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Ulivo, riforma elettorale e processo breve: Bersani detta la linea

Il segretario del Pd affronta i nodi della prossima stagione politica in una videoconferenza su Repubblica.it

Ulivo, riforma elettorale e processo breve: Bersani detta la linea
Scalda i motori il Pd di Pierluigi Bersani. A pochi giorni dalla riapertura del Parlamento dopo la pausa estiva, il segretario dei democratici è intervenuto su Repubblica.it per dettare il ruolino di marcia della linea di condotta del suo partito, chiamato a confrontarsi sulla paventata nascita del nuovo Ulivo, la solita querelle sulla legge elettorale e la politica (interna ed estera) del Premier Berlusconi.

L’Ulivo non è un’ammucchiata –
Le prime parole, ovviamente, sono sulla ri-nascita dell’Ulivo, il soggetto politico fondato da Romano Prodi nel lontano 1995. Siccome da più parti (non solo da destra) molti hanno sparato a zero su questa scelta politica, Bersani è stato costretto a delineare meglio la sua proposta.
"Il nuovo Ulivo è il contrario dell’ammucchiata, anzi, supera definitivamente la logica dell’Unione. È una cosa che si deve costruire e ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità perché chi stringe il patto deve essere pronto a stare al governo".
E quindi un affondo al Cavaliere.
"Non vedo come Berlusconi possa dare lezioni quando sta cercando di governare con gente che si insulta dal mattino alla sera".

Legge elettorale – Ammucchiata o no, il principale obiettivo di questa nuova alleanza è cambiare le regole del gioco, a partire dalle urne.
"La ragionevolezza porterà a un sistema che non mette in discussione il bipolarismo, ma che ci eviti i rischi del plebiscito. Non si può permettere che col 35% si posso fare tutto, fino al Quirinale. Il sistema va reso flessibile, non fino alla frantumazione, ma per dare elementi di respiro al bipolarismo", ha proseguito Bersani.

Processo breve – Ma per poter parlare della legge elettorale bisognerà aprire una fase di larghe intese e, per far questo, bisognerà mettere in crisi l’attuale esecutivo. In tal senso la prima imboscata democratica sarà sul terreno del cosiddetto processo breve.
"Sono anni che Berlusconi governa e parla di giustizia, certamente un servizio che non funziona in Italia per i cittadini; ma non abbiamo mai avuto uno straccio di riforma vera, che andasse nell’interesse dei cittadini che soffrono. Le decisioni sono venute soltanto quando si tratta del capo e dintorni. Nessuno è per il processo lungo, ma chiunque ha capito che sotto la bella parola di processo breve c'è il solito trucco: si tratta di cancellare un numero enorme di processi, per cancellarne uno solo o un paio, quelli che interessano al leader. Visto che il trucco è ormai vecchio, su questa legge ci aspettiamo coerenza dall’area finiana del centrodestra".

Gheddafi – Ultima riferimento alla visita in Italia del leader libico Gheddafi. Usando la diplomazia del politico ormai navigato, Bersani non critica l’ospite, bensì le modalità con cui il Governo ha deciso di accoglierlo. "Nulla in contrario sulla visita a Roma di Gheddafi. Sono per positivi rapporti con la Libia, ma sono anche interessato al profilo di dignità del mio Paese. In tal senso più che teatrino libico è il teatro della politica estera berlusconiana".


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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    02 Settembre 2010 - 13:01

    Mi raccomando solo il sito Teminera, da visionare urgentemente, e le videointerviste a Gaetano DRAGOTTO, visionabili su youtube.Saluti

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  • piccioncino

    02 Settembre 2010 - 09:09

    Il sor Bersani (noto demagogo da rottamare) si è presentato in tv, con tono preoccupato ed ispirato, richiamando l'attenzione sull'annoso problema del precariato nella scuola. Se costui fosse solo un modesto uomo delle istituzioni con un briciolo di senso dello stato, dovrebbe sapere che il vero problema della scuola è la qualità dell'insegnamento e la seria preparazione degli studenti (oggi ambedue scadentissimi, proprio grazie al menefreghismo introdotto dalla sinistra a partire dal '68). Il precariato è figlio di una visione demagogica, vergognosamente irresponsabile, che tende a trascurare del tutto le finalità dell'istituzione scolastica. Non è obbligatorio fare gli insegnanti (si possono fare anche altri lavori più utili e/onecessari), ma è assolutamente obbligatorio insegnare bene e con passione!

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  • pi.bo42

    01 Settembre 2010 - 20:08

    Grazie del pensiero, ma so come procurarmi quei dati, anzi qualcosa ho già, per ora conosco molto meglio "l'altra casta" dove, come saprà, parla dei sindacati.Liviadotti scrive su "L'Espresso" e non su "Panorama" e ciò mi da più fiducia sulla sua........credibilità..! Darei volentieri l'indirizzo ad una persona con la quale si può dialogare, ma temo che altri, con i quali questo non sarebbe possibile, ne approfittino, troveremo il sistema per venire direttamente alle mani in qualche modo.....! Dopo che mi sarò informato,tornerò sull'argomento. Saluti.

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  • ciannosecco

    01 Settembre 2010 - 20:08

    Se vogliamo stabilire delle percentuali darei il 90% della responsabilità ai magistrati e il 10% ai politici.Dalla progettazione di una legge,alla sua stesura,alla sua applicazione , ci sono sempre i magistrati.Questo stravolge la diceria che sono i politici che si fanno le leggi.In realtà sono i magistrati.Non ci crede?Liviadotti prima di scrivere i magistrati l'ultracasta, ha fatto una minuziosa ricerca, ed è arrivato a questa conclusione.I dati da lui raccolti sono pubblici,quindi verificabili, con tanto di nomi e cognomi.Se mi dà una casella postale o un'indirizzo, le invio il libro.Lo consideri un'omaggio.P.s. Almeno quando si discute del tema , sarebbe facile capirsi.

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