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Fini: "Il discorso in Aula del Cav andrà votato"

Il presidente della Camera sottolinea comunque che il Governo ha il dovere di andare avanti. Ma Bocchino rincara: "Il Berlusconismo sta per finire"

Fini: "Il discorso in Aula del Cav andrà votato"
Lo dice così, senza freni. Sulle dichiarazioni che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi terrà in Parlamento alla fine di settembre "ci deve essere un voto". Sono queste le parole pronunciate dal presidente della Camera Gianfranco Fini a margine della riunione del G8 dei presidenti delle Camere a Ottawa.

Un discorso che dura meno di dieci minuti in cui sottolinea anche: "Non ha senso fare il discorso senza un voto. Se no - spiega conversando con i cronisti - il presidente del Consiglio che cosa cerca a fare il sostegno di 316 deputati?".
Dal Canada, Fini continua a spiegare: «A questo governo non c’è alternativa. Abbiamo il dovere di andare avanti e governare» e sulla legge elettorale lancia una stoccata: "
Era una richiesta tassativa avanzata dall'Udc. E nella logica dell'alleanza...". Poi a chi gli chiede se non ritenga che l'orizzonte delle elezioni anticipate in marzo si stia allontanando, risponde: «In Italia l'orizzonte è sempre molto ristretto...".
E le nuove dichiarazioni sembrano voler separare  in modo ancora più netto i due politici. Infatti il presidente della Camera ironizza circa l’auspicio di Ignazio La Russa per un futuro abbraccio con il Premier, e replica: "La Russa se la canta e se la suona..." poi imbocca la porta del Parlamento dove lo attende lo Speaker della Camera dei Comuni britannica John Bercow.

Bocchino rilancia - E in attesa dell’attesa ultima giornata della festa del Pdl Atraju 2010, a scaldare il clima politico italiano ci ha pensato anche Italo Bocchino che, intervenuto come ospite alla festa dell’Udc a Chianciano, ha preannunciato l’ormai prossima fine del Berlusconismo e della "seconda Repubblica".
Secondo il presidente dei deputati di Futuro e Libertà, l’Italia sta entrando "nella fase embrionale del passaggio tra la seconda e la terza Repubblica".
"La Seconda Repubblica è stata contrassegnata dal berlusconismo, che è stato un’anomalia con pregi e difetti. Tuttavia appare evidente che come tutte le anomalie ha un percorso a parabola e alla fine bisognerà rimettere in piedi un sistema".
E a tal proposito, il merito di aver accelerato questa parabola discendente è di Fli e dell’Udc.
"Il percorso avviato dall’Udc e quello che noi abbiamo avviato - ha proseguito Italo Bocchino - sono segnali che mettono in moto un meccanismo per costruire una convergenza diversa. Non più un modello bipolare di scontro costante per cui l’Italia deve essere divisa ogni giorno come se fossimo in una partita di calcio".

 

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Commenti all'articolo

  • alpinofriz

    04 Agosto 2011 - 19:07

    Tu e Bocchino c'avete rotto i coglioni !!!! Altro che italiani e credibilità del Governo e del Berlusca. C'avete rotto con il vostro remare contro agli interessi della Nazione, c'avete rotto con l'odio e l'astio che avte nei confronti del Primo Ministro ! Siete peggio dei vecchi comunisti !! Siete contro ogni cosa e più che retorica non fate. Alle prossime elezioni sarete presi a calci nel culo! E Fini ??? vuole il vitalizio fin qui maturato. Alla faccia dei sacrifici e e del risparmio per il bene comune.

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  • FrancoPo.

    15 Settembre 2010 - 07:07

    Fini vuole un voto sul Cavaliere, quasi fosse una sfida. Ma il Cavaliere lo aveva già messo in programma: sennò che razza di verifica di maggioranza sarebbe stata? Piuttosto, a Fini non è venuta in mente l'opportunità di un voto sulla sua permanenza alla presidenza della Camera? Giusto per chiarire che una cosa è attaccarsi alla mancanza di una riga nella Costituzione e altra cosa è l'opportunità politica di fronte al Paese.

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  • COCCINELLA

    14 Settembre 2010 - 14:02

    STA GIA' TREMANDO XKE' HA CAPITO CHE FINIRA' NEL MELTING!!!!!! UNO TRA TANTI....FAGOCITATO DALL'INGORDIGIA DEL PD!!

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  • Al-dente

    13 Settembre 2010 - 12:12

    Questa pretesa di Fini, nella sua veste di Presidente della Camera, è illegittima oltre che ridicola. Il chiarimento di un Capo di Governo sulla situazione della sua maggioranza e del futuro politico nazionale non sono cose da mettere a votazione perché non fanno parte del sistema legislativo, il solo su cui il Parlamento ha il diritto di voto, ma sono un chiarimento di fronte alla maggioranza che lo sostiene e all’opposizione, in altre parole al popolo italiano tutto. Se ciò non dovesse soddisfare la maggioranza lo si vedrà all’approvazione delle prossime leggi che verranno presentate dal Governo al Parlamento, lì si prenderà atto che l’azione governativa non è approvata e chi sia chi la rifiuta, prendendosi le sue responsabilità ben precise presso gli elettori che rappresentano. L’uscita di Fini in realtà ha il solo scopo di fare politica, cosa che un Presidente della Camera, NON DEVE FARE e già qui sta violando le sue prerogative. In pratica spera, con questo voto improprio, di far cadere il governo non sulla mancata approvazione dei problemi che gli elettori desiderano che si risolvano ma su una semplice diatriba politica che può essere utilizzata politicamente come si vuole dando a vedere lucciole per lanterne. Fini sa che i suoi ascari non potranno fare a meno di votare il programma se non vogliono assumersi la responsabilità della crisi della maggioranza e del governo, per questo motivo cerca di spostare il voto su un argomento specioso utilizzabile come si vuole di fronte all’elettorato senza prendersi la colpa di non aver rispettato il programma. Inutile dire che questi comportamenti anomali di Fini come Presidente della Camera, non solo non sono ripresi dalle altre istituzioni che tacciono mentre dovrebbero intervenire con forza, sono chiaro indice che c’è un attacco dei poteri forti coalizzati contro la volontà popolare degli elettori, portata avanti da Berlusconi, nel cambiare le regole della nostra nazione in tutti i campi istituzionali e a cui si abbarbicano tenacemente per continuare a mantenere il loro potere in barba al popolo bove. E’ questo il reale problema nazionale, cambiare definitivamente le parti salienti delle istituzioni nella nostra costituzione, ormai usate per farsi gli affari loro invece che quelli del popolo. Sarà una dura lotta e tutto sta a vedere se gli elettori sosterranno Berlusconi, nonostante gli attacchi continui a cui è sottoposto, e se questi avrà la voglia di continuare a farsi prendere a pesci in faccia pur di farcela.

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