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I politici si contano e trattano. Il Parlamento resta immobile

La precarietà del Governo Berlusconi rallenta i lavori nelle Aule. Solo le Commissioni giustizia sono in moto

I politici si contano e trattano. Il Parlamento resta immobile
Mentre i politici e i vertici di ogni partito stanno discutendo, begando e scambiandosi accuse reciproche sulla fedeltà e la lealtà politica dei rispettivi rappresentanti, da una settimana il Parlamento italiano ha riaperto i battenti dopo le roventi vacanze estive.
Proprio per questa particolare situazione politica, con la maggioranza che non sa ancora se avrà i voti per andare avanti e tanto meno conosce quali saranno gli equilibri futuri della coalizione di centro destra, sta facendo sì che l’agenda dei lavori parlamentari resti per il momento alquanto scarna.

Tabella di marcia – In queste settimane, infatti, il Parlamento cercherà di ratificare solo i provvedimenti urgenti che sono in procinto di scadere. In tal senso si parlerà del decreto 125 su Tirrenia, si approfondiranno le possibilità (cassate più volte dai Tar e dal Consiglio di Stato) di introdurre dei nuovi pedaggi autostradali e, soprattutto, si dovrà necessariamente prorogare il piano di rientro della sanità pugliese che, se non dovesse incassare questo via libera da Roma, incapperebbe in pesanti sanzioni pecuniarie. E il tempo stringe, visto che le due Camere dovranno licenziare il testo definitivo entro il 5 ottobre.
Anche le commissioni sembrano ferme al palo. Per quanto riguarda quelle del Senato, l’unica che si sta muovendo è quella della giustizia, con i parlamentari che attendono di discutere gli emendamenti sul ddl anti-corruzione e che intanto cercano di trovare la quadratura del cerchio per proporre un nuovo Lodo-Alfano che rispetti le sentenze contrarie della Corte Costituzionale. A Montecitorio, invece, la commissione giustizia si sta concentrando sul processo breve: nonostante il premier Berlusconi abbia detto di voler stralciare il provvedimento dai 5 punti programmatici su cui chiederà la fiducia, la maggioranza ha comunque intenzione di portare avanti una legge che possa fissare un limite massimo alla durata dei contenziosi penali.

Ipotesi rimpasto ? – Come detto, però, a tenere banco sono ancora le previsioni e le ipotesi sulla tenuta del terzo Governo Berlusconi. Se sabato il Premier ha partecipato alla festa della Destra di Storace affermando che alcuni centristi avrebbero appoggiato il governo e che era possibile l’entrata nelle file della maggioranza anche di alcuni esponenti del loro partito, oggi l’Udc ha sfidato il Premier per bocca del suo segretario Pierferdinando Casini.
"Il Cavaliere nomini il ministro delle Attività produttive prima del 28 settembre (quando   è previsto l’intervento in aula alla Camera del premier). Lo sfido a fare prima di quella data anche il rimpasto di cui parla. Così sarà immune da ogni accusa di campagna acquisti", ha affermato Casini ai microfoni di Sky.

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Commenti all'articolo

  • angelo.Mandara

    23 Settembre 2010 - 11:11

    Dopo l'ultima serata TV...ma ci rendiamo conto che gli attuali sindacati continuano a parlare di organizzazione e di lotta alla crisi, quando costoro, con le loro sigle di appartenenza (CIGL - CISL - UIL - UGL(CISNAL)... sono ancora legati ad una partitocrazia obsoleta ed anacronistica (originariamente legati a "concetti" da democrazia cristiana, comunismo, socialdemocrazia e destra "passata") ? Sentire sindacati dare consigli alla politica su come affrontare la crisi ed essere completamente ignorati ? Forse, altrove, "non esisterebbe".Chi potrebbe e dovrebbe riorganizzare il sindacato, rimasto magari, fermo ai tempi di L. Lama ? Con la Cigl tagliata fuori dal giro che conta (FIAT, etc.). Chi doveva e deve decidere di dimezzare i parlamentari e abolire le Province ? Il Governo con le regioni, province, comuni, circoscrizioni e comunità continua a parlare di "ristrutturazione e federalismo"...ma non succede mai niente...altro che i "5 punti" di Berlusconi che, comunque, continuano ad essere ad alto rischio di inattuabilità ? Certo è più comodo parlare ed attuare "leggine" tampone. Tutto questo...grazie a "problemi" di singoli e noti personaggi che ne rimandano gli "iter" applicativi. Già, meglio forse che le elezioni vengano fatte slittare...perchè al momento non so quanti si porterebbero ai seggi !! Non c'è bisogno di sondaggi...per registrare una litigiosità insopportabile fatta sulle spalle di cittadini traditi. Se non si approfitta a "torchiare e riformare" in un momento di crisi...dopo non se ne farà più niente. Saluti. Angelo Mandara

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  • neddagile

    21 Settembre 2010 - 13:01

    Mettere un articolo del genere senza spiegare il perché è inutile ... solo spazio sprecato. Piuttosto che leggere paginate sulle case di chicchessia ... vorrei sapere quanti e quali sono i parlamentari che prendono lo stipendio senza lavorare! E magari spiegarci il perché. Queste sono le notizie che interessano i cittadini perbene, non siamo tutti "morbosi" !!! Grazie!

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  • gicchio38

    21 Settembre 2010 - 10:10

    Io sono sicuro che il Governo andrà avanti, ma se questo non fosse possibile o si subdorasse aria di mielina da parte del gruppo dello spilungone che rumina sempre e ride come un ebete con lo sguardo rivolto al nulla si vada alle elezioni e si dia al popolo di giudicare lui e tutto quel manipolo di smargiassi, solo allora si avrebbe la certezza di quale sarà la fine dello spilungone e dei suoi cagnolini.

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  • blues188

    21 Settembre 2010 - 09:09

    Eccola qui l'Italia! Berlusconi per non paura di veder crescere la Lega (che curiosamente vuol mantenere la parola data) andando al voto, fa gli annosi giochini romani dell'aggrapparsi ai vetri per cercare (mendicare) voti. Intanto il Paese scivola felice e beato... Da vomito

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