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Bersani retrò: si torna a invocare l'Ulivo

In una lettera a "Repubblica", il segretario Pd ripropone quelle larghe intese che nel 2008 fecero naufragare il Governo Prodi

Bersani retrò: si torna a invocare l'Ulivo
Berlusconi dice di no alla vecchia politica, rinunciando a improbabili alleanze destinate più a dividere che a unire? Pierluigi Bersani, a quanto pare, prende la strada opposta, ributtandosi a bomba in una politica di larghe intese che, solo due anni fa, aveva finito con il logorare tutto il mondo di sinistra.
Il segretario dei democratici, infatti, con una lettera a "Repubblica" è tornato a invocare un grande patto a sinistra in grado di creare una "piattaforma che rafforzi il grande campo del centrosinistra fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione, volta a una progressiva semplificazione politica e organizzativa".
Addio al voto utile (per dirla alla Veltroni), addio al progetto di un partito più unitario e con un’identità più definita. Si torna tutti sotto l’Ulivo con l’antico obiettivo di battere Silvio Berlusconi.

Bersani – "Occorre l’impegno univoco di tutte le forze progressiste. Il consenso per il Cavaliere è ancora largo, ma il rapporto tra promesse e realtà è sempre più labile. Attualmente ci si vuole trascinare a un sistema dove il consenso viene prima delle regole e cioè delle forme e dei limiti della Costituzione; dove si limita l’indipendenza della Magistratura; dove il Parlamento viene composto da nominati; dove il Governo ha il diritto all’impunità e a una informazione asservita e favorevole; dove si annebbiano i confini fra interesse pubblico e privato. Contro questa tendenza, tocca al Pd innanzitutto, come maggiore forza dell’opposizione, indicare una strada".

Percorso a due tappe – La strada di cui parla Bersani consiste in un fasi distinte: prima dell’eventuale ritorno alle urne, una fase di transizione per ridiscutere le regole del gioco politico. Ma il segretario del Pd difende questa sua volontà di larghe intese.
"Rendendoci disponibili oggi ad un governo di transizione non cerchiamo né scorciatoie né ribaltoni. È l'esclusione in via di principio di questa ipotesi, il vero strappo costituzionale. Noi in questa fase proporremmo un’alleanza democratica per una legislatura costituente. Un’alleanza capace finalmente di sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere. Sto parlando di una alleanza che può assumere, nell’emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio, o che invece può assumere forme più articolate di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco".
Ma è la seconda parte del piano politico che farà discutere: la rinascita dell’Ulivo, o Ulivone, visto che Bersani invita tutti sotto le fronde del nuovo (?) soggetto politico.
La proposta politica, spiega, "potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo che in un contesto politico normale avrebbero un’altra collocazione; una proposta che dovrebbe rivolgersi ad energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale. Per dare l’impulso decisivo a questo cruciale passaggio occorre l’impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste".
Tutti insieme sotto il segno dell’antiberlusconismo, già a partire dal prossimo autunno, quando il Pd organizzerà "una grande campagna di mobilitazione sui temi sociali e della democrazia. È giunto il tempo di suonare le nostre campane".

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Commenti all'articolo

  • aquila azzurra

    02 Settembre 2010 - 16:04

    68ttina può vantarsi di aver strappato l'educazione dal vocabolario italiano inneggiando a libertà di espressione , di costumi, e quanto altro potesse essere d'ingombro alla sua devastante avanzata quale forza di rottura di tutto senza proporre mai disegni di ricostruzione di un modello di vita in schemi di educazione e di rispetto verso gli altri e verso le istituzioni. Il nuovo segretario pd erede legittimo della vecchia nomenclatura rossa, famoso per lenzuolate di niente, al suo avvento ha introdotto il turpiloquio quale forma di espressione diretta a quegli stupidi italioti rei di aver votato in massa contro la barbarie rossa. Le colorite espressioni quali il berlusconismo conduce nella fogna o la gelmini rompe i cog....sta alla base di una prossima e gustosa campagna elettorale insieme al rilancio dell'ulivo dell'armata brancaleone. Felicissimi per la performance del pd ed ancora più convinti delle loro scelte, gli italiani ringraziano.

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  • Tannino

    01 Settembre 2010 - 09:09

    In assenza di idee valide di programma, l'ammucchiata aiuta. Poi quando il programma è mandar via Berlusconi, tutti sono d'accordissimo. Avanti popolo, che siete fortissimi e convincentissimi. Quasi quasi avete convinto anche me!

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  • stagnino

    31 Agosto 2010 - 20:08

    Governi impastati, come l´impasto dei maiali , NON NE VOGLIAMO PIÙ!!!!!!!!!!!!

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  • franziscus

    29 Agosto 2010 - 19:07

    me li vedo già tutti assieme quei fossili della prima repubblica intenti a dividersi poltrone e scambi di favori, poi quando avranno arraffato l' arraffabile il governo andrà a remengo e rimarranno i debiti e i danni che noi dovremo ripagare.

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