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G8, Perugia chiede l'autorizzazione a procedere per l'ex ministro Lunardi

Trasmessi gli atti al presidente della Camera per l'avvio della procedura

G8, Perugia chiede l'autorizzazione a procedere per l'ex ministro Lunardi
Brutte notizie per l'ex ministro Pietro Lunardi. Dall'inchiesta sugli appalti del G8, quella ribattezzata l'inchiesta della Cricca, stanno saltando fuori elementi tali da rendere necessaria la richiesta di autorizzazione a procedere. Lunardi, infatti, è senatore della Repubblica.
"Le accuse a carico dell'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi raccolte dalla procura di Perugia nell'ambito dell'inchiesta G8 appaiono fondate e le emergenze processuali non depongono a favore di un provvedimento di archiviazione", si legge nella relazione del Tribunale dei ministri di Perugia. Per questo  il tribunale dispone la trasmissione degli atti al presidente della Camera per l'avvio della procedura parlamentare di autorizzazione a procedere. La «prospettiva accusatoria - si legge nel documento, giunto alla Camera - appare corroborata», sia per quanto riguarda la «contrarietà dell'atto ai doveri d'ufficio» sia con riferimento «all'utilità ricevuta».

L'inchiesta - Quella che interessa Lunardi è il filone di inchiesta umbra che vede indagati per corruzione l'ex ministro assieme all'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. Nel mirino degli inquirenti c'è l'acquisto sottocosto da parte dell'ex ministro di un palazzo di "Propaganda Fide" in via dei Prefetti in cambio del finanziamento pubblico di 2 milioni e mezzo di euro per la ristrutturazione della sede della Congregazione in piazza di Spagna.

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Commenti all'articolo

  • nuvola grigia

    12 Settembre 2010 - 22:10

    Povera magistratura la costringono a fare la parte della cattiva!!!

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  • bruno osti

    11 Settembre 2010 - 12:12

    le rispondo con il messaggio di fdrebin e con l'inciso "...Innegabile, visto che erano saltati fuori gli assegni", visto che il mio verteva sul fatto che molti di voi (onestamente non ricordo se anche lei nello specifico), per partito preso, negando anche quell'evidenza, parlavate di complotto, di falsità, di manovre dei sinistroidi, dei magistrati (io postai che il fatto derivava da una denuncia di un bancario sulla stranezza di un tale numero di assegni....), ecc. Lei, però, molto spesso non risponde nel merito, come anche l'ultima volta ad un mio messaggio.

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  • fdrebin

    10 Settembre 2010 - 21:09

    ma le ho risposto nel merito sulle rogatorie. Il resto dei suoi post (7 di seguito in un'ora, un record) erano rivolti ad altre persone, e magari voleva una risposta da loro. E qui l'unico che si lagna ripetendo a pappagallo le domande insinuate da Libero e dal Giornale e' lei. Per quanto riguarda Scajola, e' il classico caso di personaggino piccolo piccolo, che preferisce passare per fesso (gli hanno pagato la casa a sua insaputa, ma se scopre chi e' stato...) invece di ammettere di aver accettato un regalo inopportuno. Innegabile, visto che erano saltati fuori gli assegni. Invece con Fini io non ho ancora visto uno straccio di documento che dimostrerebbe che lui sapeva della casa di Montecarlo oppure uno straccio di prova che dimostri che ci sia andato anche lui dopo che era stata venduta. Scommettiamo che se il tribunale lo convoca ci andra' dritto dritto senza strillare al complotto delle toghe rosse e senza invocare (il)legittimi impedimenti?

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  • ciannosecco

    10 Settembre 2010 - 19:07

    Dicevamo che anche in mancanza del reato si doveva dimettere,quello che invece non ha fatto Fini.Infatti ,su Scaiola manca ancora il reato e non è indagato.Però all'epoca, su Scaiola sono fuoriusciti dalle procure, verbali secretati,atti a screditare l'ex ministro.Su Fini non solo non fuoriesce niente, ma siamo ancora in posizione di stallo.Come vede non è la stessa cosa.

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