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Su Cosentino finiani divisi

Oggi il voto sull'autorizzazione all’uso delle intercettazioni. Granata: "voteremo sì". Ma parte dell'Fli voterà con il Pdl

Su Cosentino finiani divisi
Entra nel vivo la divisione politica tra il Pdl e i rappresentanti del gruppo Futuro e Libertà. Ad accendere il duello tra gli ex alleati sarà domani il voto parlamentare sull’autorizzazione all’uso delle intercettazioni che riguardano Nicola Cosentino, l'ex sottosegretario del Tesoro accusato dalla magistratura napoletana di concorso esterno in associazione camorristica.
Per quanto nessuna posizione ufficiale sia stata annunciata dai componenti di Futuro e libertà, nei giorni scorsi il falco Fabio Granata ha espresso la sua intenzione di votare a favore dell’acquisizione da parte della magistratura dei nastri telefonici.
Anzi, uno degli uomini più vicini a Fini nonché vicepresidente dell’Antimafia, conversando con i giornalisti a Montecitorio ha confermato come anche i vertici del gruppo Fli sarebbero intenzionati a dare questo indirizzo di voto ai loro iscritti.
A smorzare la polemica che stava già montando tra i due gruppi, è stato però il capogruppo alla Camera di Fli Italo Bocchino.
"I finiani attendono di capire cosa dirà domani l’ex sottosegretario Cosentino in aula. Poi decideremo la nostra posizione".
A confermare che i rappresentanti di Futuro e Libertà non hanno ancora preso una posizione ufficiale è intervenuto anche Silvano Moffa.
"Quella di Granata è una dichiarazione di voto a titolo personale, non c'è un orientamento. E poi il relatore, che è Nino Lo Presti, è per negare l’autorizzazione".

Tranquillità Cosentino – Aspetta il voto dell’Aula Nicola Cosentino, il quale ribadisce che, a suo avviso, quelle intercettazioni “sono irrilevanti” nel merito delle accuse.
"Mi rimetto all’Aula, senza vincoli di schieramento. Chiederò all'Aula di valutare liberamente e di prendere una decisione", ha affermato Cosentino.
La sua situazione politica, però, in queste ore sembra essersi complicata. Dopo Pd e Idv, anche l’Udc ha confermato tramite una nota ufficiale che voterà alla Camera l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni.
Con l’opposizione compatta, insomma, l’ago della bilancia saranno proprio i Finiani. Dopo tante chiacchiere estive, la contesa tra gli ex alleati verrà finalmente messa alla prova dei fatti.

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Commenti all'articolo

  • nuvola grigia

    22 Settembre 2010 - 13:01

    Proprio per toglierci il dubbio sul tipo di "concorso esterno" erano utili le intercettazioni!!! passando il NO, noi italiani possiamo avere due certezze: UNO, Cosentino è colpevole. DUE, La maggior parte dei nostri parlamentari sono in loschi affari, quindi preferiscono che non vi sia il rischio di utilizzo delle intercettazioni.

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  • vin43

    22 Settembre 2010 - 12:12

    esattamente non so cosa voglia dire. Forse qualcuno ha parlato con un camorrista? Si sono salutati per strada? Abbia parlato a telefono con un camorrista o un suo parente? Si conoscono i camorristi o i mafiosi? Hanno un segno particolare? Una voce particolare? Come si fa a stabilire che quello con cui si è parlato è un camorrista o mafioso? Noi gente comune conosciamo i nostri interlocutori: sono figli, padri, parenti, fidanzati, colleghi di lavoro o amici di famiglia. Gli uomini politici che hanno tante telefonate e altrettanto ne fanno, come possono sapere che l’interlocutore di quella conversazione è un camorrista o un mafioso? Forse gli avrà promesso un interessamento non sapendo, anche se lo conosce personalmente, che appartiene a un’associazione malavitosa. Ognuno di loro può incappare in concorso esterno, poiché ogni interlocutore può essere un potenziale malavitoso.

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  • piccioncino

    22 Settembre 2010 - 11:11

    Anche se mi preoccupano alquanto le intercettazioni telefoniche effettuate dall'autorità giudiziaria sui parlamentari, debbo tuttavia riconoscere che non ci si debba sottrarre alla trasparenza comportamentale, che è una delle condizioni fondamentali di una buona democrazia. per cui dico si all'utilizzo delle intercettazioni. Tra l'altro sono convinto che costui non abbia nulla da nascondere (a meno che non avvengano manipozioni attraverso segmentazioni parziali o assemblaggi strumentali...). Lo stesso vale però anche per tutti gli altri (Fini ecc) che non devono tacere di fronte a precise, documentate (anche se parzialmente) domande sui loro comportamenti....

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  • uffa

    22 Settembre 2010 - 10:10

    Appurare la verità, questo conta. Se le intercettazioni, come asserisce Cosetino, non contengono nulla di rilevante, tanto meglio. Senza polemica, chiedo se qualche piddiellino può gentilmente spiegare perchè il PDL non dovrebbe autorizzarle l'uso delle intercettazioni?

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