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L'Anm contro Alfano. "Processo breve perdita di tempo"

L'associazione Magistrati boccia il ddl. Ma le maggiori risorse promesse dal ministro convincono anche i finiani moderati

L'Anm contro Alfano. "Processo breve perdita di tempo"
Processo breve sì, processo breve no. Processo breve prioritario per l’Italia per evitare le sanzioni Ue, processo breve prioritario per togliere il Premier dai guai.
Non si placa la polemica su una delle più contestate proposte di legge avanzate da questo esecutivo e che, dopo il semaforo verde incassato al Senato 8 mesi fa, è pronto a fare il suo ingresso alla Camera.
Superando le dichiarazioni di facciata dei vari componenti del Pdl che si limitavano a definire prioritaria la questione, oggi il Guardasigilli Angelino Alfano è entrato nel merito della questione, rilasciando un’intervista al Corriere della Sera.
"Non si tratta di un processo breve, così come è stato ribattezzato, ma di un processo certo, o ragionevole durata del processo", ossia un procedimento giudiziario, con tempi certi di svolgimento, dei vari gradi di giudizio, per superare solo nei casi più gravi i sei anni standard e normalizzare una situazione italiana che non ha pari nel resto d’Europa.
Per far correre di più la macchina giustizia, tuttavia, serve anche un nuovo motore. Ed ecco appunto gli investimenti straordinari promessi da Alfano.
"Noi siamo pronti a investimenti straordinari nel sistema giustizia per adeguare la macchina alle nuove esigenze del processo breve. A tal proposito siamo pronti a incontrare anche subito i magistrati dei principali uffici giudiziari per concordare le scelte organizzative più efficaci".
Incontri che dovrebbero iniziare contemporaneamente alla discussione in Parlamento del pacchetto giustizia, ossia il nodo che più di ogni altro rischia di far perdere la maggioranza politica al terzo Governo Berlusconi.

L’Anm boccia l’iniziativa – "E' grave e non più tollerabile che in un momento nel quale la giustizia è al collasso e si verificano allarmanti episodi di violenza e minacce si continui a perdere tempo con disegni di legge come quello sul processo breve che nulla ha a che vedere con l’esigenza di affrontare le vere priorità del sistema giustizia e con l’urgenza di contrastare più efficacemente la criminalità organizzata – ha affermato in una nota il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara –. "Il governo non può non farsi carico delle reali emergenze che oggi sono rappresentate dalla corruzione, dalla criminalità organizzata, dalla situazione carceraria, dalla carenza di mezzi e risorse, dalla necessità di informatizzare e snellire le procedure. L’Anm, che rappresenta la quasi totalità dei magistrati italiani, piaccia o non piaccia al ministro Alfano, è stata, è e sarà interlocutor
e ineludibile di ogni governo e, nell’interesse di tutti i cittadini, continuerà a formulare proposte serie, concrete e precise".

Idv con l’Anm, Fli possibilisti – La dura presa di posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati è sposata al 100% dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Invece dai finiani arriva un’inaspettata apertura.
Silvano Moffa, uno dei finiani moderati, ha spiegato a “Il Giornale” come Futuro e Libertà non bocci a prescindere la proposta del Governo sul Processo breve.
"La questione fondamentale è che la Corte dei diritti dell’uomo ha condannato ripetutamente il nostro Paese per i processi lumaca. Ma bisogna creare le condizioni perché i processi si possano fare, quindi ben vengano gli investimenti straordinari promessi dal ministro. Se così non fosse, si rischierebbe di incorrere nello spacchettamento dei provvedimenti: il processo breve sciolto dal resto verrebbe percepito come una legge ad personam".

