Cerca

Stracquadanio a Napolitano: "Colpa della Costituzione se manca un ministro"

Il deputato del Pdl: "Ad oggi una proposta informale di nomina allo Sviluppo economico è stata rifiutata dal capo dello Stato". Berlusconi smentisce

15
Stracquadanio a Napolitano: "Colpa della Costituzione se manca un ministro"
Se dopo quattro mesi dalle dimissioni di Scajola, c'è ancora un vuoto al ministero per lo Sviluppo Ecomico la colpa è della Costituzione italiana. Replica così Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl, alle recenti lamentele del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ieri a Mestre il capo dello Stato aveva risposto sarcasticamente a un cronista che gli faceva notare la mancata nomina di un ministro. "Passo la voce", aveva detto, dopo aver ripreso la classe politica per la scarsa attenzione dedicata ultimamente all'economia del Paese. Oggi Stracquadanio punta il dito contro Napolitano stesso che poco più di un mese fa ha rifiutato la proposta informale di Berlusconi, che vedeva in Paolo Romani un possibile successore   "Questo vuole dire che un presidente del Consiglio nominato sulla base di un voto popolare ben netto, come nel caso di Berlusconi, non ha i poteri minimi che sono riconosciuti agli altri premier in tutta Europa e in tutto il mondo. Una delle attribuzioni fondamentali di un premier che voglia esercitare la possibilità di governare è quello di potere scegliere i ministri che meglio gli aggradano". La vicenda mette "in luce le contraddizioni della Carta costituzionale, la sua arretratezza" visto che "secondo la Costituzione i ministri sono nominati dal presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio".

Berlusconi smentisce - In una nota il premier smentisce Stracquadanio, precisa che Napolitano non ha mai respinto la candidatura di Paolo Romani. "Contrariamente a quello che leggo in alcune dichiarazioni e sulle agenzie di stampa, devo precisare che il Capo dello Stato non ha mai respinto alcuna candidatura per l’incarico di Ministro per lo Sviluppo economico. Anche perché, nella mia veste di Presidente del Consiglio e per il mandato costituzionale che mi spetta, non ho mai proposto finora candidati al Capo dello Stato".

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • bruno osti

    07 Settembre 2010 - 12:12

    Scajola non è stato condannato dai comunisti: si è dimesso. E nessuno del PDL si è messo in ginocchio, pregandolo per farlo recedere "no! no! non ci lasciare!!". Berlusconi ha invece detto "ora ne nominerò un altro. Mi sembra che la condanna l'abbia formulata il PDL con tutti i suoi garantisti.

    Report

    Rispondi

  • robe

    04 Settembre 2010 - 19:07

    ma che stai a di'?

    Report

    Rispondi

  • piccioncino

    04 Settembre 2010 - 09:09

    Si vede proprio che non hanno argomenti seri da contraporre alle efficaci politiche governative, anche in economia. Il nuovo grande esternatore, andato al Quirinale in rappresentanza della minoranza degli italiani, dopo un breve periodo sostanzialmente defilato ed equilibrato, è tornato a rimpiangere i bei tempi dell'estremismo infantile e fazioso del "glorioso" partito comunista grande tifoso della magnifica URSS. Nella sua opera di intervento improprio, da un lato demolitrice e dall'altro tessitrice, tira man mano fuori dal vaso di Pandora tutta una serie di quisquiglie insignificanti sia di protezione (vedi le esternazioni a favore del perseguitato Gianfry) che di discredito (vedi le punzecchiature a Silvio). Ma non ce la farà....

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media