranza e intendiamo restarci". Il capogruppo finiano alla Camera, Italo Bocchino, commenta a caldo con l’Agi il documento programmatico uscito dal vertice del Pdl assicurando l'appoggio all'azione di governo e spiegando che "per l'80% i punti danno ragione a Fini".

Il vertice -
Questa mattina, arrivato a Palazzo Grazioli, dopo essere rientrato dalla Sardegna, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non si era sbilanciato in merito alla durata e all'esito del vertice, convocato a partire dall’ora di pranzo. Il Cavaliere ha ironizzato: "Con i politici non si può mai sapere". Sarà rilanciata in quattro punti l'azione del Governo: giustizia, fisco, federalismo e Mezzogiorno. "Dobbiamo agire per far proseguire l’azione di Governo: servono coerenza e concretezza" ha dichiarato il capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che ha precisato: "Vogliamo attuare il programma di Governo. Esistono, infatti, provvedimenti già all’attenzione delle Camere e alcuni già approvati da un ramo del parlamento. Mi auguro che tutti siano coerenti con il programma e il mandato elettorale". Gasparri si è anche detto ottimista sull'esito del vertice. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ha spiegato che l’obiettivo primario dell’incontro di oggi è quello di mettere a punto "una posizione che Berlusconi porterà in parlamento e una chiarificazione politica che ci dirà se c’è una maggioranza o se si va al voto sulla base della legge elettorale che ha investito Berlusconi con il voto degli italiani".

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  • Onesto56

    22 Agosto 2010 - 14:02

    Qualcuno di DX puo' commentare il punto 2? La riduzione delle tasse come BERLUSCA vi aveva promesso ritenete sia stata fatta o no! ; COSA significa "nei prossimi tre anni ridurremo la pressione fiscale"; non leggo :CONTINUEREMO A RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE, presupponendo che qualcosa sia stato fatto, ma RIDURREMO! Significando con cio', ma non vi era alcun dubbio, che ANCORA NON E' STATO FATTO UN C@@@O DI NIENTE!!! E MAI LO SI FARA' . Siete dei BOCCALONI (PESCI) che abboccate a un esca con niente accanto! Il VERME da infilare nell'amo ci sarebbe anche,ma sta' ben nascosto nel terreno di una villa in Sardegna!. Non perdetevi ,per non rispondere,in BOCCHINI ,Finiani,traditori,Montecarlo,case ,Tulliani; TUTTE CAGATE che alla fine non conteranno niente! Rimanete in tema, PARLATE DI FATTI CONCRETI !! perche' solo questi contano!

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  • wwalterand2003

    22 Agosto 2010 - 05:05

    Scusa direttore se ti faccio una domanda,( ma quando finisce il mandato del presidente della repubblica Napolitano?????) ora se si dichiarasse finita la legislatura di governoi, Napolitano non ci manderebbe alle urne ma creerebbe un governo tecnico vedi le sue parole CHE MI CHIEDANO L?IMPICIMENT, personalmenete non ho fiducia di un vecchio comunista,messo presidente dai comunisti farebbe di tutto per non andare al voto, sarebbe capace di fare un governo tipo governo prodi,,, ma quando FINISCE IL SUO MANDATO ????? solo allora si potrebbe tornare alle urne,spero anche che all'apertura delle camere si chieda la messa in accusa dell'affarista,mangia rifiuti,si mangia rifiuti( si stà ancora mangiando la Tulliani )dopo che per 10 anni se l'è Spapuzzata il vecchio ma simpatico e straricco Gaucci, la grande strafi** almeno Lei ci marciava e ci mangiave, ma Fini???? ha fatto solo la figura di quello che è, un mangia Avanzi,un'arivista un FALLITO, ciao a tutti Walter

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  • gmarcosig335

    21 Agosto 2010 - 19:07

    Ma si si vada subito al voto e non ci si fidi dei finini. Andando subito al voto si otterrebbero due importanti risultati: Il primo a casa i finini ex AN e filo cattocomunisti, il secondo un'altra salassata alla sinistra ed a chi ha dimostrato di non sapere governare neanche un comune di 500 abitanti. Poi ve lo immaginate il marino43 e gli altri afectionados antiB che sforzo dovranno fare per ingoiare quest'altro magone gigante? Si vada al voto presto!

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  • uffa

    21 Agosto 2010 - 16:04

    La scelta tra andare alle urne o di un governo di larghe intese è solo una questione di responsabilità politica che il capo dello stato, se necesssrio, vaglierà e deciderà da "buon padre di famiglia". Se si andrà di nuovo alle urne, almeno sarà chiaro che chi voterà Berlusconi non lo farà perchè è stato bravo a governare, in quanto ha dimostrato ampiamente il contrario. E' una questione di fede.

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