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    02 Settembre 2010 - 13:01

    Una opinione e soggettiva, i dati invece sono oggettivi, quindi inconfutabili.Dicendo che esistono le toghe nere , implicitamente lei riconosce che la magistratura è politicizzata.Quindi se affermo che ci sono le toghe rosse, lei sostanzialmente mi da ragione.E se la politica si è impregnata nella magistratura, è lecito pensare che questi , si possano muovere contro l'avversario politico.Quindi veri o falsi , i reati addebitati a Berlusconi, hanno all'origine questo pregiudizio.Riguardo al conflitto di interessi, come lei dice, la sinistra ha sbagliato, il resto sono chiacchere.In campagna elettorale hanno fatto un casino bestiale , poi al governo, non sono stati capaci di regolarlo.Effettivamente devo dire che questo conflitto esiste, ma sulla carta, in pratica, per la funzione che ricopre, per tutte le attenzioni a cui è sottoposto, in realtà questo è un falso problema.Vuole levargli le aziende?Lei crede che non possa favorire lo stesso le sue aziende , anche se non è più il titolare? Siamo seri, e non facciamo propaganda.Berlusconi è straricco, non ha bisogno di niente,a differenza dei politici di professione, che non hanno questa possibilità.

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  • bruno osti

    02 Settembre 2010 - 12:12

    che la magistratura in Italia sia quello che sostiene lei e quegli stimabili scrittori è una opinione certamente lecita e valida e supportata da una valanga di documentazione. Ripeto, però, che io potrei sostenere che tutte le volte in cui berlusca è stato "assolto" lo fu per qualche toga nera. E ce ne sono, ce ne sono! Una l'aveva fatta anche ministro, poi defenestrato. E potrei trovare anche io documentazioni sulle toghe nere; perché cronache al riguardo ce ne sono. In merito al conflitto di interessi la Sinistra, ad avviso di tanti a suo tempo ha sbagliato. E' stata però data una motivazione: che ne sarebbe uscita una sorta di vittima: se lo i mmagina cosa avrebbe scatenato Berlusconi?. Rimane il fatto, e lei lo conferma nella sua successiva risposta/domanda che il conflitto esisteva e continua ad esistere e che Berlusconi si guarda bene dal risolverlo. Ed era di questo che si parlava.

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  • cate08

    02 Settembre 2010 - 01:01

    Ti risulta che nel programma di governo ci fosse "il processo breve"? Sbaglio o la destra ha preso voti principalmente perchè si arrivasse al federalismo? Ti risulta che Berlusconi batta i piedi per quest'ultimo? Niente affatto! Non gliene può fregà de meno! Silvio pensa solo a star lontano dai tribunali! Anche a costo di far cadere il governo. Mi sa che stavolta ha troppo tirato la corda. Se esistesse una sinistra in Italia Silvio sarebbe cotto e mangiato! P.S. notizia di oggi: L'Italia sta per entrare nella lista dei Paesi a rischio, con Grecia e Portogallo!! E Berlusconi cosa fa? I capricci per il processo breve! Sai a quanti italiani sta a cuore questo provvedimento?? Ma vada all'ospiziooooo..............

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  • cate08

    02 Settembre 2010 - 01:01

    Berlusconi dice di essere sceso in campo per amore dell'Italia. Sarà..intanto sta mandando a schifio tutto per ottenere il processo breve che spazzerebbe via in un sol colpo tutte le sue pendenze giudiziarie. Se davvero tenesse al Paese Italia (invece che a sè stesso) penserebbe a una seria riforma della giustizia: intendo quella indispensabile per far funzionare i tribunali, celebrare i processi e arrivare a sentenza. Potrebbe darsi da fare per togliere un pò di burocrazia (ce n'è sempre troppa!); porterebbe avanti il discorso sul federalismo fiscale.. Ecco, una rottura coi Finiani sul tema del federalismo l'avrei capita. La maggior parte dei suoi elettori vuole il federalismo. Invece no. Si litiga per cancellare i suoi processi. Silvio, hai proprio rotto! Non sei stato votato per salvare * ma per governare l'Italia!

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